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#DIRITTODICRITICA: «Cyrano», le recensioni degli studenti

Nuovo appuntamento con la stagione 'Cibo per mente anima cuore corpo' del Ponchielli

La Provincia Redazione

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12 Aprile 2022 - 16:59

#DIRITTODICRITICA:

CREMONA - Nuovo appuntamento con Diritto di critica, l'iniziativa organizzata dal giornale La Provincia e da Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli, che offre agli studenti delle scuole cremonesi la possibilità di esprimere il loro giudizio motivato e argomentato sugli spettacoli in cartellone al Ponchielli. Si prosegue con Cyrano: leggi le recensioni qui sotto.

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ALBERTINI CATERINA – 1 LICEO SCIENTIFICO ASELLI

Durante la serata di Martedì 5 Aprile al Teatro Ponchielli è stata proposta una pièce teatrale che ha riproposto la storia di Cyrano de Bergerac in chiave moderna. Più che di una commedia si è trattato di un musical che ha saputo intrattenere anche gli spettatori più scettici. Le canzoni, prevalentemente in rima baciata, avevano un tono spigliato e a tratti irriverente che è riuscito a mantenere alta l’attenzione. Nonostante le canzoni particolari che hanno accompagnato la storia, l’elemento più caratteristico di questa rappresentazione sono stati i costumi. Le forme erano abbastanza classiche, completo con gilet per gli uomini e abiti lunghi per le donne, ma erano tutti arricchiti con paillettes luccicanti. Queste particolari decorazioni hanno subito catturato l’attenzione della platea sopperendo ad una scenografia più semplice. Forse l’utilizzo dei brillantini sugli abiti è stato leggermente eccessivo. Un’applicazione più mirata avrebbe permesso di sfruttare il particolare per mettere in evidenza delle caratteristiche dei personaggi. Come dicevo la scenografia era piuttosto scarna, ma la regia ha saputo escogitare un espediente per movimentare la scena. La scenografia si componeva di un velo di tulle posto in mezzo al palco che fungeva da sipario e sotto di esso era posta una pedana rotante. La pedana veniva utilizzata per fornire agli attori gli oggetti di scena necessari, senza il bisogno di un addetto agli spostamenti. Inoltre su di essa sono stati posti per un paio di volte semplici elementi scenografici indispensabili per accennare l’ambientazione. Personalmente ho apprezzato molto l’utilizzo delle luci. Spesso ai fari che illuminavano i protagonisti, si è affiancata una luce soffusa e colorata. Questa particolare illuminazione rispecchiava sempre l’emozione predominante della scena, coinvolgendo maggiormente gli spettatori. Purtroppo mi sento anche di evidenziare un difetto dello spettacolo. La parte che meno ho apprezzato è stata proprio l’inizio. Seppur molto movimentato e accattivante era un po’ confuso, non permettendo agli spettatori di comprendere a pieno i fatti che stavano avvenendo. Nonostante l’avvio un po’ confuso, mi sento di consigliare vivamente la visione di questo spettacolo. Certo non bisogna aspettarsi un Cyrano tradizionale, ma qualcosa di più originale.

ARGENTIERI KSHITIZ – 1 LICEO SCIENTIFICO ASELLI

Martedì 5 Aprile al teatro Ponchielli di Cremona è andato in scena il Cyrano De Bergerac con la reinterpretazione e le modifiche del regista e attore Arturo Cirillo. Una struggente commedia che narra di Cyrano, un uomo brutto dall’aspetto alquanto particolare e unico, abile nell’arte della scherma e ancor più nella scrittura e nella poesia.; innamorato della bellissima cugina, Rossana, non riesce mai a dichiararsi. La ragazza però si innamora di un giovane di nome Cristiano, molto bello ma altrettanto impacciato con le parole soprattutto di fronte alle donne. Cyrano per rendere felice l’amata cugina aiuta Cristiano di nascosto consigliandogli i versi da dire a Rossana e scrivendo poesie per lei, ma facendole firmare dal giovane. Cristiano e Rossana si sposano ma poco dopo il matrimonio sia il giovane che Cyrano vengono mandati in guerra dal Conte De Guiche che anche lui ama la bellissima Rossana, ma non potendola più avere decide di vendicarsi. Durante la guerra Cristiano muore e Cyrano mantenne il segreto a Rossana per ben 14 anni. La nota commedia tragica è stata presentata con molti allegri spezzoni musicali che hanno alleggerito lo spettacolo. Le interpretazioni degli attori sono state discrete, ma buone nel complesso tenendo conto che hanno dovuto interpretare più ruoli. Non indifferenti sono state le decisioni del regista, per esempio il colore vivace e i brillantini sui vestiti che con le luci puntate riempivano tutto il palco che era praticamente spoglio a parte una piattaforma circolare al centro, la scelta di lasciare agli attori il compito di spostare i pochi elementi della scenografia e anche la decisione di mettere alcune citazioni e allusioni nella sceneggiatura del famosissimo libro “le Avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi soprattutto nell’ultima scena con la raffigurazione del capitolo 16 da parte degli attori. La rappresentazione è stata molto fantasiosa e ricca di particolari interessanti, personalmente l’ho apprezzata anche se non è assolutamente una raffigurazione classica, consiglio la visione a un pubblico giovane o a chi cerca una pièce molto fresca e non troppo impegnativa.    

