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Premiato «Lo Spazio dei Sogni» di Buganza

Al New York Film Festival il documentario con lo scenografo cremonese «protagonista»

Nicola Arrigoni

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09 Settembre 2021 - 09:14

Premiato «Lo Spazio dei Sogni»  di Buganza

Guido Buganza

CREMONA - «Una notizia fantastica: il mio film Casa Museo Boschi Di Stefano: Lo Spazio dei Sogni ha vinto il premio per la miglior regia di un documentario al Chain NYC Film Festival a New York. È il post con cui il regista Andrea Bersani comunica ai suoi follower. Il film racconta la collezione del museo Boschi Di Stefano, in sono riunite circa trecento delle oltre duemila opere raccolte da Antonio e Marieda Boschi Di Stefano, distribuite adottando un criterio di successione cronologica e di selezione qualitativa curato da Maria Teresa Fiorio, ex Direttore delle Civiche Raccolte d’Arte di Milano.

Il docufilm ne racconta la storia e la collezione, ma va in cerca anche delle testimonianze di artisti a cui il museo ha aperto le sue stanze. È questo il caso del pittore e scenografo cremonese Guido Buganza che Andrea Bersani ha raccontato nel suo studio, indagando il rapporto fra la Casa Museo e gli artisti viventi di cui la fondazione ha accolto nella sua collezione le opere.

«È tradizione della Casa Museo, quando dà in prestito una delle sue opere, di chiedere ad artisti viventi di comporre un’opera che richiami la tela prestata e vada, temporaneamente, a prenderne il posto nella collezione esposta – racconta Buganza -. Nel novembre 2019 la tela Le poste di Venezia di de Pisis è stata prestata al Museo del Novecento. Mi è stato chiesto non di fare una copia di quell’opera, ma di fare un quadro che a questa si ispirasse e ho, così, dato vita a Cartoline da Venezia che è rimasto esposto nella stanza in cui ci sono Morandi, Sironi, Casorati, Fontana. Mi sono ritrovato in mezzo ai più grandi pittori del nostro Novecento e già questa è stata una emozione fortissima».

Ora il percorso che ha portato Buganza a rileggere e reinventare la tela di de Pisis è raccontato nel docufilm vincitore del Chain NYC Film festival: «Inutile dire che sono contento di questo riconoscimento arrivato al lavoro di Andrea Bersani – prosegue -, ma soprattutto gli sono grato perché ha voluto dedicare al mio lavoro molto spazio nel suo docufilm. Bersani è partito dall’opera esposta e ormai parte della collezione per arrivare poi nel mio studio e un po’ raccontare quello che sta dietro la creazione di un’opera. È una sensibilità non scontata che mi ha permesso di prendere maggiore consapevolezza del mio lavoro, di vederlo raccontato da me ma fissato da un occhio esterno».

Dallo studio di pittore al teatro senza soluzione di continuità. «Da quando i teatri hanno ripreso è stato una corsa continua, a volte una corsa un po’ schizofrenica – spiega -. Domani (stasera per chi legge, ndr) al Lac di Lugano debutterà il Sogno di una notte di mezza estate per la regia di Andrea Chiodi di cui ho curato la scena. Chiodi mi ha chiesto di ricostruire una sorta di parco giochi con altalene e scivoli bloccato nel tempo, ingrigito, potrebbe ricordare alcune immagini di Chernobyl. A fronte di una scenografia sospesa, ma utilizzata con grande generosità degli attori, lo spettacolo vive di una energia potente e di una gioventù prorompente».

Ed in merito viene in mente la Bisbetica domata di qualche anno fa, interpretata da Tindaro Granata, vista al Ponchielli: «Il coach di un cast di giovani attori della scuola del Piccolo Teatro è proprio Tindaro Granata – osserva Buganza -, per certi versi il Sogno richiama Bisbetica. Ma non diciamolo troppo forte, non sono io il regista. Comunque è la prima volta che lavoro con Andrea Chiodi e si è creata da subito una bella sintonia. Lo spettacolo è prodotto dal Lac, dal Teatro Carcano che è passato dal cremonese Fioravante Cozzaglio a Serena Sinigaglia e Lella Costa e dal Centro Teatrale Bresciano».

Dopo una breve pausa Buganza tornerà al lavoro per «realizzare le scene di De Infinito universo per la regia di Filippo Ferraresi, una produzione del Piccolo Teatro e del Théâtre National Wallonie-Bruxelles, un lavoro che mi incuriosisce molto e che prende spunto da Giordano Bruno per arrivare a Giacomo Leopardi, lo spettacolo dovrebbe debuttare all’inizio del prossimo anno. Dopo il lavoro per Franca Nuti, tornare in via Rovello è un piacere e un onore. Dopo il debutto di Sogno mi concederò qualche giorno di vacanza, prima di ricominciare. Va bene così, fosse sempre così», conclude sorridendo. 

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