Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

IL GIALLO

Un commissario, la torta e due omicidi

È ambientato a Cremona il terzo romanzo di Massimo Spelta: «Lo dedico alle donne»

Gianpiero Goffi

Email:

redazione@laprovinciacr.it

18 Giugno 2021 - 09:26

Un commissario la torta e due omicidi

Massimo Spelta

CREMONA - Con Una torta per il commissario (Carta e Penna, pagine 102, euro 15) Massimo Spelta, scrittore e poeta, residente a Paderno Ponchielli, porta in libreria un terzo giallo, ultimo della trilogia iniziata nel 2016 (Prima di Natale, addio) e proseguita l’anno dopo con Il nipote di Monsignore. 

Dedicato a tutte le donne che hanno subito violenza psicologica, da parte dei loro uomini

Lo dedica «a tutte le donne che hanno subito violenza psicologica, da parte dei loro uomini», abuso inveterato e più sottile, ma non meno pervasivo, in tempi nei quali le cronache, quasi quotidianamente, ci danno conto di molestie, vessazioni e delitti ai loro danni. Il romanzo ha in comune con i precedenti una particolareggiata ambientazione nella nostra città, le immersioni nel suo «cappotto di nebbia», i monumenti e i luoghi che il lettore nostrano non stenta a riconoscere: «l’imponente Torrazzo illuminato...la libreria del Convegno, la più antica di Cremona... una pizzeria vicino alla Galleria XXV Aprile», i giardini pubblici, le piazze, le strade «secche e polverose», i corsi citati per nome. E, naturalmente al centro, la Questura di via Tribunali. Figura unificante con le prime opere dell’autore è quella di Mario Lombardi promosso, nel frattempo, da ispettore, commissario capo della sezione omicidi. Lui, di persona, compare solo all’inizio e alla fine di una trama serrata - resa in uno stile vivido e insieme essenziale - costruita attorno alla sua scomparsa e alla relativa indagine, che, a un certo punto, risulterà sdoppiata.
In prima linea, però, non si staglia Lombardi quanto piuttosto l’ispettrice di polizia Camilla Vallesi «appena trasferita a Cremona». 

L’ispettrice Camilla Vallesi
è a Cremona per sfuggire
alle minacce
del suo ex

Dovrà occuparsi della sparizione dello stesso commissario, della morte accidentale ma sospetta di una sua vicina di casa, e del suicidio di un imprenditore, vittima in realtà di suo fratello, «uomo spregevole» che gli ha «rubato» la moglie. Avvenimenti di nera che scateneranno l’interesse mediatico e si manifesteranno, nell'incalzare del racconto, fra loro collegati.
Camilla Vallesi è a Cremona – alloggia in albergo a Porta Venezia - anche per sfuggire alle minacce del suo ex, Alberto Roversi, coniugato, pur egli in polizia, che insiste per proseguire una lunga relazione che lei, invece, considera «al capolinea». Con il commissario capo - «un uomo strano dai lineamenti duri ma d’animo buono, allo stesso tempo energico e preparato» - l’ispettrice fa in tempo ad avere un solo colloquio. Già la mattina successiva, Lombardi non si presenta più in Questura e viene atteso invano. Con l’aiuto dell’agente Mauro Cenci, al quale in breve tempo si legherà, con tanto di annuncio di nozze nelle ultime pagine, Camilla dà inizio all'indagine che si concentra sui residui, su un tovagliolo di carta, di una torta alla marmellata che Lombardi, ghiotto di dolci, aveva consumato, nell’appartamento dove vive solo, prima di sparire. Ma le indagini diverranno due perché a Cremona, con sconcerto di Camilla, arriva come vice-questore proprio Roversi che, per vendicarsi della donna e dei suoi dinieghi, la sospende dall'incarico e avoca a sé l’inchiesta. L’ispettrice non si dà per vinta e continua, privatamente, con ogni mezzo, la propria, con la collaborazione, a suo rischio, di Cenci. In un intrico di colpi di scena, di sfide e di relazioni, non senza qualche concessione all’eros, si svelerà il legame occulto fra la sparizione di Lombardi, la torta, il trasferimento ottenuto da Roversi, la detenzione (da innocente) di Carlo Mancini, padre dell'aiuto-pasticcera, Arianna, che aveva confezionato la leccornia. Sì, perché l’auto noleggiata dalla ragazza era stata notata e fotografata sotto la casa del commissario; Arianna si era innamorata di Roversi il quale, soggiogandola, l'aveva resa complice nel sequestro di Lombardi per poter prendere il suo posto a Cremona (inseguendo in realtà Camilla). Su indicazione della giovane, il commissario rapito viene ritrovato in cantina, con un piede ammanettato ma «intento a gustarsi un the e un vassoio di paste glassate».

Ogni tessera del mosaico infine si ricompone e ad uscirne distrutto sarà proprio Alberto che Camilla affronta nel suo ufficio: accusato anche dell’omicidio, nel cimitero di Ossolaro, di Luisa Moreschi, l’anziana, che dalla sua finestra, aveva visto tutto. «È stato un incidente, non volevo che morisse, credimi Camilla l’ho fatto per te...», confesserà disperato prima di finire in ospedale. Il momento che sancisce il riscatto della propria dignità, personale e professionale, non impedirà a Camilla di provare, per quell’uomo, pietà.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400