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Due busti di Antonio Stradivari in dono al Museo del Violino

Antonio Lazzari ha donato una scultura in legno opera dal padre Camillo e una ceramica di Pietro Foglia

La Provincia Redazione

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08 Giugno 2021 - 16:23

Due busti di Antonio Stradivari in dono al Museo del Violino

CREMONA - Accanto alla ricerca storico liutaria il Museo del Violino ha da anni promosso una indagine in ambito iconografico su Antonio Stradivari. In una sezione dedicata del percorso di visita sono dunque presentati, a cura del conservatore Fausto Cacciatori, ritratti coevi e postumi del Maestro. Stamattina a questa collezione si sono aggiunte due nuove sculture. Antonio Lazzari ha infatti donato al Museo un busto ligneo di Stradivari opera dal padre Camillo e uno, in ceramica, realizzato da Pietro Foglia.

Quest’ultimo è, molto probabilmente, un bozzetto preparatorio per la scultura a mezzo busto oggi visibile nel giardino di Palazzo Affaitati. “A proposito del volto del sommo liutaio – spiega il figlio dell’autore, Alcide - si è rifatto ad alcuni tratti del suo viso, in quanto immaginava Stradivari come un uomo lombardo dai tratti decisi”.

Ne coglie la suggestione Camillo Lazzari e ne elabora una propria interpretazione, in legno di cirmolo, con un linguaggio personale che il critico Mario Monteverdi ha definito “di grande efficacia espressiva, di intenso contenuto umano, racchiuso in moduli stilistici ben riconoscibili e tali da riscattare la forma da ogni accidentalità, per conferire una sua precisa fisionomia

Fu proprio l’amore per l’arte, dapprima, a portare in casa nostra il busto di Foglia, quindi a ispirare mio padre a realizzare la propria scultura in legno

estatica, obbediente a ritmi di autentica impronta statuaria”.

“Il tratto accomunante le due opere è la passione per la bellezza di mio padre – osserva Antonio Lazzari – Fu proprio l’amore per l’arte, dapprima, a portare in casa nostra il busto di Foglia, quindi a ispirare mio padre a realizzare la propria scultura in legno. La scelta del materiale nasce da approfondite competenze, e insieme alle tecniche usate avvicinano il lavoro del liutaio e dello scultore. Oggi le opere fanno parte delle collezioni del Museo del Violino, che ringrazio. Non avrebbero potuto trovare collocazione più coerente. È la conclusione migliore di un percorso tracciato proprio nel segno della bellezza”.

Presente alla donazione il sindaco Gianluca Galimberti ha espresso ad Antonio Lazzari e ai suoi familiari la gratitudine della città e della Fondazione MdV di cui è presidente. “Grazie alla loro generosità, il Museo si arricchisce di nuove opere d’arte; la pluralità di linguaggi che abitano il museo le rende tessere adiacenti di una narrazione unica e avvincente. Il tema è ovviamente il violino ma la storia della liuteria è raccontata anche attraverso altre esperienze artistiche. Proprio questo concorso consolida il ruolo del Museo come propulsore culturale della città e del territorio”.

Pietro Foglia

(1913 - 1974) si diploma alla Scuola d'Arte Applicata "Ala Ponzone" di Cremona e inizia il suo apprendistato come scultore. Nel 1929 si trasferisce a Roma e poi, nel 1937, a Torino dove si iscrive all'Accademia Albertina per seguire i corsi di Felice Casorati. Nel 1939 esordisce all'Esposizione del sindacato interprovinciale fascista allestita alla Società promotrice di Belle arti di Torino. Dopo aver partecipato alla Seconda guerra mondiale, ritorna a Cremona, dove realizza numerose opere funerarie. Negli anni Cinquanta si trasferisce in Svizzera ed ha successo tra i collezionisti privati. Si dedica soprattutto alla realizzazione di ritratti, teste di adolescenti, figure femminili e allegoriche. Lavora anche come pittore.

 

Camillo Lazzari

(1924-2013) nasce a Malagnino, in provincia di Cremona. Ama la musica, il canto e la montagna. Frequenta la Val di Fiemme e la Val Gardena, dove scopre la passione per il legno e la scultura. Sente che il realismo figurativo è a lui consono e inizia una vasta produzione di opere. I materiali che usa vanno del legno alla pietra, della terracotta al bronzo in fusione, sempre usati per trasmettere la spiritualità e la concretezza del suo carattere. Sue opere si trovano al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano e al Policlinico (Palazzo Marangoni)
 
 
 

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