Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

MUSICA

Consolle e didgeridoo: a Dietro al Duomo il live è etno-tronico

Venerdì 20 agosto (ore 20) l'esibizione della 'strana coppia' Emilio Palanti-Federico Bianchi

Riccardo Maruti

Email:

rmaruti@laprovinciacr.it

19 Agosto 2021 - 19:28

Consolle e didgeridoo: a Dietro al Duomo il live è etno-tronico

CREMONA - Da un lato un dj con il gusto per le contaminazioni sonore di matrice black; dall’altro un artista dall’espressività multiforme che, negli anni, ha approfondito la propria passione per la musica etnica: Emilio Palanti e Federico Bianchi venerdì 20 agosto al bar-osteria Dietro al Duomo incrociano consolle e didgeridoo in un coinvolgente esperimento dal respiro etno-tronico. L’esibizione della ‘strana coppia’ va in scena a partire dalle ore 20 nel plateatico di largo Boccaccino, proprio alle spalle dell’abside della Cattedrale.


Cosa aspettarsi dall’incontro fra i beat jazztronici di Palanti e le frequenze impossibili del didgeridoo di Bianchi? Dalla mescolanza fra suoni nati in epoche molto distanti tra loro prenderà vita ad un’alternanza di tonalità calde e ritmi ipnotici: un’alchimia perfetta per ballare con l’immaginazione, per battere il piede seguendo il ritmo di un viaggio ancestrale, denso di suggestioni evocative disciolte in un flusso sonoro dirompente. Palanti preannuncia una selection di brani dalle pulsazioni ondivaghe ma dallo spirito danzereccio, che verranno ibridate e impreziosite dall’eco sacra del didgeridoo, strumento degli aborigeni australiani, voce della terra e delle creature. Con questo nuovo appuntamento live Dietro al Duomo si conferma uno dei ritrovi di riferimento per gli amanti della musica in città.


Emilio Palanti, oltre ad essere uno dei dj cremonesi più noti e apprezzati (tra le colonne del circuito StraDeejay), è anche giornalista e critico musicale, raffinato conoscitore di tutta la cultura nera, dal jazz al funk fino alle sonorità soulful della House. Federico Bianchi - che è anche pittore e artista multimediale - è diplomato in pianoforte al conservatorio di Piacenza; dopo un decennio di esecuzioni classiche ha subito l’incanto della filosofia e della musicalità orientali, che ne hanno modificato radicalmente la visione esistenziale e l’approccio artistico. Costruisce e suona molteplici strumenti in legno tra cui shakuhachi e bastoni della pioggia. 

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400