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CASALMAGGIORE: IL CARTELLONE

Teatro Comunale, leggerezza e profondità nella stagione dell’amore

Il direttore artistico Romanetti: «Si riprende con convinzione e un programma pensato e riflettuto»

Nicola Arrigoni

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narrigoni@laprovinciacr.it

02 Ottobre 2021 - 08:58

Teatro Comunale, leggerezza e  profondità nella stagione dell’amore

Elio Germano nello spettacolo 'Segnale d'allarme'

CASALMAGGIORE - Si parte con uno spettacolo in realtà aumentata: Segnale d’allarme/La mia battaglia con Elio Germano e si chiude con Glory Wall di Leonardo Manzan e Rocco Placidi, prodotto dalla Biennale Teatro in cui tutto si volge dietro a un muro, in mezzo un cartellone in cui ci sono nomi come Pippo Delbono con Amore, Leonardo Lidi con La signorina Giulia di Strindberg, il coreografo Roberto Zappalà con Romeo e Giulietta e sempre sui due innamorati veronesi Paola Gassman e Ugo Pagliai diretti dai Babilonia Teatri, visti di recente al Ponchielli. «È un cartellone molto pensato e riflettuto e non solo perché la pandemia ha costretto a ripetuti stop le attività teatrali - spiega Giuseppe Romanetti, direttore artistico del teatro Comunale —. C’era bisogno di immaginare spettacoli in grado di frequentare la leggerezza di Mercuzio e la profondità di Amleto, per dirla con due riferimenti teatrali».

Il direttore artistico Giuserppe Romanetti

E questa divisione fra Mercuzio e Amleto come si realizza in cartellone?
«Credo che gli spettacoli in programma abbiano da parte loro una sorta di bellezza, di cura che non potranno lasciare indifferenti. All’estetica dei linguaggi si affianca il tema che fa da fil rouge alla stagione».

Qual è il tema del cartellone?
«L’amore nelle sue più diverse declinazioni: amore coniugale, amore passionale, amore materno, ma anche amore per un’idea o un ideale. Credo che balzino all’occhio i due allestimenti dedicati a Romeo e Giulietta, due lavori diversissimi. C’è la nuova coreografia di Roberto Zappalà, uno degli esponenti più colti e interessanti della danza italiana e lo spettacolo Romeo e Giulietta Una canzone d’amore con Paola Gassman e Ugo Pagliai, diretti dai Babilonia Teatri e che è una riflessione sulle parole eterne dell’amore che va oltre l’età anagrafica».

Ugo Pagliai e Paola Gassman protagonisti di 'Romeo e Giulietta'

Amore è poi il titolo dello spettacolo di Pippo Delbono che arriverà a Casalmaggiore fresco di debutto…
«Pippo Delbono si è interrogato sul significato e senso della parola amore e sul bisogno di amore che abbiamo noi tutti. Ma in tanti spettacoli del cartellone ci si interroga sul sentimento amoroso, accade ne La signorina Giulia di Strindberg, portato in scena da Leonardo Lidi, regista giovane ma già affermatissimo. Si parla d’amore ne Il colloquio di Eduardo Di Pietro che racconta di tre donne che vanno a trovare i loro uomini in carcere, in fondo si affronta il tema dell’amore in Gioia. Via crucis per simulacri dedicata all’amore di Maria per il Cristo».

Una scelta tematica a rischio di retorica?
«Direi di no, gli spettacoli e il rigore estetico che li caratterizza ci mettono al sicuro da questo rischio. Il cartellone si è composto pensando che venire a teatro possa essere un’occasione per riflettere su noi stessi, per rispecchiare il nostro bisogno di relazione amorosa – in senso lato – congelato da questo anno e mezzo di pandemia. Il teatro ci pone domande e a volte ci fornisce risposte, non è solo svago, ma assicuro che quanto si vedrà in cartellone saprà coniugare profondità e leggerezza, con qualche curiosità».

Ad esempio?
«Come Un Poyo Rojo, spettacolo esplosivo che unisce danza, teatro, acrobatico e ci spingerà a riflettere comunque su noi stessi. Renderemo omaggio a Dante Alighieri con la proiezione del film del 1911, Inferno, al tempo un autentico kolossal. Ad accompagnare il film sarà l’ensemble Mauro Ottolini & Sousaphonix con musiche composte appositamente».

Mauro Ottolini al trombone sule immagini del film 'Inferno'

Torniamo all’inaugurazione con Segnale d’allarme di e con Elio Germano, spettacolo in realtà aumentata, prodotto dal cremonese Pierfrancesco Pisani…
«Quando presentiamo la stagione è ormai tradizione unire l’illustrazione del cartellone con uno spettacolo. La scelta è caduta sulla versione in realtà aumentata di Dopo la battaglia, spettacolo scritto a quattro mani da Elio Germano e Chiara Lagani. Gli spettatori indosseranno un visore e assisteranno alla messinscena come se fossero a teatro. È un modo per ripartire dalle esperienze video e succedanee del teatro che hanno tenuto banco nel lockdown, è un modo per non dimenticare quello che è accaduto e tornare a riveder le stelle, ovvero il piacere dell’attore in carne e ossa sul palco».

Ma la chiusura con Glory Wall nega la presenza dell’attore ed esalta la figura, l’oggetto…
«Anche in questo caso ho voluto una chiusura che facesse divertire e pensare. Glory Wall è un lavoro divertentissimo, tutto si svolge attraverso un muro, da cui emergono cose e si creano situazioni esilaranti eppure il pubblico si troverà a fare i conti con un muro bianco. Anche in questo caso, come in Segnale d’allarme si è voluto dare conto di una sorta di separatezza, di distanza con cui abbiamo avuto a che fare in questo anno e mezzo, ma il teatro non può rinunciare al contatto e all’empatia e credo che questi due lavori lo raccontino in maniera intensa e insolita».

Insomma si riprende con convinzione?
«Non potrebbe essere altrimenti, si riprende guardando alla leggerezza di Mercuzio e alla profondità di Amleto, interrogandoci sull’amore e tutto ciò che questa parola porta con sé. Almeno ci si tenta».

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