BENEDINI RICCARDO

Una commedia francese ambientata nel XVII secolo “Cyrano de Bergerac”, con Arturo Cirillo, Giacomo Vigentini e Valentina Picello, di Edmond Rostand, regia di Arturo Cirillo. Cyrano, un nobile cadetto, innamorato della cugina Rossana, sa di non poter essere ricambiato da questa per l’imponente naso che si ritrova sul viso. Rossana è invece innamorata di Cristiano, un giovane ragazzo di bell’aspetto, ma poco eloquente, che non riesce a incantarla con improvvisate poesie. Cyrano, abile oratore, cerca di aiutare Cristiano donandogli la sua loquacità per conquistare l’amore di Rossana… Idea originale della regia concentrare tutta l’esibizione in un solo atto cambiando parti della scena per mezzo di una pedana circolare rotante trasportante elementi scenografici, non distraendo il pubblico dalla recitazione. Per contro luci troppo abbaglianti che mettono a rischio la concentrazione dello spettatore sulla scena, poiché riflesse dai costumi ricoperti da paillettes degli attori. Ritmo abbastanza lento, ma senza rendere la recitazione noiosa, grazie ai vari intermezzi musicali e poetici. Attori poco conosciuti, ma di alto livello, che sembrano non recitare, ma vivere realmente le vicende della commedia. Riescono, infatti, a rimanere nel personaggio e mantenere la stessa voce ed espressività durante tutto lo spettacolo. Apprezzato molto il tentativo degli attori di risollevare il pubblico dopo la tragica conclusione correndo più e più volte in platea rallegrando gli spettatori. Tragicommedia non di semplicissima comprensione, che richiede una certa concentrazione per essere capitata in ogni dettaglio, ma appagante ed emozionante.

CERUTI LAURA – 1 LICEO SCIENTIFICO ASELLI

Una triste storia d’amore non corrisposto viene rappresentata attraverso un musical al Teatro Ponchielli la sera del 5 Aprile 2022. Si tratta di “Cyrano De Bergerac”, famosa composizione di Edmond Rostand, in questo caso rivisitata a cura del regista e attore che ha interpretato il protagonista, Arturo Cirillo. Dopo un inizio forse un po’ lento e confuso a causa di un’introduzione non particolarmente chiara, la trama si fa sempre più interessante e coinvolgente. Un meraviglioso gioco di luci, accompagnato da costumi stravaganti ed estrosi è in grado di attirare l’attenzione dei giovani (numerosi in sala), stupiti da una scenografia così accattivante, mentre lascia delusa la parte del pubblico più adulta, che preferirebbe concentrarsi maggiormente sul significato dello spettacolo. Viene trattato il tema di un amore impossibile, ostacolato dall’aspetto esteriore di Cyrano, uomo innamorato di una bellissima donna, Rossana, il cui cuore però appartiene ad un altro giovane, Cristiano, che ricambia il sentimento. I due uomini rappresentano la contrapposizione tra bellezza etica ed estetica. Cyrano, uomo dal grande cuore e dall’animo puro in grado di incantare con le sue parole, è penalizzato dal suo aspetto esteriore e in particolar modo dall’importante naso. Al contrario Cristiano, ragazzo dal fascino incontestabile, non ha la capacità di sostenere un dialogo articolato con l’amata. Quello dell’amicizia è un altro importante tema e spunto di riflessione che lo spettacolo propone. Viene rappresentata un’amicizia pura, vera e duratura. La scenografia, piuttosto essenziale, è arricchita dai costumi sfarzosi e luminosi e dai continui cambi di luce in sintonia con i sentimenti che emergono dalle varie scene. Lo spettacolo è quindi movimentato e rallegrato dai canti degli attori, che alleggeriscono la rappresentazione teatrale dalla durata non breve. A tale proposito, è apprezzata dal pubblico in sala la qualità vocale degli interpreti. Molti dettagli e battute, inoltre, richiamano la famosa storia di Pinocchio, da tutti conosciuta. Durante il susseguirsi degli applausi finali, gli attori si aggirano tra le poltrone della platea in modo scherzoso, coinvolgendo il pubblico divertito.

CONTINI LETIZIA – 5 EINAUDI

Cyrano de Bergerac è l'opera di Edmond Rostand, pubblicata nel 1897 e andata in scena presso il teatro ponchielli di Cremona sotto l’attenta regia di Arturo Cirillo. La commedia è stata riproposta in chiave moderna, facendo ricorso ad una coinvolgente ironia ma al contempo descrivendo in modo dettagliato una storia d’amore classica e senza tempo in grado non solo di attirare l’attenzione del pubblico ma anche di coinvolgerlo emotivamente. Cyrano è un uomo di spada, dal naso ingombrante nonché eccellente rimatore vittima di un amore infelice, quello provato e apparentemente non condiviso per la bellissima cugina Rossana. Quest’ultima è a sua volta innamorata di un giovane ragazzo di bella presenza, Cristiano. Cyrano venendo a conoscenza dei sentimenti dell’amata per costui decide di aiutare il ragazzo nell'ardua impresa di conquistare il cuore di Rossana poiché negato nello scrivere poesie, la ragazza cade vittima delle belle parole a lei dedicate totalmente ignara dell’autore. Da qui inizia una vera e propria lotta tra amore carnale e spirituale, la quale si concluderà seppure in modo tragico con la vittoria di quest’ultimo. Ho apprezzato la coraggiosa scelta di utilizzare un linguaggio ben lontano dal comune ma più fedele all’originalità dell’opera, scelta che rischiava di allontanare un pubblico più giovane e meno abituato ad intrattenersi con dialoghi poetici, ma che si è rivelata in realtà molto interessante. La scena era per lo più spoglia, l’attenzione ricadeva completamente sulla trama e sulle azioni dei personaggi. Gli ultimi istanti sono caratterizzati da sentimenti contrastanti, tra tristezza ed angoscia si percepisce un leggero sollievo che si fa via via sempre più evidente. Uno spettacolo da vivere con il cuore e con la mente accompagnato da un’importante colonna sonora in grado esaltare le capacità degli attori, anch’essi impeccabili.

