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CREMONA

Lo scultore Carotti espone a Sant'Abbondio

Le opere dell'artista cremonese in mostra nel complesso monumentale cittadino

Nicola Arrigoni

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narrigoni@laprovinciacr.it

20 Settembre 2021 - 10:01

Lo scultore Carotti espone a Sant'Abbondio

Graziano Carotti

CREMONA - «Abito il secolo presente, ma sento d’essere e forse sono l’ospite indesiderato. Nonostante questo mi ostino a stare a costruire persone», scrive Graziano Carotti. E in queste parole c’è molto dell’artista cremonese che da domani al 24 ottobre esporrà alcune delle sue ultime opere nel complesso monumentale di Sant’Abbondio. 

Le sue figure, infatti, possono sembrare, a volte, di facile interpretazione, molte sono piacevoli a vedersi e molte ci interrogano

La mostra s’intitola «Silenzio» e ha come sottotitolo «Opere in terra». Anche in questo c’è molto dell’arte di Carotti, c’è molto delle sue figure in terracotta che sembrano sempre sospese fra stupore e innocenza, condannate ad un eloquente silenzio che parla con linguaggio della prossemica. Le sculture di Carotti vivono di un rapporto elettivo con lo spazio, eppure sembrano essere catapultate da un altrove, da un altro tempo e un altro spazio, sembrano farsi da terra informe e forme di terracotta.

E non è un caso che don Andrea Foglia nel contributo che accompagna il catalogo scriva riferendosi alle opere di Carotti: «Le sue figure, infatti, possono sembrare, a volte, di facile interpretazione, molte sono piacevoli a vedersi e molte ci interrogano — scrive —. Ma sia quando ci appaiono essere quasi distaccate, sia quando percepiamo in loro qualcosa di drammatico, di inquietante o di doloroso, sempre esse nascondono un enigma, che è poi il mistero stesso del vivere, il senso più vero e più profondo della vita».

Se è così, la sospensione delle figure di Carotti è la medesima che vive il loro autore. E viene da ripensare al suo passato di burattinaio, un passaggio e forse un azzardo che ha portato Graziano Carotti ad andare in cerca del movimento, della voce, del corpo che risuona nel burattino agito e mosso dalla mano, che vive se movimentato. Le statue di Carotti quel movimento l’hanno potente e dentro, imprigionato nel silenzio dell’immobilità. 

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