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Nicky Nicolai canta Mina in Jazz

Il concerto sabato sui palco dell'Auditorium del Museo del Violino: battesimo più che cremonese per l'edizione 2021 di Cremona Jazz

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03 Giugno 2021 - 17:31

Nicky Nicolai canta Mina in Jazz

Stefano Di Battista e Nicky Nicolai

CREMONA - Non poteva esserci battesimo più cremonese di questo per l’edizione 2021 di Cremona Jazz. Sabato sera alle ore 20 l’Auditorium del Museo del Violino darà il via a un nuovo ciclo di quattro concerti con un tributo in jazz alla Tigre. Mina in Jazz è infatti il titolo dello spettacolo che vedrà sul palco circolare della sala da concerti di piazza Marconi Nicky Nicolai e un quartetto capitanato dal formidabile sax di Stefano Di Battista con Andrea Rea pianoforte, Daniele Sorrentino al contrabbasso e Luigi Del Prete alla batteria.

Non gioco più, E se domani, Grande, grande, grande: sono questi alcuni dei titoli in scaletta in questo concerto che vuole essere un omaggio alla più grande cantante italiana, nel contempo icona – non solo musicale – del nostro tempo. Ne abbiamo parlato con Nicolai, voce fra le più note del panorama jazz italiano capace di incursioni nel pop, come accadde per esempio nel 2009 sul palco di Sanremo.

Cimentarsi in un tributo a Mina è sempre una sfida con se stessi. Cosa ci può dire di questo spettacolo?
«Non lo dica a me! Potrebbe sembrare un atto di presunzione o di grande ingenuità, ma chiaramente nessuno ha intenzione di competere con lei. Si va a questo concerto con il massimo della delicatezza, dell’accortezza e della grazia, se ne siamo capaci. Certo è che ci sono queste canzoni che somigliano a grandi standard italiani. Come si canta Summertime, si canta E se domani. Questo è il nostro approccio, altrimenti non lo faremmo neppure. Levighiamo queste canzoni come grandi successi, come si fa per esempio con Nel blu dipinto di blu. Che si fa? Non la si canta più solo perché l’originale è inarrivabile?».


Ragionando in termini di standard... quindi, la scaletta sarà composta solo da grandi successi o si troverà anche qualche chicca meno conosciuta?

«Qua e là ci sono scelte particolari. Mina è stato un mio riferimento sia musicale che umano, in un certo senso, come donna. Molto coraggiosa, capace di mettersi contro poteri forti, puntando i piedi anche nella Rai dell’epoca. Ci sono pezzi come Stile libero, che io adoro, e che pure magari non sono fra i più noti. Quindi sì ci sono anche tocchi del nostro gusto che attingono da capitoli meno conosciuti del canzoniere di Mina»

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