DE CARO ALESSIO – 5 EINAUDI

5 Aprile, Arturo Cirillo adatta, dirige e interpreta il Cyrano de Bergerac con l'aiuto degli altri attori: Valentina Picello e Giacomo Vigentini e le allegre musiche di Federico Odling. I balli eccentrici e ridicoli, i vestiti colorati e brillantinati uniti al panno penzolante al centro del palco, stile retro, trasmettevano una solaritá che mancava da tempo, soprattutto dopo il periodo di covid-19. Un inno alla gioia dove la recitazione trasmette passione ed emozioni a suon di rime, canti e danze; dove pubblico e attori si mescolano tra risate e applausi. Il Cyrano è un personaggio dalla forza espressiva grandiosa, un uomo che si mette all'ombra per paura del giudizio sul suo aspetto fisico che ci fará ridere per tutta la durata dello spettacolo. L'opera si apre con un ballo che ci porta a conoscere i personaggi della storia, i quali, cantando, rallegrano l'atmosfera e ci fanno capire i caratteri psicologici di ognuno di essi. Il piano sul quale si muovono i personaggi ha un meccanismo di rotazione che consente, con l'aiuto del panno penzolante che copre il centro del palco, ai personaggi di cambiarsi e sostituire le scenografie donando movimento e dinamismo e permettendo allo spettacolo di non essere mai noioso e far sembrare i novanta minuti di messa in scena come se fossero quindici. Le scenografie sono scarne, non riescono a farci immergere completamente nei luoghi della storia. Il personaggio De Guiche è stereotipato e stucchevole. Lo spettacolo è come una fiammella che riscalda il cuore tormentato della noia della quotidianità. Come l'animo di Cyrano si illumina quando vede Rossana allo stesso modo l'opera andata in scena ci fa vivere un momento di luce dove i problemi scompaiono e la risata diventa il tutto. La morte di Cyrano è quella fiamma che si affievolisce, ma che non si spegne del tutto, lasciando un'impronta indelebile nello spettatore.

DE CECILIA GAIA – 5 EINAUDI

La vicenda di Cyrano de Bergerac che a parere mio è stata in qualche modo rappresentata in modo eroico e fiabesco allo stesso tempo, narra di una incredibile storia d’amore non certo convenzionale. Il protagonista è certamente Cyrano, un grande rimatore che è innamorato dell’incantevole Rossana, la donna più fine della città e corteggiata da un duca che lei stessa però non vuole avere attorno. Cyrano è bloccato da tre fattori fondamentali nel rivelare il suo amore a Rossana, il primo è che dopo diversi incontri, scopre di essere suo cugino, il secondo motivo è senza dubbio il suo enorme naso del quale il protagonista si vergogna e per questo più volte durante il racconto ribadisce di essere orribile; e l’ultima motivazione è che Rossana si innamora di un giovane cadetto, Cristiano, un ragazzo bello e affascinante, del quale Rossana si innamora solo al primo sguardo. Questo Cristiano ha però qualche problemino, e cioè, è tanto bello quanto poco abile nell’esposizione di pensieri d’amore verso la ragazza, la quale invece ama gli uomini appassionati di poesia e composizione letteraria. Cyrano a questo chiede a Cristiano di corteggiare assieme la giovane, Cyrano farà la parte della mente e del cuore, Cristiano sarà la bellezza che il protagonista tanto invidia. Il giovane accetta e iniziano una lunga serie di corteggiamenti, Rossana si innamora perdutamente del giovane cadetto, tanto che lei decide di sposare il giovane Cristiano. Cyrano e Cristiano devono partire per la guerra e durante questa, il protagonista scrive lettere d’amore bellissime a Rossana, ovviamente sempre spacciandosi per Cristiano, a causa di queste intense parole all’ interno delle lettere la giovane raggiunge i due in guerra e vede Cristiano morire davanti ai suoi occhi dopo che questo era ad un passo dal dirle tutta la verità su quella relazione fittizia. Cyrano non vuole addolorarla e quindi le mentirà ogni giorno, fino a quando pochi attimi prima della sua morte le rivelerà tutto. A questo punto Rossana capisce di amare Cyrano, ma questa consapevolezza arriva troppo tardi. Lo spettacolo l’ho trovato fantastico, costumi sensazionali, tutti gli attori, compresi quelli che interpretavano ruoli secondari sono stati impeccabili, le canzoni e la musica sono da me state molto apprezzate, uno spettacolo pieno di colpi di scena, divertente e molto piacevole.

