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SANREMO 1951

Pizzighettone nella storia del Festival

La prima edizione aperta da Achille Togliani e il Duo Fasani. in gara con una canzone di Locatelli e Ravasini dedicata al mercato del borgo

Elisa Calamari

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cfrancio@laprovinciacr.it

01 Marzo 2021 - 11:48

Pizzighettone nella storia del Festival

Togliani e il Duo Fasano

PIZZIGHETTONE (1 marzo 2021) - Domani inizierà il settantesimo Festival di Sanremo, la più importante manifestazione canora italiana che ha preso il via il 29 gennaio 1951 con alcune strofe dedicate al territorio cremonese. Tutto, infatti, è partito dal mercato di Pizzighettone. Durante la primissima edizione, organizzata nel salone delle feste del casinò ligure e vinta da Nilla Pizzi con Grazie dei fiori, in gara c’erano anche Achille Togliani e il Duo Fasano: chiamati sul palco da Nunzio Filogamo, hanno avuto l’onore di esibirsi per primi con un brano che ha tratto ispirazione proprio dalla cittadina murata in riva all’Adda.

«Signori e signore, benvenuti al casinò di Sanremo per un’eccezionale serata organizzata dalla Rai - sono state le prime parole del conduttore -, una serata della canzone. Premieremo, tra 240 composizioni inviate da altrettanti autori italiani, la più bella dell’anno». Il pubblico è seduto intorno a tavolini da vecchio café chantant e mentre gli spettatori cenano, ecco la musica: «C’è il mercato di Pizzighettone, ci son più di tremila persone, convenute dal monte e dal piano - cantano l’artista di Pomponesco e le sorelle gemelle torinesi Dina e Delfina Fasano -. Che schiamazzo, che gran confusion, ma la folla ondeggia e si sfolla, poi corre e s’affolla curiosa a guardar». Scritta da Aldo Locatelli e Domenico Ravasini, diretta dal maestro Cinico Angelini, la canzone ha da subito conquistato la giuria per il ritmo vivace e che invita al ballo. Tanto da risultare fra le cinque finaliste e da piazzarsi al quarto posto. Incisa il 13 febbraio dello stesso anno, ha dato lustro alla cittadina cremonese facendola ulteriormente conoscere in tutta Italia. «Il mercato di Pizzighettone all’epoca era davvero rinomato e molto frequentato - commenta Alberto Spelta, direttore del Corpo bandistico del borgo -. Purtroppo non mi risulta che gli autori della canzone l’abbiano mai proposta dal vivo in paese, noi come banda invece l’abbiamo riprodotta in alcune occasioni nella versione integrale».

Ancora oggi viene utilizzata come sottofondo musicale per video che raccontano il paese, e anche su Youtube la si trova accompagnata ad immagini dell’Adda, del Torrione, della cinta muraria pizzighettonese. Il vinile, da supporto 78 giri Cetra, è inoltre una vera ‘chicca’ per i collezionisti: è molto ricercato proprio perché rappresenta gli albori del festival della canzone italiana. Alla curiosità ha dato risalto anche la Pro loco di Pizzighettone, dedicando una piccola sezione del proprio sito web alla performance di Togliani e del Duo Fasano. Il brano simpaticamente racconta un tipico giovedì di mercato degli anni ’50 e ricorda anche un venditore in particolare, Dulcamara: «State a sentir, un liquore egli ha portato che i dolori fa scomparir - cantava ancora il trio sanremese - Non per mille, non per cento, ma per poco io ve lo do, è per tutti, per sani e malati, borghesi e soldati, vi posso giurar la mia nonna lo volle assaggiare, si mise a gridare Mi voglio sposar. Sentirete che magico effetto, che dolce diletto provar vi farà, cittadini di Pizzighettone comprate un flacone e tirate a campà». Ancora oggi il mercato locale, organizzato nella piazza di Gera, è uno dei più frequentati della provincia. Non con i numeri dell’epoca, ma di certo con l’orgoglio di essere stato il primo protagonista del Festival di Sanremo.

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