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CREMONA E IL SUO TERRITORIO

Ville e palazzi a porte aperte

Dodici residenze nobiliari entrano nel neonato Circuito Dimore Storiche, per una valorizzazione culturale e turistica

Mariagrazia Teschi

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mteschi@laprovinciacr.it

11 Settembre 2021 - 14:39

Ville e palazzi  a porte aperte

CREMONA - Le alte recinzioni ed i portoni nascondono giardini preziosi o parchi con piante secolari e laghetti che fanno sognare, gli interni racchiudono eleganti scaloni, marmi e stucchi, dipinti e affreschi, volte a botte o a vela, non intaccati dal tempo, tracce di tradizioni e storia locale da tramandare alle generazioni future.

Sono dodici le dimore storiche sorte secoli fa nel cuore della campagna cremonese o racchiuse nelle architetture lungo le contrade cittadine, entrate oggi a far parte del Circuito dimore storiche, nato con l’intento di promuovere e valorizzare l’importante patrimonio architettonico storico-artistico di Cremona e del suo territorio. Progetto ambizioso e coraggioso quello firmato da Target Turismo — gruppo di lavoro di cui fanno parte Elena Piccioni e Fabio Maruti che l’hanno illustrata in conferenza stampa e i collaboratori Maria Francesca Caporali e Kendra Trombini — entrato in punta di piedi nel 2017 al castello Mina della Scala di Casteldidone del conti Persico Licer e via via sostenuto da altre numerose adesioni. A cominciare dai conti Calciati e Zanardi Landi che ieri hanno accolto gli ospiti nella splendida galleria dei ritratti del palazzo di via Palestro splendidamente restaurato nel 2019, altro pezzo forte del carnet del Circuito che annovera anche i palazzi Cattaneo, Guazzoni Zaccaria, Vergani (finora mai aperto al pubblico), Mina Bolzesi a Cremona e le ville Sommi Picenardi a Torre, Calciati Crotti a Dosimo, Manna Roncadelli a Corte de Frati, Bottini la limonaia a Robecco, Affaitati a Grumello e Cascina Farisengo a Bonemerse. Palazzi che vivono ancora oggi una storia pulsante grazie alla lungimiranza dei proprietari che con cura e dedizione, hanno mantenuto, restaurato e conservato questo immenso patrimonio. 

Cremona è una città a cui non manca nulla e questo, che è un progetto di qualità, di richiamo e ben promosso, sarà sicuramente vincente anche e soprattutto sulla ricaduta turistica

Il conte Orazio Zanardi Landi, da vent’anni presidente dell’Associazione Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, ha lodato il progetto: «Cremona è una città a cui non manca nulla e questo, che è un progetto di qualità, di richiamo e ben promosso, sarà sicuramente vincente anche e soprattutto sulla ricaduta turistica».

«Il territorio cremonese era pronto da tempo ad accogliere queste iniziative di quialità — ha aggiunto l’assessore Barbara Manfredini — e lo abbiamo fatto pur nella fruibilità occasionale. Ora ecco il valore aggiunto, la continuità che gioverà alla promozione della città e del territorio in tutti i suoi aspetti».

Di sinergia pubblico privato, di valorizzazione delle competenze, di alleanze virtuose ha parlato l’assessore Luca Burgazzi che ha insistito sulla necessità «di dare un contenuto alla bellezza che non sia fine a se stessa ma la sfida del futuro».

Per info, prenotazioni, biglietti, calendario delle aperture e approfondimenti storici si rimanda al sito targetturismo.com

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