FAPPANI ALESSANDRO – 1 LICEO SCEINTIFICO ASELLI

Una commedia e tragedia moderna quella di Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand adattata da un attore e regista del teatro italiano contemporaneo, Arturo Cirillo, proposta la sera del giorno 5 aprile nel teatro Ponchielli di Cremona nella stagione 2022  e accolta piacevolmente  da un pubblico  numeroso. Lo spettacolo cominciato qualche minuto dopo le otto  dopo un breve appello sulla guerra in Ucraina  è iniziato con una breve introduzione  da parte dei vari protagonisti per poi vivacizzare grazie al tema dell’amicizia e  dell’amore nascosto di Cyrano verso Rossana una sua cugina, che gli confida però il suo amore per un altro uomo, un giovane cadetto di nome Cristiano, del quale si è innamorata a prima vista e che, sebbene non abbia mai scambiato una parola con lui, crede fermamente che sia dotato di ogni talento. Il protagonista Cyrano, soggetto a una leggera malformazione al naso che lo rende sproporzionato al resto del suo viso è dotato di molte abilità come quella di spadaccino e per la sua dote di eloquenza, avvilito della notizia della parente  deve anche prometterle solennemente di proteggere e guidare il ragazzo per non farla soffrire a causa  dell'ansia di saperlo indifeso. Cristiano non sa parlare molto bene alle donne e Cyrano fa del suo meglio per insegnarglielo scrivendo per lui anche numerose lettere d’amore per fargli conquistare definitivamente  Rossana. Dopo molte avventure da parte dei protagonisti e il senso di inadeguatezza e della paura di Cyrano di affrontare il suo aspetto esteriore l’opera termina con un sonoro scroscio di applausi da parte degli spettatori e una corsa tra le poltrone da parte degli attori. La scenografia semplice ridotta al minimal  riempita solo da una tenda, da una piattaforma rotante  e dai vestiti sgargianti e ricchi di brillantini dei vari artisti è stata comunque apprezzata dal pubblico, mentre le luci colorate che hanno illuminato  il palco a volte sono state sgradite perché  troppo abbaglianti tanto da far chiudere gli occhi alle persone. Insomma questa rappresentazione  ha consentito di passare una serata del martedì sera in modo  divertente e ricca di emozioni.

FYSHEKU NICOLE – 1 LICEO SCIENTIFICO ASELLI

Cyrano De Bergerac, abbagliante musical del 5 aprile al Teatro Ponchielli di Cremona. Lo spettacolo a ritmo di musica incalzante raccontava le vicende che prendono luogo nella Francia del 1640, in cui un uomo Cyrano si ritrova combattuto tra l'amore verso la bellissima cugina Rossana e la fedeltà verso l'amico Cristiano innamorato della giovane e ricambiato. L'uomo impavido sconfigge temibili nemici ma non riesce a confessare il suo amore, forse a causa del suo brutto aspetto che lo rende insicuro e spaventato all'idea di un confronto con Rossana. Cyrano è dotato di un grande talento nella poesia e nell'esprimere se stesso attraverso parole toccanti e profonde, al contrario di Cristiano, il giovane di bell'aspetto di cui è innamorata Rossana. Per stare più vicino all'amata Cyrano decide di aiutare Cristiano a esprimersi e a far innamorare la ragazza, riuscendo alla fine a farli sposare. Il finale è però tragico per i due sposi che si vedono separati a causa della guerra, in cui Cristiano muore. Dopo quattordici anni di struggente dolore per la morte del marito e amico, Cyrano giunge a casa di Rossana in punto di morte a causa di ferite infertegli da alcuni assassini. Qui Rossana capisce la verità dietro l'animo poetico di Cristiano, in realtà quello di Cyrano, e si dispera. L'interpretazione del protagonista Cyrano era piacevole e coinvolgente mentre quella di Rossana a tratti era sbilanciata e i cambi di umore sembravano squilibrati lasciando un senso di incongruenza nello spettatore. L'introduzione faceva un resoconto della vita dei personaggi, però il ritmo era abbastanza lento e per questo affaticava molto lo spettatore che lo guardava, mentre le parti musicali hanno rallegrato questa prima parte abbastanza stancante. Con l'avanzare dello spettacolo ci sono state scene più movimentate che hanno reso la storia molto più fluida e scorrevole. La scenografia era minimalista con un'impalcatura centrale che ruotando permetteva i cambi di scena, lo spazio quasi interamente vuoto era però riempito dalle vesti riccamente decorate con luccicanti brillantini che catturavano l'interesse dello spettatore che non poteva distogliere lo sguardo dai personaggi. In generale lo spettacolo è stato interessante e divertente, però penso che si poteva accentuare di più il valore della parola,che non viene espresso molto nella rappresentazione quando in realtà è uno dei temi principali della storia.

