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TEATRO: SIFASERA

Enzo Iacchetti: «A Castelleone stare sul palco è un’emozione»

L'attore cremonese domani sera alle 21 sarà di scena al teatro Giovanni Paolo II con 'Bloccati dalla neve' insieme a Vittoria Belvedere

Nicola Arrigoni

Email:

narrigoni@laprovinciacr.it

26 Marzo 2022 - 05:15

Enzo Iacchetti: «A Castelleone stare sul palco è  un’emozione»

Enzo Iacchetti torna a Castelleone

CASTELLEONE - «Mi hanno chiamato dal teatro, loro mi hanno chiamato. Succede così - ironizza -, raramente gli artisti si propongono ai teatri. Certo poter tornare a recitare a Castelleone non è come andare in un teatro qualsiasi», così esordisce Enzo Iacchetti che domani sera alle 21 sarà di scena al teatro Giovanni Paolo II con Bloccati dalla neve di Enrico Maria Lamanna, insieme a Vittoria Belvedere. L’appuntamento è inserito nella stagione SiFaSera, diretta da Bruno Tiberi.

Enzo Iacchetti sul palco con Vittoria Belvedere nello spettacolo Bloccati dalla neve

Insomma, il suo è un ritorno a casa?
«A Castelleone torno uno o due volte l’anno, per far visita al cimitero dove sono sepolti i miei genitori. Poi una volta l’anno ci ritroviamo tutti, cugini di primo, secondo grado ed è una vera festa. Siamo in tanti, ed è ogni volta un piacere ritrovarsi. In questi due anni non è stato possibile farlo, ma con lo spettacolo Bloccati dalla neve ci rifaremo. So che in molti hanno acquistato i biglietti per lo spettacolo in teatro».

Dunque verranno a vederla domani sera?
«Credo proprio di sì, e mi auguro di non deludere. Alla fine dello spettacolo lì saluterò in dialetto».

Da cosa nasce questo suo rapporto con Castelleone?
«Io e la mia famiglia siamo andati via da Castelleone quando io avevo quattro anni e mezzo, ma ci facevamo ritorno tutte le estati. Per me Castelleone è il luogo delle vacanze e poi in casa si parlava dialetto... insomma io sono cremonese, di Castelleone, anche se alla fine la mia vita l’ho vissuta nel varesotto. Ma quando torno a Castelleone la gente mi ferma per strada e mi racconta che conosceva mio papà, che conosce i miei cugini. Insomma avverto un affetto e una vicinanza che mi scaldano il cuore e che mi fanno, veramente, sentire a casa. Questa cosa non accade nei paesi in cui mi è capitato di vivere in provincia di Varese. Anche questo vorrà pur dire qualcosa ed è per questo che essere in scena al teatro dell’oratorio ha un sapore molto speciale per me: non è una piazza come le altre Castelleone».

Emozionato per domani sera?
«Come sempre e con un pizzico di timore in più: voglio che ci si diverta insieme, ci tengo a fare bella figura», dice come se fosse una sorta di debuttante.

Anche perché Enzo Iacchetti in «Bloccati dalla neve» non fa Enzo Iacchetti...
«È vero, ma il personaggio mi assomiglia molto».

Ovvero?
«La commedia è una commedia in cui si ride molto e che non manca di far riflettere. Bloccati dalla neve racconta di Patrick, un uomo di mezza età che vive solitario in un cottage di campagna. Patrick ama stare da solo, negli anni ha sviluppato una sorta di misantropia. Ma un giorno, durante una violentissima tempesta di neve, la sua pace viene turbata. È l’incontro con il destino. Stanno bussando alla porta. È Judith, una donna che vive nel villaggio vicino. È interamente coperta di neve, sui capelli sino formati addirittura dei ghiaccioli. Ha bussato alla porta di Patrick chiedendo pane e uova. Patrick, indispettito, la accontenta. Spera che Judith se ne vada presto. Purtroppo per lui le cose si complicano. La donna mette in crisi la solitudine dell’uomo».

In che senso Patrick le assomiglia, dunque?
«Anche io devo fare i conti con la solitudine, che può essere anche una buona compagnia e con cui convivo ormai da anni. In questo il personaggio di Bloccati dalle neve mi assomiglia un po’. Anzi credo che il pubblico lo capirà, assistendo allo spettacolo e questo al di là che mi conosca di persona».

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