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LETTERATURA E TEATRO

Dante: la poesia, la religione e l’amore

Giulio Solzi, cremonese, diplomato l’anno scorso al Manin e studente di lettere moderne all’Università Statale di Milano, racconta la sua esperienza in Sardegna

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27 Agosto 2021 - 05:30

Dante: la poesia, la religione e l’amore

Giulio Solzi durante lo spettacolo su Dante in Sardegna

CREMONA - «È nato tutto casualmente: mi trovavo in vacanza in Sardegna con degli amici di Cremona, e alcune nostre amiche sarde mi hanno proposto di fare un intervento su Dante. Per puro caso avevo già pronto uno spettacolo sulla Vita Nuova, opera giovanile dantesca che narra la genesi e lo sviluppo dell’amore per Beatrice». Così Giulio Solzi, cremonese, diplomato l’anno scorso al liceo classico Manin e studente di lettere moderne all’Università Statale di Milano, racconta la sua esperienza in Sardegna. 

Racconto un Dante giovanissimo attraverso la recitazione di alcuni sonetti

A Fortiches si è svolta, infatti, la seconda edizione di Conversari, una rassegna di due serate dedicate alla letteratura, al teatro, alla Sardegna e alle stelle, in onore di Michela, scomparsa pochi anni fa. «Racconto un Dante giovanissimo - continua Solzi - attraverso la recitazione di alcuni sonetti: tre, in particolare, rappresentano le tre fasi dell’amore per Beatrice. Il mio intento è quello di raccontare la figura di Dante nel suo complesso: la poesia, la religione e l’amore. Ma anche il legame con il suo tempo. Il Medioevo è un periodo storico straordinario, troppo spesso definito impropriamente ‘epoca buia’. In realtà è un’epoca di collettività, di arte e di filosofia. La letteratura medievale insegna a non essere superficiali. Trovandomi in Sardegna, in mezzo agli ulivi, ho voluto condividere il pensiero del filologo sardo Paolo Maninchedda sulla filologia romanza, la scienza che studia e interpreta i testi medievali: per Maninchedda, la filologia è ‘educazione alla democrazia’, insegna a indagare la realtà nel profondo senza fermarci alle apparenze, e a sviluppare un pensiero critico».

La versione originale dello spettacolo (che ha debuttato a luglio a Vescovato) comprende quattro brani inediti composti da Francesco Paolo Truglia (giovanissimo organista e compositore) che accompagnano la recitazione dei sonetti. Mentre studia per il prossimo esame universitario, Solzi sta organizzando due repliche nel mantovano e nel bresciano, tra settembre e ottobre, per far conoscere un giovane e innamoratissimo Dante.

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