GANDAGLIA JACOPO – 1 LICEO SCIENTIFICO ASELLI

Appuntamento imperdibile quello della rivisitazione della pièce di Edmond Rostand “Cyrano de Bergerac”, messo in scena la sera di martedì 5 Aprile al Teatro Ponchielli di Cremona. La platea e molti palchetti sono occupati, le aspettative del pubblico sono molto alte e fin dalle prime battute non vengono deluse: sul palcoscenico lo sfavillio del riflesso delle luci sugli abiti brillanti dei personaggi attirano l’attenzione degli spettatori e riempiono una scenografia che di per sé risulta piuttosto vuota, formata da due tende che si alzano e si abbassano e solo talvolta da pochi oggetti situati prevalentemente al centro della scena; una piastra rotante sul palcoscenico, non apprezzata da tutti, contribuisce a vivacizzare l’effetto di staticità dovuto alle mancate sostituzioni di scenografia. Il maggior punto di forza, ma anche la decisione più soggettivamente opinabile, è certamente la rivisitazione della sceneggiatura e, di conseguenza, dell’atmosfera generale che si crea: numerosi sono gli intervalli musicali, ispirati a canzoni di Domenico Modugno e di altri grandi cantanti, che, soprattutto nelle prime scene, si alternano ai dialoghi, contribuendo ad una variante più spensierata del capolavoro di Rostand. Anche le citazioni da libri celeberrimi, quali “Pinocchio” e “I promessi sposi”, coadiuvano il passaggio da un’apparente serenità alle commoventi scene finali, nelle quali tutti gli elementi scenografici offrono al pubblico la possibilità di partecipare alle strazianti emozioni di Cyrano e di tutti gli altri personaggi. Infine, il cambio di atmosfera durante tutta la storia è rimarcato impeccabilmente dall’estrema espressività della recitazione degli artisti e in particolare da quella dell’attore e regista stabiese Arturo Cirillo, che, nel ruolo del protagonista, emerge per coinvolgimento del pubblico sia nei momenti comici sia in quelli drammatici. Unico appunto oggettivo che può essere mosso ad una pressoché magnifica rappresentazione è quello di un inizio di vicende piuttosto confuso, che, per i numerosi studenti in sala, risulta poco chiaro e non perfettamente fuso con la trama. Una rivisitazione particolare di un classico della letteratura che, pur potendo essere criticato a livello soggettivo, è stato un crescendo di emozioni: dallo spensierato principio fino alla resa perfetta della più romantica delle conclusioni.

GOZZOLI BENEDETTA – 1 LICEO SCIENTIFICO ASELLI

Dopo un inizio impegnativo, la pièce teatrale Cyrano de Bergerac, reinterpretata dal regista e protagonista Arturo Cirillo, si è pian piano semplificata per essere maggiormente accessibile anche ad un giovane pubblico. Lo spettacolo, andato in scena nella serata del 5 Aprile al teatro Ponchielli di Cremona, era nel complesso scherzoso e semplice, nonostante la maggiore difficoltà di inizio e fine opera. Esso trattava della vita amorosa di Cyrano, un abile schermidore e un ottimo poeta con un enorme difetto: il suo naso. Da tempo lui ama in segreto la cugina Rossana, nonostante sappia che non riuscirà mai a conquistarla. Lei, infatti, è pazzamente innamorata di Cristiano, uomo molto attraente e bello, con cui non ha mai scambiato nemmeno una parola. L’avvenente giovane, infatti, non sa esprimersi come tanto desidererebbe saper fare per ammaliare le donne. Dopo aver scoperto l’amore che la cugina prova nei confronti del cadetto, Cyrano aiuta Cristiano ad apparire, oltre che bello, anche eloquente, dato che vuole vedere Rossana felice. Lei si innamora, così, ancora di più del bell’uomo, fino a vedere in lui solo la grandezza del suo animo. Il regista si è ben destreggiato alternando incalzanti stacchi musicali a pezzi recitati. Le canzoni presenti, infatti, non hanno appesantito lo spettacolo intralciando la comprensione, al contrario, l’hanno alleggerito e reso più chiaro e piacevole.  Lo spettacolo era immerso in sottili riferimenti a grandi opere passate: uno degli esempi più lampanti è quello di Pinocchio, da cui, oltre a delle semplici frasi, vengono tratti anche riferimenti diretti ai personaggi. Si nota poi un collegamento con l’amore di Renzo e Lucia, tratto da I Promessi Sposi di Manzoni. Vi sono, infine, dei sofisticati legami con dei componimenti musicali, difficilmente riconoscibili da un orecchio non esperto. Non ben vista da tutti era la scelta dei costumi brillantinati e dei numerosi giochi di luce, che per alcuni sminuivano il grande classico di Rostand. Altri hanno, invece, visto in questa decisione del regista un tentativo di vivacizzare il racconto oltre che un’alternativa per riempire il palco, mantenendo una “povera” scenografia, caratterizzata da una piattaforma rotante e un telo, attorno ai quali si giostrava tutto lo spettacolo.

LONOCE SOFIA – 3 LICEO SCIENTIFICO ASELLI

Il musical è la forma di spettacolo che sembra più pensata per evadere: musiche, colori, atmosfere suggestive. Qualcosa di cui abbiamo davvero bisogno, considerato il periodo cupo in cui ci troviamo. Al contempo, l’esaltazione dei sentimenti, la riflessione sulle debolezze e passioni dell’uomo, fanno di quest’arte una manifestazione tanto condivisibile e godibile da tutti quanto profonda. Cyrano de Bergerac è un personaggio che ormai fa parte del patrimonio comune di figure e caratteri, tra appassionati di teatro e non. Nella serata di martedì 5 aprile il pubblico cremonese ha avuto la possibilità di assistere ad una notevole rappresentazione teatrale, allestita da Arturo Cirillo. Nello splendido complesso del Teatro Ponchielli, lo spettatore è stato trasportato nella storia d’amore di Cyrano, Rossana e Cristiano. L’argomento è tratto dalla commedia di Edmond Rostand, a sua volta ispirato da un personaggio storico, Savinien Cyrano de Bergerac, influente drammaturgo francese, vissuto ai tempi di Molière. La storia illustra con dialoghi, musiche, e nelle movenze di bravissimi attori, le complesse dinamiche amorose, soprattutto su ciò che innesca la passione amorosa. Rossana inizialmente afferma di essere caduta preda del desiderio amoroso per Cristiano, perché attratta fisicamente dalla persona di lui, tuttavia, nel corso della loro storia d’amore, il sentimento viene suscitato dalla sensibilità poetica di Cyrano. Nel racconto trova spazio anche l’insicurezza provata dal protagonista, il quale è profondamente convinto di essere immeritevole del desiderio amoroso altrui a causa del suo bruttissimo naso, la cui fama lo precede. Cyrano rappresenta, dunque, tutte quelle persone che, oppresse dagli standard di bellezza imposti dalla società moderna, credono di non meritare di essere amati. Musical apparentemente frivoli e divertenti come “Cyrano de Bergerac”, possono indurci a riflettere su problematiche tanto complesse quanto attuali, che ci possono facilmente coinvolgere. Andare ad assistere a questo spettacolo dà dunque la possibilità, non solo di divertirsi, ma anche di prendere spunto per riflessioni più approfondite, su diverse tematiche, come l’amore e la fiducia in se stessi.

