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"Soste vaganti" lungo il fiume Oglio

Al via il 3 settembre dal castello Gonzaga di Ostiano il festival di Zappalaglio e Cecchi

Nicola Arrigoni

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narrigoni@laprovinciacr.it

01 Settembre 2021 - 20:38

"Soste vaganti" lungo il fiume Oglio

OSTIANO - Soste vaganti è un bell’ossimoro che si sono inventati Marco Zappalaglio ed Enzo Cecchi per non perdere la voglia di fare del teatro, della musica e delle arti performative un motivo di incontro e confronto in un territorio ben preciso: quello percorso dal fiume Oglio. La rassegna prenderà il via domani sera (3 settembre) nel cortile del castello Gonzaga con Rossella Rapisarda interprete di Nina, progetto per un breve racconto ispirato al Gabbiano di Cechov e all’epistolario del drammaturgo con la moglie Olga. È questa la prima tappa di 17 soste che coinvolgeranno oltre ad Ostiano, Calvatone, Volongo per rimanere in provincia di Cremona e poi Torre Pallavicina e Rudiano. L’iniziativa è realizzata con la collaborazione non solo dei Comuni coinvolti ma anche del Parco Oglio Nord e Parco Oglio Sud. «Soste vaganti è una contraddizione in termini – spiega Zappalaglio -, ma esprime l’esigenza di me ed Enzo di fermarci, complice anche il periodo che stiamo vivendo e riflettere con chi da anni segue le nostre peregrinazioni teatrali».

Ed infatti la rassegna Soste Vaganti ha tutto il sapore di una eredità, di un desiderio di non perdere quanto seminato in vent’anni del festival della valle dell’Oglio, Odissea: «Il lavoro fatto sul territorio con il festival non poteva andare perso – continua Zappalaglio -, non volevamo che accadesse. L’anno scorso con grande fatica e una importante scommessa organizzativa abbiamo portato a compimento il secondo decennio del festival. Ora sentivamo la necessità di fermarci, o meglio di non perdere la buona abitudine del teatro, ma di farlo con un impegno organizzativo meno gravoso e in un periodo di fine estate che induce con più intimità alla riflessione. Soste vaganti vuole essere un momento per guardarci negli occhi, farlo con i Comuni che hanno condiviso buona parte della storia di Odissea, farlo con gli artisti con cui abbiamo costruito un modo di vivere e animare gli spazi». Ed infatti a scorrere il cartellone di Soste vaganti si ritrova, oltre a Rapisarda che inaugura la rassegna, Roberta Biagiarelli che a Torre Pallavicina e a Calvatone il 9 e 10 settembre metterà in scena Incanta&Dora, con un camper e un teatro per sua natura vagante. «Soste Vaganti terrà a battesimo l’ultimo lavoro di Enzo Cecchi, Penelope non aspetta più, un racconto biografico di donne che non sono né dee, né eroine ma che nel loro vivere hanno trovato una sorta di allure mitico – spiega Zappalaglio -. Lo spettacolo si terrà a Torre Pallavicina il 18, 18, 24 e 25 settembre e a Volongo il 2 ottobre. Con Penelope non aspetta più, Enzo festeggia i suoi 50 di teatro dopo aver compiuto settant’anni nei giorni scorsi. Un doppio anniversario che in Penelope non aspetta in più ha una poesia e intimità che credo stupiranno e coinvolgeranno il pubblico».


Fra gli appuntamenti più curiosi delle Soste vaganti di Piccolo Parallelo c’è Conciorto di Gian Luigi Carlone della Banda Osisris e Biagio Bagini, «un concerto utilizzando verdura e frutta, utilizzando i prodotti dell’orto e facendo risuonare, tramite appositi sensori, l’umidità che ogni ortaggio e frutta trattiene in sé. Tutto questo accadrà con l’ironia che ha reso i musicisti della Banda Osiris una garanzia di qualità e divertimento intelligente»; l’appuntamento è il 14 ottobre a Rudiano. Soste vaganti faranno tappa poi il 10 ottobre a Torre Pallavicina con l’iniziativa Cuore di riccio e l’incontro con Massimo Vacchetta, L’uomo che accarezza i ricci, mentre dall’8 ottobre al 26 novembre presso la sede del parco Oglio Nord a Torre Pallavicina si terrà la rassegna di Docufilm, Biosfera. «Le nostre soste itineranti sono un modo per continuare un dialogo, per non disperdere l’Odissea del teatro nella sospensione di questo tempo che ha bisogno di ripartire con lentezza e coltivare gli affetti più cari, le relazioni più vere. Questo ha la presunzione di voler fare Soste vaganti», conclude Zappalaglio. 

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