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ValigiaLab, una cremonese tra gli otto selezionati da Ragonese e Sangiorgi

Camilla Ventura, 23 enne, sta partecipando al laboratorio sull'isola di Caprera: «Qui si lavora senza maschere»

La Provincia Redazione

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07 Agosto 2021 - 09:23

ValigiaLab, una cremonese  tra gli otto selezionati da Ragonese e Sangiorgi

Camilla Ventura con Sangiorgi

CREMONA C’è una cremonese tra gli otto under 32 aspiranti attori e attrici selezionati dal prestigioso laboratorio di alta formazione ValigiaLab sulle tecniche d’attore e rivolto a giovani provenienti dalle principali scuole nazionali di recitazione e dai corsi di cinema e teatro delle Università. Camilla Ventura, 23 anni, cremonese doc, ha studiato al Liceo classico Manin, per poi formarsi alla Scuola Michael Chekhov Studio di Roma, i corsi della Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano e la Scuola di teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone.

Il laboratorio, intitolato Calibano libero! Alleniamo le debolezze, si sta svolgendo in questi giorni nella magica cornice dell’isola di Caprera a La Maddalena, in Sardegna, e si concluderà il prossimo lunedì. È diretto dalla palermitana Isabella Ragonese — già vincitrice del Premio Gian Maria Volontè — con la collaborazione di Fabrizio Deriu e Giuseppe Sangiorgi e darà modo a Camilla di intraprendere un percorso «utile ad aiutarci ad essere più autentici, puntando proprio sulle debolezze e le insicurezze di ciascuno di noi, con l’obiettivo di trasformarle in punti di forza», racconta la cremonese, entusiasta dell’esperienza che sta vivendo in questi giorni.

«L’isola di Caprera rende l’atmosfera molto raccolta, quasi magica e surreale – aggiunge – e questo aiuta il gruppo a lavorare insieme sulle fragilità sia attoriali che personali, perché si impari a sfruttarle a proprio favore. Il lavoro è incentrato soprattutto sul piano fisico: dalla spazialità del corpo all’espressività della voce. Per superare le difficoltà, soprattutto legate all’autenticità dell’interpretazione, cerchiamo di affrontare in maniera spontanea la recitazione di poesie, monologhi e dialoghi».

«Il contesto – prosegue Camilla — è davvero positivo e accogliente: oltre ai consigli attoriali, riceviamo anche suggerimenti pratici, professionali, ad esempio sui diritti degli artisti, che possono rivelarsi estremamente utili per chi decide di intraprendere questa carriera. La mia passione – continua Camilla – nasce da una parte dall’istinto che ho da sempre di imitare le persone che vedo e che incontro, complice il mio approccio ironico alla vita, e, dall’altra, dalla necessità di vincere la timidezza proprio tramite l’ironia. Mi ha sempre affascinato la recitazione: quando guardo un attore mi piace fare grande attenzione alla micromimica, ai suoi movimenti e alle sue espressioni».

E sugli obiettivi che si aspetta di raggiungere attraverso il laboratorio, Camilla si dice pienamente soddisfatta, avendo fatto grandi progressi sulla genuinità della sua interpretazione, senza maschere e filtri. «Il mio sogno nel cassetto? Vivere facendo quello che amo: recitare. Sia in teatro che al cinema, per spaziare in tutti i campi del mestiere dell’attore».

Il ValigiaLab, è realizzato dall’Associazione Quasar in collaborazione con la Scuola d’arte cinematografica Gian Maria Volontè ed ha visto, negli anni, tra l’altro, la conduzione di straordinari artisti: da Toni Servillo a Paolo Rossi, da Pierfrancesco Favino a Sonia Bergamasco, da Elio Germano a Fabrizio Gifuni, Michele Riondino, Carlo Cecchi, Daniele Luchetti. (Giulio Solzi)

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