MARCHINI ANNALISA – 5 EINAUDI

Cyrano de Bergerac, la commedia teatrale con protagonista il famoso spadaccino dal naso lunghissimo, è arrivata al teatro “Ponchielli” di Cremona il 5 aprile; una storia tanto triste quanto avvincente, con protagonista questo scrittore e poeta follemente innamorato di Rossana, che invece ha occhi solo per il bellissimo Cristiano. Raccontata attraverso battute, citazioni (come la celebre frase “ed al fin della licenza io tocco!”), rime e canzoni, la commedia ha preso un aspetto molto leggero e divertente; il tutto permettendo di mettere in evidenza non tanto le abilità di spadaccino di Cyrano, quanto la sua parte più emotiva e poetica, facendo a sua volta risaltare l’amore sincero che provava per Rossana. Ogni personaggio aveva un abbigliamento particolare e ben costruito, che richiamava inevitabilmente i costumi usati all’epoca, ma che allo stesso modo dava allo spettacolo quel “non so che” di fiabesco e magico anche grazie ai brillantini presenti su ogni capo portato in scena. Singolare anche il modo di porsi di Arturo Cirillo, l’attore che interpretava Cyrano, che spesso sembrava parlasse direttamente agli spettatori in platea, quasi come fossero suoi amici. Molto simbolico l’atto di togliersi il naso finto durante il corso di certe scene specifiche, come a dire che la causa della sua infelicità stava tutta dietro quel naso che lo rendeva brutto e indesiderabile agli occhi di tutti. E proprio il rapporto che è venuto a crearsi tra scena e pubblico, certamente fortemente voluto dal regista stesso, ha reso l’opera un costante dialogo, un gioco delle parti, dove il pubblico stesso, reso partecipe della scena dall’ottimo Cirillo, si è mostrato coinvolto e piacevolmente divertito. Un modo originale per raccontare questa famosa opera, per intrattenere, divertire ed emozionare il pubblico che rimane incantato da tutte queste particolarità.

MORETTI CHIARA – 2 LICEO SCEINTIFICO ASELLI

Controversa natura, devastante rimorso, amore tormentato ed anime affini. Questo è il fulcro dell’adattamento di Arturo Cirillo di “Cyrano de Bergerac” messo in scena martedì 5 aprile al Teatro Ponchielli. L’armonia della commedia tragedia di Edmond Rostand è resa imperdibile da una curiosa alternanza di verità taciute, battute schiette e confessioni commoventi. Cyrano, interpretato in maniera appassionata dal regista Arturo Cirillo, non è detentore di un’interiorità comprensibile nell’immediato, la sua bellezza risiede nelle svariate sfumature che la personalità possiede e il suo tormento è dettato da una mancata accettazione del naso ingombrante. Sebbene già soldato, poeta e spadaccino, l’unico ruolo che brama assolvere è accanto alla cugina Rossana (Valentina Picello). La giovane predilige un altro uomo, l’avvenente Cristiano (Giacomo Vigentini), estraneo all’arte in versi. Il protagonista, venuto a conoscenza del progetto dell’amata, stringe un’alleanza con Cristiano per unire i pregi di entrambi, la poesia del primo e il fascino dell’altro. A seguito di un inizio in sordina, la compagnia “Marche Teatro” ha delineato un sensazionale crescendo nel coinvolgimento emotivo del pubblico sfociato in un lungo applauso che ha accompagnato gli attori tra le file del pubblico. In questa rilettura il parallelismo con Pinocchio risalta attraverso citazioni e riferimenti e domina un destino comune ad entrambi: il ritorno alla vita. Gli attori apportano il proprio contributo con una singolare interpretazione che dona nuova vitalità ad uno spettacolo celeberrimo, le luci di Paolo Manti si insinuano nella scena valorizzando l’andamento serpeggiante dei giochi di mezze verità resi attraverso le ombre. La scenografia di Dario Gessati appare a tratti pretenziosa, sebbene impiegata in modo funzionale alla dinamicità delle scene. I costumi di Gianluca Falaschi si dimostrano, talvolta, troppo eccentrici, ciò è dettato dalla mancata complementarità tra modelli essenziali e tonalità di colore molto accentuate. La musica di Federico Odling ricopre un ruolo solo accessorio rappresentando un sottofondo orecchiabile, ma poco incisivo. La narrazione della vita di un uomo che rinuncia all’amore non ritenendosi degno dello stesso, coniugata a ritratti di curiosi personaggi e ad una buona applicazione della scenotecnica, ha coronato una serata densa di emozioni.

