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Sanremo Rock, i Balotas alla finale nazionale

La band cremonese si prepara alla finalissima che si svolgerà nel prestigioso Teatro Ariston della città ligure dal 6 al 12 settembre

Fabio Guerreschi

Email:

fguerreschi@laprovinciacr.it

08 Agosto 2021 - 06:05

Sanremo Rock, i Balotas alla finale nazionale

CREMONA - I Balotas hanno conquistato la finale nazionale di Sanremo Rock. Dopo aver vinto la selezione regionale, lo scorso 9 luglio a Villa Boschetto a Montichiari, la band cremonese si prepara alla finalissima che si svolgerà nel prestigioso Teatro Ariston della città ligure dal 6 al 12 settembre.

i balotas

Un traguardo importante per una delle band storiche dell'Underground cremonese che ha sempre portato avanti l'originale idea del Rockabbestia, una miscela esplosiva di teatralità, ironia e provocazione. Una band caratterizzata anche da frequenti cambi di formazione che oggi è composta da Davide Zaini, voce, chitarra ritmica e membro fondatore della band, Giuliano Rossi, basso, Stefano Della Noce, batteria, Matteo Giovanni, Martina Galetti, chitarra solista.

I Balotas nascono nel 2003 dalle ceneri di Davide Zaini e i suoi Pallini e da allora proseguono sulla strada del Rockabbestia. Cerchi concentrici gialli e neri rappresentano il logo della band, simbolo che spicca sulle loro magliette ad indicare che chi le indossa “c'entra” con le azioni che compie, ma allo stesso tempo può diventarne anche bersaglio. Questo concetto i Balotas lo hanno espresso con una trilogia discografica dove il capitolo finale s'intitola appunto C'entro.

"L'essere stati selezionati tra centinaia di band lombarde – racconta Zaini - è stata sicuramente una lieta notizia e passare successivamente alle finali nazionali, che prevedono anche l'esibizione di band straniere, è un bel passo avanti per promuovere la nostra musica su uno dei palchi più prestigiosi d'Italia".

Com'è andata a Montichiari?
"Ogni partecipante aveva circa 20 minuti a disposizione, compreso il cambio palco e la prova dei suoni. I primi 10 minuti sono andati in fumo durante il cambio palco insieme alla valvola di un amplificatore, ma la professionalità del fonico Paride Bertoldo – che ha lavorato anche con i Rolling Stones - si è rivelata determinante nel risolvere la situazione. Nei dieci minuti rimanenti è stato puro Rockabbestia, anche senza le valvole. Le band selezionate per questa 34esima edizione del Festival di Sanremo Rock sono state 600, selezionate in tutto il mondo. A Montichiari eravamo in 24 band, suddivise in tre gironi, due della categoria Rock ed uno della categoria Trend. Tra le band che ricordo i Crashing Waves che si sono complimentati con noi per la performance e per il basso psichedelico del nostro bassista".

Quante canzoni avete eseguito?
"Abbiamo suonato due brani. Il primo Ingorillato duro - che sarà il titolo del prossimo disco – è stato il brano votato dalla giuria. Il secondo è stato Sadomaso Rock'n'Roll, da anni il nostro cavallo di battaglia".

Il prossimo appuntamento?
"Qualche giorno fa abbiamo presenziato a una serata di gala a Pieve Emanuele, in cui sono state presentate le band lombarde qualificate alla finale. Abbiamo suonato Mi calo Michele, dedicandola agli Hardcore Warriors, quei ragazzi che negli anni novanta affollavano la famosa Sala 2 della discoteca bresciana Number One, dove tra un eccesso e l'altro, si accalcavano cercando di arrivare a toccare il soffitto del locale con un dito. Questo brano, spesso frainteso, vuole porre l'attenzione su quei giovani che cercano risposte in un mondo immaginario fatto di estremismi, non trovandole probabilmente nel mondo reale. Dagli anni Novanta ad oggi sono state chiuse molte discoteche e Michele oggi sarebbe a un Rave Party. Poi ci saranno le finali nazionali, che sono a livello mondiale, dal 6 al 12 settembre. Ci sarà un sorteggio elettronico e ci confronteremo con formazioni provenienti da Belgio, Portogallo, Svezia, Spagna, Francia. Ho saputo che ci sono anche due band che arrivano da Los Angeles".

