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CREMONA

Il Vecchio Passeggio, il parco museo a cielo aperto

Percorsi con testi inclusivi per scoprire gli alberi. E sarà restaurato il murale realizzato dall’Anffas negli anni ’70

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24 Agosto 2021 - 05:55

Il Vecchio Passeggio, il parco museo a cielo aperto

CREMONA - Da oltre settecento anni il parco del Vecchio passeggio è un polmone verde in quello che oggi è diventato pieno centro: orto all’inizio del XIV secolo, poi parte integrante del Pubblico passeggio voluto a fine Settecento dagli Austriaci. E ancora giardino diviso in appezzamenti per la convalescenza di malati, tubercolotici e sifilitiche, seguendo poi le vicissitudini dell’area del vecchio ospedale e tante rivoluzioni urbanistiche, fino a diventare ufficialmente un parco pubblico nel 1973.

Il Vecchio Passeggio, però, è qualcosa di più di un’oasi di verde in senso lato, perché è ricchissimo di specie arboree e di arbusti - e quindi di fauna - e questo ne fa un caposaldo della biodiversità urbana. Anche questa caratteristica rientra in un progetto di recupero e valorizzazione pensato da Ventaglio Blu, cooperativa sociale che ha come obiettivo l’autonomia e l’inclusione di persone con disabilità, che al parco peraltro sono di casa. La palazzina centrale è infatti sede storica di Anffas, Lae e varie associazioni, mentre altre cooperative (tra cui la stessa Ventaglio Blu) hanno i propri spazi nella vicina via Gioconda.

Per questa storia che viene da lontano, il primo passo è il recupero del murale realizzato più di quarant’anni fa da ospiti e volontari del Centro di formazione professionale dell’Anffas insieme a un gruppo di artisti. Fu un’esperienza eccezionale, umanamente importantissima per tutti coloro che vi parteciparono e di cui non si vuole perdere memoria.

«L’intervento sarà accompagnato da video interviste a chi allora partecipò alla realizzazione del murale, tra le prime opere di street art fatte a Cremona», spiega Darío Garzarón Calderero, portavoce Anffas e responsabile dei progetti di Ventaglio Blu. Il vecchio murale, nell’ambito di Another Print in the Wall, progetto finanziato dal Comune per la Cultura partecipata, sarà affiancato da un’opera nuova, realizzata da Marco Cerioli quando la Soprintendenza darà il benestare. Vuole essere un’opera non invasiva, con i toni cromatici del marrone per meglio inserirsi nel contesto.

Un altro progetto è legato alla realizzazione di una sorta di ‘museo degli alberi’, utilizzando le ricerche e le schede fatte da Cinzia Galli, quando il museo di Storia naturale di cui era conservatrice era in mezzo al verde del Vecchio Passeggio. I testi della nuova cartellonistica vengono riscritti con un linguaggio inclusivo, comprensibile anche a chi non ha particolari competenze botaniche.

L’invito è a individuare percorsi che intrecciano la storia delle piante a quella delle tante persone hanno vissuto e vivono l’area, e a farsi suggestionare dal fascino un po’ misterioso, selvaggio e selvatico del parco. In questo caso, il progetto è inserito negli Intrecci urbani - Persone che curano l’ambiente. Ambiente che cura le persone, che ha un contributo di regione Lombardia e l’appoggio di diverse istituzioni. Tra pioppi, olmi, magnolie, ginkgo biloba, platani, pruni e decine e decine di altre specie arboree (molte di origine asiatica), il parco potrà quindi rivelarsi anche a occhi profani per quello che è: un’inesauribile miniera di ricchezza.

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