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#DIRITTODICRITICA: «Les Italiens de L'Opéra», le recensioni degli studenti

Nuovo appuntamento con la stagione 'Cibo per mente anima cuore corpo' del Ponchielli

La Provincia Redazione

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02 Aprile 2022 - 09:56

DIRITTODICRITICA: «Les Italiens de L'òpera»,  le recensioni degli studenti

CREMONA - Nuovo appuntamento con Diritto di critica, l'iniziativa organizzata dal giornale La Provincia e da Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli, che offre agli studenti delle scuole cremonesi la possibilità di esprimere il loro giudizio motivato e argomentato sugli spettacoli in cartellone al Ponchielli. Gli aspiranti critici proseguono con «Les Italiens de l'Opéra». Leggete e votate la recensione che preferite.

 

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NOBILE BEATRICE – 4 LICEO VIDA

Domenica 27 marzo, al teatro Ponchielli di Cremona, hanno ballato le stelle. A coppie sono scese sul palco, illuminando la sala di una luce magica. Attraverso la danza, dieci artisti italiani dell’Opéra di Parigi, hanno messo in scena tante piccole storie d’amore, rappresentandone diverse sfaccettature: dal dissimulato disinteresse all’irrefrenabile felicità, dal tormento alla tenerezza. Hanno aperto lo spettacolo due giovani ballerini che, incontratisi mentre si esercitavano ai lati opposti della sbarra, in un continuo rincorrersi e allontanarsi, hanno finito con il ritrovarsi una nelle braccia dell’altro. A seguire coppie che si sono esibite in salti dalla leggerezza incredibile, pirouettes piene di energia e passi mozzafiato, trasmettendo un’incredibile gioia e voglia di ballare. Alla dolcezza senza peso delle numerose coppie che si sono espresse attraverso la danza classica si sono alternate coreografie di danza moderna: la drammaticità dei movimenti e la scelta di musiche particolari hanno contribuito a mettere in scena amori poco idealizzati, specchio della forma indefinita che assumono nella mente, direttamente espressi dai gesti, senza ricercare la grazia e la dolcezza tipica del balletto classico. Esibizioni forse un po’ in contrasto con il complesso dello spettacolo, ma che certamente hanno permesso ai suoi ballerini di esprimere al meglio se stessi e il loro talento. Nonostante la scenografia essenziale e l’assenza di un vero e proprio filo che collegasse le varie coreografie, gli artisti dell’Opéra sono riusciti a toccare il cuore del pubblico: un successo enfatizzato dalla lunghissima serie di applausi che ha seguito la fine dello spettacolo. L’abilità, l’espressività e i costumi dei ballerini sono riusciti a conquistarsi anche l’ammirazione dei numerosi bambini presenti in sala, che non si sono fatti scrupoli di mostrare tutto il loro entusiasmo. Insomma, una serata magica, in cui le stelle ci hanno regalato un assaggio di quella passione inarrestabile che li ha portati fino all’Opéra di Parigi, tornando con i loro sogni realizzati per portarne altrettanti al pubblico.

SPINONI GIULIA – 2 LICEO MANIN

Il Teatro Ponchielli di Cremona sembra l’Opéra Garnier di Parigi per una sera: lascia infatti il suo palco nelle mani esperte di dieci ballerini italiani entrati a far parte del famosissimo Ballet National de l’Opéra de Paris. Domenica 27 marzo, Les Italiens de l’Opéra, con lo spettacolo “Passi di stelle”, si esibiscono per una sala gremita di spettatori con un repertorio che spazia tra classico e contemporaneo e che riscuote quasi cinque minuti di applausi ininterrotti alla fine. Si alternano esibizioni in coppia e soliste, per concludere con il finale di gruppo. Ma, prima che si alzi il sipario, prende il microfono Andrea Cigni, direttore artistico del Ponchielli, che dedica lo spettacolo al teatro della città ucraina di Mariupol, all’interno del quale hanno trovato riparo dalle bombe moltissime persone, e ricorda che il teatro dovrebbe essere il luogo in cui si diffondono arte e bellezza e non un rifugio contro gli orrori della guerra. Sul palco, i ballerini si trovavano da soli di fronte al pubblico: lo spettacolo è stato quasi del tutto privo di scenografia e la diversa atmosfera che caratterizzava ogni singola esibizione è stata permessa dai giochi di luce, dagli abiti colorati e brillanti, ma in modo particolare dalla bravura e dalla precisione dei ragazzi che, guidati dalla direzione artistica di Alessio Carbone, hanno dimostrato la propria capacità di riempire il palco soltanto grazie ai loro passi e alle loro piroette. Il pubblico ha potuto assistere all’esecuzione di dieci coreografie, ciascuna delle quali ha raccontato una storia diversa, mettendo in evidenza temi come l’amore e la nostalgia, la solitudine e la lontananza, la vicinanza e l’affetto, il tutto reso possibile dall’abilità dei ballerini che hanno fatto dialogare silenziosamente i loro personaggi. Tra salti e volteggi il tempo si è dilatato e l’intero teatro è rimasto racchiuso in una bolla, trasportato in un’altra dimensione di musica e movimenti.

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