PASINI ANDREA – 4 LICEO CLASSICO MANIN

Un tuffo nel passato, alle radici della propria passione per il teatro: è questo il punto di partenza da cui Arturo Cirillo, attore e regista di grande rilievo nel panorama teatrale italiano, sviluppa il suo rifacimento della celeberrima e amatissima commedia tragica “Cyrano de Bergerac” di Edmond Rostand, andato in scena al teatro Ponchielli di Cremona in data cinque aprile. Partendo dal ricordo di un musical visto in gioventù il teatrante, insieme ad una talentuosa compagnia composta tra gli altri anche da nomi quali Rosario Giglio e Valentina Picelli, rielabora l’opera in modo da attenersi alla trama originale, ponendo però maggiore attenzione al dramma interiore del poeta-spadaccino, dotato di immenso talento poetico ma reso insicuro dalla sua proverbiale bruttezza e incapace di rivelare i propri sentimenti alla bella Rossana. Lo spettacolo, che intervalla parti recitate a rielaborazioni di brani di Édith Piaf e Fiorenzo Carpi, riesce dopo una partenza a tratti incespicante a coinvolgere e trasportare emotivamente il pubblico: complici in questo senso alcuni incalzanti spunti comici, resi possibili dalla particolare scenografia e spesso conditi da arguti e in certi casi anacronistici riferimenti alla cultura letteraria e popolare italiana (tra tutti spicca il parallelismo con il Pinocchio di Collodi) e l’intensità delle scene più drammatiche della rappresentazione, garantita dall’ottima interpretazione di Cirillo e compagni.  Unico limite della pur ottima messinscena resta forse l’elemento musicale, con rielaborazioni apprezzabili ma di certo non memorabili, la cui presenza appare eccessivamente concentrata nella prima metà dello spettacolo ed a tratti forzata. Nonostante ciò lo spettacolo porta egregiamente a termine un compito complesso e delicato, riuscendo a fornire una dimensione popolare a un classico della drammaturgia e  dando maggior peso al tema emotivo a discapito del racconto di duelli e prodigi retorici, aspetti che a distanza di più di quattro secoli dalla prima rappresentazione dell’opera non incontrano più allo stesso modo l’interesse del pubblico.

RIBOLDI ALESSIA – 3 LICEO SCINTIFICO ASELLI

Al teatro Ponchielli di Cremona è stata messa in scena, martedì 5 aprile alle ore venti, una rivisitazione della celebre commedia “Cyrano de Bergerac” di Edmond Rostand, adattata dal regista Arturo Cirillo. Appena levato il sipario si assiste alla presentazione del protagonista della commedia, Cyrano, interpretato da Arturo Cirillo, un uomo che si distingue sia per la sua destrezza nell’uso della spada, sia per la sua capacità di elaborare raffinati giochi di parole, ma soprattutto noto per il suo lungo naso. Cyrano è innamorato della cugina Rossana, interpretata da Valentina Picello, che però confida al cugino di provare un forte sentimento per il giovane cadetto Cristiano, interpretato da Giacomo Vigentini. Cristiano e Cyrano appaiono fin da subito come due personaggi opposti, ma complementari: uno è bello e coraggioso, l’altro possiede invece un dono naturale per la retorica. Cristiano, infatti, riesce a conquistare Rossana solo grazie alle parole del cugino, con il quale stringe una forte amicizia, fingendo che provengano direttamente dal suo cuore. Lo scoppio improvviso della guerra costringe Cyrano e Cristiano ad allontanarsi da Rossana, che quotidianamente riceve delle lettere scritte dal cugino, viste da quest’ultimo come l’unico modo per rimanere in contatto con la donna amata, fatte però recapitare a nome di Cristiano, a sua insaputa. Dopo quattordici anni dalla morte di Cristiano avvenuta in guerra, Rossana, in un incontro con Cyrano, scopre il vero autore delle lettere e capisce che l’uomo che ha dato vita ai suoi sentimenti non è mai stato Cristiano, bensì il cugino, che muore a seguito di un’imboscata. Cyrano, quindi, muore senza aver mai avuto il coraggio di confessare il suo amore per la cugina, pensando che le sue parole non sarebbero bastate a vincere il fascino del giovane Cristiano. Lo spettacolo è stato molto piacevole, valorizzato dall’alternarsi tra parti in prosa e parti cantate, che hanno reso l’atmosfera del teatro più coinvolgente. La scenografia era relativamente semplice, arricchita dai particolari giochi di luce che hanno delineato le dinamiche della narrazione e dai costumi piuttosto appariscenti. In conclusione si è trattato di uno spettacolo intrigante, dal quale si evince come il sentimento dell’amicizia e della lealtà, a volte, sia in grado di superare addirittura quello amoroso.

