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CREMONA. VOCE ALLE EMOZIONI

Neuropsichiatria infantile: la fotografia racconta chi sei

Ed è nella fotografia che tre ragazzini hanno trovato il linguaggio più congeniale per loro durante un percorso realizzato con il Servizio territoriale dell'Asst

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bcaffi@laprovinciacr.it

06 Ottobre 2021 - 10:08

La fotografia racconta chi sei

CREMONA - Capita che le parole si ingarbuglino e che ci si inciampi dentro. Capita che si abbia qualcosa da dire e che non si sappia come farlo, che i pensieri corrano troppo veloci o che restino un nodo dentro di noi, nascosto lì da qualche parte. Capita che si avverta un mondo, appena lì fuori, e che non si riesca neppure a definirlo. È in quel momento che l’arte - nelle sue varie forme espressive - può venirci incontro, aiutare a smuovere le emozioni e a dare loro una forma.

Ed è nella fotografia che tre ragazzini hanno trovato il linguaggio più congeniale per loro durante un percorso realizzato con il Servizio territoriale di neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza dell’Ospedale maggiore diretto da Maria Teresa Girelli. Quel viaggio alla scoperta del mondo e soprattutto di loro stessi è durato un paio d’anni, con il Covid a complicare tutto. I ragazzini sono cresciuti, e non solo per l’anagrafe. Sono diventati più consapevoli: dei propri limiti e delle proprie fragilità, certo. Ma anche di avere una forza interiore, una capacità che li sostiene.

LA MOSTRA VIRTUALE
Dal loro lavoro è nata una mostra - una bella mostra -, che purtroppo non ha trovato uno spazio fisico, ma che potrà essere ammirata on line ed è stata intitolata The Collateral Beauty. Sabato prossimo alle 11, in occasione della Giornata mondiale della salute mentale, le immagini realizzate da Federica, Lara e Salvatore saranno postate sulle pagine ufficiali dell’Asst cremonese: www.asst-cremona.it e la pagina Facebook.

«La mostra - spiega Lara Bez Anibi, tecnico della riabilitazione psichiatrica e referente del progetto - è la tappa finale di un percorso di conoscenza e comunicazione che trova nella fotografia il mezzo espressivo più congeniale. Una sperimentazione durata circa due anni (dal 2018 al 2020), che ha portato gli autori ad interpretare la realtà attraverso le immagini». Federica, Lara e Salvatore espongono nelle stanze virtuali create e allestite da Roberta Dall’Olmo (Comunicazione Asst). Fra i temi trattati ci sono il Doppio, il Contrasto, la Presenza-Assenza e il Tempo. «Attraverso la costruzione delle immagini è stato possibile conoscere sé e mettersi in relazione con gli altri e con il fuori», dicono i ragazzi.

LA BELLEZZA COLLATERALE
«The Collateral Beauty è un progetto importante che valorizza l’essenza del lavoro di cura degli operatori e la capacità degli adolescenti – spiega Paola Mosa (Direttore Socio Sanitario Asst Cremona) -. La cura non può essere fatta solo di clinica e prestazioni, bensì deve diventare sempre di più incontro e conoscenza. Per questo sperimentare mezzi espressivi inconsueti, come la fotografia, dentro un percorso terapeutico e di sostegno alla persona è una questione fondamentale. Non nascondo che per noi del servizio pubblico è anche un motivo di orgoglio».

«La mostra – precisa Anibi - non voleva essere il fine del lavoro, ma è stato un effetto collaterale che ha preso forma un po’ alla volta nelle menti di tutti. La fotografia è uno strumento che fa già parte della vita degli adolescenti; per questo lo abbiamo scelto e utilizzato all’interno di un percorso strutturato e di senso. In questo modo è stata rivelata e confermata l’identità di ciascuno (Io esisto/Tu mi vedi; Chi sono? Cosa voglio?). Il nostro viaggio – fatto sia di lavoro in gruppo che individuale - è ispirato a concetti artistici e psicologici, ma attinge anche da ambiti squisitamente neuroscientifici, trasformando il nostro agire in un vero e proprio atto (ri)abilitativo». 

L’entusiasmo e la passione per l’arte e la cura che ci hanno fatto resistere tutti questi mesi hanno portato alla creazione della mostra virtuale che resterà aperta senza tempo

UN GESTO ANTISTIGMA
«Quando alla fine del 2019 ho incontrato Federica, Lara e Salvatore ci siamo capiti al volo - spiega Stefania Mattioli (Responsabile Comunicazione Asst Cremona) -. Da subito è nata l’idea di una esposizione in centro città, poi sappiamo come è andata: abbiamo rimandato, aspettato, ma non ci siamo arresi. L’entusiasmo e la passione per l’arte e la cura che ci hanno fatto resistere tutti questi mesi hanno portato alla creazione della mostra virtuale che resterà aperta senza tempo. Una vera soddisfazione. Pubblicarla in corrispondenza della giornata mondiale della salute mentale è una scelta condivisa e un potente gesto anti-stigma. Anche per questo invitiamo i visitatori a commentare il percorso espositivo sulla nostra pagina Facebook: il loro punto di vista sarà come una mostra nella mostra, consapevoli che la reazione di chi osserva si basa su percezioni uniche e importanti per accrescere la conoscenza, anche degli stessi autori».

«Alla fine di questo percorso, durato due anni - ha ammesso Lara, ciò che non mi aspettavo è che riuscisse a cambiarmi. Ho sempre visto l’arte solo come uno strumento per la liberazione delle emozioni. Invece ho capito che è in grado di trasformarti, da un punto di vista relazionale e, in parte, nella forma mentis perché ti pone nella condizione di osservare e cercare di comprendere senza giudizio le visioni degli altri. La fotografia mi ha permesso di creare il primo quadro della mia visione della realtà».

«Ciò che non mi aspettavo è stata la capacità di relazionarmi con gli altri. Pensavo che alla fine ognuno avrebbe preso una strada diversa, invece, ci siamo scoperti e rivelati proprio come gruppo, ci capivamo senza doverci dire nulla e questo ci ha permesso di sostenerci per ciò che eravamo e non per ciò che ci aspettavamo», aggiunge Federica, mentre Salvo ha capito che «tutti siamo fatti di capitoli diversi che possono essere letti da narratori differenti: con questo progetto ho deciso di rappresentare la mia storia».

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