Che emozioni avete provato quando è uscito il verdetto?
"Le più disparate. Io e Giuliano siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla notizia. Non posso dire altrettanto degli altri componenti. Il chitarrista Davide Settimini nel frattempo aveva iniziato i preparativi per trasferirsi a vivere in Giappone e il batterista Domenico Pancari ha deciso di lasciare la band per mancanza di stimoli, nonostante l'avventura di Sanremo Rock e il prossimo disco già in fase di registrazione. A parte l'entusiasmo iniziale, non abbiamo provato tutti le stesse “buone vibrazioni”. Anzi, io e Giuliano ci siamo trovati a dover cercare in fretta due nuovi elementi per rimpiazzare quelli usciti e non è stato per niente semplice. Alla fine abbiamo trovato Della Noce e Galetti per proseguire il nostro progetto".

Che cosa significa per voi, dopo anni di gavetta, aver raggiunto questo traguardo?
"L'eterna gavetta dei Balotas ha fatto sì che suonassimo un po' ovunque, dai live club alle feste di piazza, ai party di laurea, ai matrimoni, dai night club alle feste per bambini. Il nostro repertorio musicale si abbina ad un aspetto teatrale fatto di costumi e talvolta di scenografie. C'è stato un periodo in cui abbiamo avuto bisogno di un camion per trasportare ai concerti tutte le nostre diavolerie. Una delle cose più stravaganti che ci sono capitate, è quando siamo stati contattati per suonare al matrimonio di un tizio che voleva sposarsi con se stesso. Alla fine non siamo andati ma spero che quella persona abbia trovato una buona stabilità di coppia con se stesso. L'esperienza di Sanremo Rock ci darà un altro tassello da aggiungere alla nostra storia, fatta di sudore e di rock'n'roll. Con questa esperienza, che ci darà più visibilità del solito, auspico che almeno qualche giovane si faccia coinvolgere dalla nostra musica e magari cominci a suonare uno strumento. Ci sarebbe così qualche vittima in meno dello smartphone".

Quali sono le difficoltà incontrate nel portare avanti il progetto musicale dei Balotas?
"Tenere viva la band negli anni non è stata una cosa semplice. La vita non è fatta solo di musica, soprattutto per chi fa un altro lavoro, per chi ha una famiglia o altri tipi di impegni che esulano dall'ambito musicale. La formazione è cambiata negli anni sia per questi motivi, ma anche perché chi non credeva nel progetto ha scelto di intraprendere altri percorsi musicali. I Balotas sono nati come band Rockabbestia e continueremo su questo sentiero, sul quale cerchiamo di divertirci e di far divertire chi ci segue. La vita è troppo breve per essere tristi".

Cosa sono per voi il Punkabbestia e il Rockabbestia, sono forme artistiche ancora attuali?
"Il Punkabbestia è una filosofia di vita per cui chi la intraprende decide di ascoltare musica punk e di vivere ai margini della società dei consumi accompagnato spesso da cani, cavie, conigli ed altri. Mentre il Rockabbestia è una filosofia di vita - inventata dai Balotas - per cui chi la intraprende decide di vivere all'interno della società dei consumi accompagnato da animali bipedi quali sono gli esseri umani. Circa l'attualità di queste filosofie che trovano poi sbocchi nelle più disparate forme d'arte - mi viene in mente ad esempio la realtà dei Mutoid, quella “tribù” che da materiali di scarto ricava interessanti opere d'arte -, credo che ciò dipenda da quanto queste siano pubblicizzate. Nella società di oggi incentrata sul denaro e sull'apparenza, è diventata più importante la pubblicità che si fa a un prodotto rispetto alla qualità del prodotto stesso e questo aspetto purtroppo si rispecchia anche nell'arte a discapito del fattore più importante, la creatività, che dovrebbe suscitare emozioni a prescindere dal business. Questo è anche il motivo per cui tante buone band si sciolgono o perdono la sincerità una volta raggiunto il successo commerciale".

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