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Esuberante e prorompente, questi sono gli aggettivi che più si addicono per descrivere non solo il naso che l’ha reso celebre, ma anche colui che, con grande sofferenza, lo porta. Questo è Cyrano de Bergerac, un uomo a tutto-tondo, cadetto capace di lanciarsi in mirabolanti imprese, ma al contempo di plasmare le parole, mostrando una sensibilità degna di un poeta. La sua storia, che ha più volte incantato i teatri del mondo, ci è stata ripresentata il 5 Aprile al Ponchielli in una chiave innovativa da uno sprezzante Arturo Cirillo, al contempo regista e attore principale. Non venite a teatro aspettandovi una rappresentazione storicamente fedele, come ha fatto la sottoscritta, perché ne restereste insoddisfatti. Il punto forte dello spettacolo è la tensione emotiva che si va a instaurare con lo spettatore il quale deve lasciarsi attraversare dalle emozioni trasmesse tanto dalle parole, quanto dalle musiche e dall’atmosfera, a costo di sacrificare verosimiglianza e raziocinio. Con una contaminazione quasi fiabesca, la scenografia, semplice ma impattante, unita ai costumi scintillanti, è sufficiente a trasportare lo spettatore in una dimensione immaginifica. Non si può non provare per Cyrano forte simpatia, suscitata sia dal suo buffo naso, quanto dalla sua goffaggine in amore. L’emblematica scena del balcone, elemento che dai tempi del Globe Theatre di Shakespeare non ha mai smesso di farci sognare, riesce ancora una volta a sciogliere i cuori e, contemporaneamente, a infiammarli di rabbia a causa della triste condizione dello spadaccino. Quest’ultimo, nonostante le sue doti, rimane frenato dal suo aspetto, la bestia nera che, pur essendo un grande combattente, mai riuscirà a sconfiggere, in quanto non richiede abilità con la spada, ma bensì una fiducia in se stessi che coinvolge un tipo diverso di coraggio. L’identificazione con il personaggio di Cyrano è naturale, in quanto ci spinge a pensare a tutte le volte in cui, fissandoci su una debolezza, siamo stati ciechi di fronte ai sentimenti. La tragedia, che segna la fine della vicenda, si traduce quindi come una fedele rappresentazione dello spreco di una vita eccezionale causata dalla paura di mettersi in gioco che può arrivare ad annullare anche il più valoroso degli eroi. Ciò innesca nello spettatore una inevitabile riflessione sulla precarietà della felicità di cui noi soli possiamo esserne i fautori.

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La sera del 5 aprile è stato presentato, al Teatro Ponchielli di Cremona, “Cyrano de Bergerac”, una pièce teatrale scritta da Edmond Rostand e riadattata da Arturo Cirillo.

L’opera, ambientata nel 1600 e pubblicata nel 1897, racconta la storia di Cyrano che, a causa del suo ingombrante naso, si convince di non poter essere amato da nessuna donna e s’invaghisce quindi di sua cugina Rossana, l’unica che non l’ha mai giudicato per questa sua caratteristica fisica. Purtroppo per lui, però, Rossana è innamorata di un altro giovane, il cadetto Cristiano, con cui non ha mai parlato, ma che ritiene l’uomo colto e perfetto solo perché bello esteticamente. Rossana chiede quindi a Cyrano di aiutarla a conquistarlo e il giovane mette da parte i suoi sentimenti per mantenere la promessa fatta. Durante la visione ciò che più cattura l’occhio del pubblico sono i costumi sfarzosi ed eccentrici che rispecchiano alla perfezione il carattere dei personaggi e che sono risaltati dagli ottimi giochi di luce che caratterizzano tutto lo spettacolo. L’attore e regista Arturo Cirillo è riuscito a mettere in scena la rappresentazione rendendola sia leggera, con canzoni allegre dal ritmo spigliato e in rima baciata, sia drammatica, aggiungendo musiche lente e mettendo così in risalto i sentimenti di ogni personaggio. L’opera, infatti, seppur molto riadattata rispetto alla tradizionale e classica interpretazione teatrale, ci permette di percepire le emozioni, come la solitudine e la disperazione, provate da Cyrano e Rossana e trasmette anche un importante messaggio: l’apparenza infatti può ingannare e la bellezza esteriore non sempre corrisponde a quella interiore. Il pubblico ha apprezzato particolarmente lo spettacolo grazie al coinvolgimento degli attori e alla loro maestria che ci hanno permesso di trascorrere una piacevole serata a teatro.

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“Cyrano de Bergerac", musical tragico-comico, è stato proposto martedì 5 aprile al teatro Ponchielli di Cremona all’interno della rassegna 2022 “Cibo per mente, anima, cuore e corpo”. Il pubblico cremonese subito riempie la platea, alcuni palchetti e dopo lo spegnimento delle luci si accomoda per passare una serata piacevole e allegra. Arturo Cirillo, regista e protagonista, ha riadattato l’opera di Edmond Rostand in una pièce teatrale recitata in rime baciate, con dimensione circense e diversi riferimenti alla storia di Pinocchio. Il palco è privo di scenografia ma lo spazio è riempito dai sontuosi e sfarzosi vestiti che i personaggi indossano. Innovativa la metodologia introdotta per il cambio di scena: al centro del palco vi era un nastro mobile e un piccolo sipario che trasportava i pochi oggetti di scena. Il musical proposto inizialmente è molto riassunto ed si distacca da quello che è il testo originale: si concentra invece sulla presentazione dei simpatici personaggi. La storia diventa poi narrativa nella parte centrale quando Cyrano scopre l’amore, non ricambiato, per la cugina Rossana; qui iniziano anche le avventure dei protagonisti. I personaggi principali di Cyrano, interpretato da Arturo Cirillo, e Rossana, recitato da Valentina Picello sono interpretati in modo coinvolgente e simpatico. Le luci sono state di fondamentale importanza per rallegrare la scena e usate in modo opportuno e significativo sia durante le scene tristi che quelle più allegre. La musica di Federico Odling accompagna tutto lo spettacolo allietando il pubblico e le parole degli attori. Nel corso di tutta l’opera sono state toccate diverse e importanti tematiche come quella dell’amore, la fedeltà dell’amicizia, il senso di inadeguatezza e poi, più implicita, quella della parola. L’opera si chiude con la morte di Cyrano e la rottura della quarta parete nella quale gli attori girano per la platea godendo degli applausi. Il pubblico ha trascorso una serata piacevole e interessante grazie all’energia degli attori che durante tutta l’opera l’hanno fatto sorridere e riflettere.

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