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CREMONA: L'OMAGGIO

Giovanni Solci: la creatività mai sopita, dai gioielli ai monumenti

Fino al 12 settembre in Santa Maria della Pietà la mostra dedicata all’eclettico artista cremonese

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27 Agosto 2021 - 09:32

Giovanni Solci: la creatività mai sopita, dai gioielli ai monumenti

Giovanni Solci e Claudio Bodini con Papa Francesco

CREMONA - Scolpiva la pietra e faceva quadri con il polistirolo, si occupava di grafica e di fotografia, realizzava monumenti e disegnava gioielli che ancora oggi sembrano modernissimi, frequentava associazioni e sodalizi e ballava il tango: Giovanni Solci era «un uomo d’arte», come lo ha definito Tommaso Giorgi, presidente dell’associazione CrArT, all’inaugurazione della mostra in Santa Maria della Pietà che rende omaggio all’artista. A un anno dalla morte, di Solci manca tutto: il suo eclettismo, la sua voglia di sperimentare, la sua ironia, la sua chioma bianca e batuffolosa, il suo volersi impegnare a favore degli altri, le chiacchierate e i suggerimenti. Ha lasciato una profonda eredità d’affetti, Giovanni Solci, e lo hanno testimoniato le tante persone accorse ieri in Santa Maria della Pietà a vedere la sua mostra.

RENDERE VIVO L'INSEGNAMENTO

L’allestimento è organizzato dal CrArT, come si è detto, e dall’Associazione Artisti Cremonesi, che ha voluto essere presente con un proprio tributo. Molti degli artisti del gruppo hanno infatti voluto essere presenti con alcune loro opere per rendere più vivo il ricordo, l’insegnamento. «Questa mostra - ha sottolineato Elena Poli, presidentessa degli Artisti cremonesi - è frutto dell’incontro di realtà molto diverse, Giovanni era un artista eclettico, che amava sperimentare e che ha lavorato con tante persone. Abbiamo cercato di coinvolgere tutti, dall’Associazione paracadutisti all’Atelier dell’Azienda sanitaria cremonese e tutti hanno avuto piacere a essere coinvolti in questo ricordo». Franca Zucchetti, presidentessa della Commissione cultura del Comune, ha evidenziato come Solci abbia contribuito «all’evoluzione artistica della città», accomunando Solci ad altri artisti più o meno della sua generazione, da Coppetti a Ruffini.

Elena Poli e Franca Zucchetti all’inaugurazione della mostra

UN UOMO D'ARTE

Giorgi ha invece ricordato come Solci vivesse e parlasse d’arte, frequentemente in tono colloquiale e spesso in dialetto, ma sempre con il pensiero a nuove cose da fare e la curiosità di sperimentare. «Credo - ha detto - che l’arte debba essere seminale, ovvero che debba avere la capacità di lasciare dei semi e di farli germogliare e Giovanni questa capacità l’aveva. Anche una mostra come questa lo rivela: è un’occasione di incontro con quello che per me non è solo un artista, ma un uomo d’arte. L’ho conosciuto relativamente tardi e nonostante mi sia fermato tante volte a parlare con lui, ho scoperto solo in questa occasione, preparando l’allestimento della mostra, molte cose che ha fatto. Invito tutti e soprattutto gli artisti più giovani a non dimenticare quello che hanno fatto Solci e gli altri della sua generazione. 

LA CONTINUA VOGLIA DI SPERIMENTARE

Anche Donatella Migliore, critica d’arte, insegnante e nuovo ‘acquisto’ degli Artisti cremonesi, ha ricordato le lunghe chiacchierate con Solci, perché ogni occasione era buona per un confronto, uno scambio. Nel tentativo di dipanare le tante anime del Solci artista, la mostra a lui dedicata è divisa in sezioni che raccontano la sua continua voglia di sperimentare. «Era curioso, non si è mai fermato», ha detto Migliore. Sapeva far rivivere la materia, vedeva qualcosa di vivo anche nel materiale di scarto: è il caso del monumento ai ferrovieri caduti nel bombardamento del 10 luglio del ‘44, realizzato con una rotaia spezzata. E sapeva risvegliare la creatività anche in chi nella vita aveva incontrato più problemi di altri e magari aveva difficoltà ad esprimersi: Solci per anni si era impegnato nell’Atelier i cui ospiti avevano disturbi psichiatrici, «perché per lui l’arte era anche impegno civile, era la strada per raggiungere un linguaggio universale comprensibile a tutti, anche alle persone con difficoltà».


Uno, nessuno, centomila Solci ci parlano dalle pareti di Santa Maria, dove sono esposte solo alcune delle sue innumerevoli opere. E dove sembrano aleggiare il suo inconfondibile sorriso, il suo sguardo curioso, le sue domande bizzarre. La mostra Omaggio a Giovanni Solci resterà aperta in Santa Maria della Pietà (piazza Giovanni XXIII) fino al 12 settembre: da martedì a venerdì 17-19; sabato e domenica 10-12 e 17-19. Ingresso libero con Green pass. Sabato 4 settembre alle 18 la Compagnia del Tango sarà in mostra per un’esibizione dedicata all’artista, appassionato ballerino.

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