Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

LA NOSTRA STORIA

Giacomo Pagliari, il bersagliere di Porta Pia

Duecento anni fa a Persico Dosimo nasceva l’unico caduto di una battaglia cruciale del Risorgimento

Email:

bcaffi@laprovinciacr.it

14 Gennaio 2022 - 09:01

Giacomo Pagliari, il bersagliere di Porta Pia

Cartolina di Giacomo Pagliari riprodotta da Aurelio Betri e una ricostruzione pittorica della battaglia di Porta Pia

CREMONA - Il padre era un massaro fittabile, e così il nonno. Seguendo un destino già scritto, contadino avrebbe dovuto esserlo anche Giacomo Pagliari. Ma le cose andarono diversamente e il bersagliere cremonese cadde a Porta Pia, unica vittima e unico eroe di un momento chiave non solo del Risorgimento, ma anche dei rapporti tra il neonato Stato italiano e la Chiesa cattolica. Di Pagliari ricorre domani il bicentenario della nascita, ma l’attuale situazione pandemica fa slittare ai prossimi mesi le celebrazioni pubbliche della ricorrenza. Giacomo nasce dunque il 15 gennaio del 1822 alla Cascina Commenda di Persico Dosimo, dove nell’archivio parrocchiale è custodito il suo atto di battesimo. Il suo nome figura alla pagina 18, terzo battezzato dell’anno. Lo chiamano Giacomo Antonio Innocente Pagliari.

L’atto di battesimo di Giacomo Pagliari custodito a Persico Dosimo

LA FAMIGLIA PAGLIARI

«Dai dettagli dell’atto scopriamo che Il piccolo era nato il 15 gennaio alle dieci pomeridiane, cioè di sera, a Cascina Commenda, figlio primogenito dei coniugi Ignazio e Maria Caraffini, entrambi cattolici e massari fittabili - spiega Liliana Ruggeri, che al bersagliere ha dedicato Giacomo Antonio Innocente Pagliari 1822 - 1870 (Studium edizioni), scritto con il pronipote Massimo Pagliari -. Il giorno successivo, Giacomo viene portato nella chiesa parrocchiale di Persico, dedicata ai Santi Cosma e Damiano, e battezzato. Ebbe come padrino Innocente Caraffini, nonno materno, e come madrina Eurosia Tentolini, nonna paterna. Era consuetudine all’epoca assegnare più nomi ai nascituri, per rinnovare la memoria dei propri antenati e a questa prassi non si sottrasse Giacomo che rinnovò in primis il nome del bisnonno paterno, capostipite di questo ramo della famiglia Pagliari. Come secondo nome si rinnovò Antonio, visto che il nonno si chiamava proprio Giacomo Antonio, mentre il terzo nome Innocente rimandava al nonno materno suo padrino. Ignazio e Maria si erano sposati il 22 novembre del 1820 nella parrocchia di Stagno Pagliaro dedicata ai Santi Nazaro e Celso, poi la coppia aveva raggiunto la Commenda, dove Ignazio risultava coadiuvante del padre Giacomo Antonio fittabile dell’azienda». Ignazio aveva 23 anni, Maria ne avrebbe compiuti 17 il giorno dopo le nozze.

La cascina Commenda di Persico dove Pagliari è nato duecento anni fa 

DALLA CASCINA ALLA CARRIERA MILITARE

Giacomo sceglie però la carriera militare, nell’esercito austriaco. Frequenta l’Accademia di Wiener Neustadt e poi è di stanza a Cremona, nel III battaglione del reggimento Ceccopieri, formato per lo più da cremonesi e lodigiani. Cremona, in quei primi decenni dell’Ottocento, è tutt’altro che sonnacchiosa ed è percorsa da forti aneliti risorgimentali. Non si sa tuttavia chi frequentasse Giacomo, cosa leggesse, cosa pensasse di quell’Italia che si sognava unita. Di certo, c’è che nel 1848, nei giorni di marzo che infiammarono Milano - e a ruota Cremona e altre città - quasi tutti i soldati del Ceccopieri lasciano l’esercito austriaco. Lo fa anche Giacomo, che aderisce prima all’esercito del governo lombardo provvisorio e poi a quello sabaudo, inquadrato nei bersaglieri. Disertore o patriota, dunque, a seconda dei punti di vista, Giacomo partecipa alla guerra di Crimea, alle battaglie di Palestro, San Martino e Custoza, fino all’assalto a Porta Pia, a Roma, il 20 settembre del 1870. Un giorno fatale per il destino dell’Italia, che conquista la sua futura Capitale, dello Stato Pontificio di cui è di fatto sancita la fine. E di Giacomo, colpito a morte in circostanze mai del tutto chiarite. Pagliari entra subito nel mito, il suo corpo non è ancora stato spostato che già qualcuno gli taglia una ciocca di capelli. È ricordato ancora oggi, soprattutto grazie alle associazioni di bersaglieri.

La ciocca di capelli di Giacomo Pagliari tagliata subito dopo che il maggiore fu colpito a morte a Porta Pia il 20 settembre 1870

CADUTO NELLA PRESA DI ROMA

Sull’atto di battesimo, ricorda Liliana Ruggeri, «un sacerdote, nella parte riguardante le annotazioni dell’atto, probabilmente alla fine dell’Ottocento, scrisse: Caduto nella presa di Roma nel 1870 in qualità di Colonnello- Medaglia d’oro». Pagliari non era colonnello, ma la medaglia d’oro al valor militare gli venne concessa alla memoria con Regio Decreto l’11 dicembre 1870. «Il riconoscimento sottolinea Ruggeri - premiava un veterano delle storiche battaglie del Risorgimento (1848-49, 1859, 1866) soldato nel Corpo dei bersaglieri durante la Guerra di Crimea (1855 - 56), la sua morte venne considerata eroica». La cascina Commenda è stata demolita e solo in parte ricostruita e nel 2009 l’allora sindaco Fabrizio Superti l’ha ricollocata nel corso di una cerimonia cui sono intervenuti Giuseppe Torchio e Giovanna Mazzeo, all’epoca rispettivamente presidente della Provincia e sindaca di Stagno Lombardo. È qui che è sepolto Pagliari, che a Stagno con la famiglia ha trascorso infanzia e giovinezza, e poi i periodi di licenza, nella cascina Quarti Palazzo. «La salma di Giacomo Antonio Innocente Pagliari venne tumulata il 6 novembre del 1870 nel cimitero di Stagno Lombardo, nella cappella di famiglia - ricorda Ruggeri -. Qui si trova collocato un busto in marmo, opera egregia dello scultore Silvio Monti che venne acquistato dagli eredi per rendergli omaggio. Posizionato sul muro confinante con la cappella si può ammirare il medaglione in marmo di Carrara con il bassorilievo dell’eroe. L’opera dello scultore milanese Giosuè Argenti, voluta dal comune di Stagno Lombardo, venne promossa dal sindaco, onorevole Giuseppe Mori». 

La targa in memoria esposta sotto i portici di piazza del Comune a Cremona

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400