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Giovedì 22 Ottobre 2020

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TEATRO

Quando Ofelia e Amleto si amano a distanza su Zoom

Chiara Francini e Andrea Argentieri protagonisti della pièce di Berkoff diretti da Luigi De Angelis: lo spettacolo coprodotto dal cremonese Pierfrancesco Pisani ha debuttato all’Estate Veronese

Quando Ofelia e Amleto si amano  a distanza su Zoom

VERONA (29 settembre 2020) - «Selfone?» dice un’intenibile Chiara Francini e il produttore cremonese Pierfrancesco Pisani, il regista Luigi De Angelis e l’attore Andrea Argentieri si mettono in posa, sorriso e clic… «Poi lo posto», dice Francini soddisfatta del debutto veronese al Teatro Romano di «L’amore segreto di Ofelia» di Steven Berkoff, nella riscrittura di Chiara Lagani. Luigi De Angelis – regista dell’Orfeo metropolitano di due anni fa – ha giocato con cura e raffinatezza l’obbligo del distanziamento, affidandosi all’epistolario erotico fra Amleto e Ofelia, immaginato da Berkoff. La distanza epistolare fa a pugni con l’intensità erotica raccontata in quelle lettere che Chiara Francini (Ofelia) e Andrea Argentieri (Amleto) leggono/recitano a leggio. Quel testo scottante presuppone un contatto fisico che in tempi di Covid non è possibile e così la drammaturgia di Chiara Lagani s’inventa una cornice metateatrale: i due attori in pieno lockdown iniziano le prove via Zoom. Sulla scena due grandi schermi in cui Francini e Argentieri provano, si incontrano, lei non troppo convinta di quell’Amleto un po’ floscio e poco prestante, lui tutto preso dal ruolo ed anche un po’ intimorito.

Ciò che accade in scena è un rimpallo fra storia narrata e messa in scena, in un divertito ed elegante gioco iconico che Luigi De Angelis affida a tonalità e immagini che strizzano l’occhio a Frida Khalo. L’amore segreto di Ofelia è un lavoro elegante, che si interroga sulla distanza, sulla forza dell’amore che cresce dalla separatezza, che nella lontananza sembra potersi fortificare, che nella libertà che l’amante dà all’amato o all’amata si compie come atto di fiducia, ma anche desiderio. Quella distanza è la stessa che ci separa sempre e comunque dal desiderio e l’amore, Eros è la forza che ci spinge verso l’altra/altro, in cerca di una compiutezza che nel non realizzarsi è fiamma e realizzazione d’amore.

Tutto ciò ne «L’amore segreto di Ofelia» si compie con sfumature technicolor e con una controllata variatio dei toni: più compito, teatrale, impostato quello dell’Amleto di Argentieri, succube dell’esuberanza di un’Ofelia/Francini cui sta stretto il confinamento in convento e che in un entrare e uscire dal personaggio diverte e spiazza, pur non sottraendosi all’intensità del dire e del re-citare, quando la drammaturgia di Chiara Lagani lascia spazio al testo shakespeariano. Ma l’ingresso di Chiara Francini nei panni di una carnevalesca regina Gertrude di nuovo stravolge i toni e dice che non ci è concesso il privilegio di credere all’Amore segreto di Ofelia… ma solo a una rappresentazione di quell’amore destinato a non sbocciare. Francini si mangia la scena, chiama l’applauso e il sorriso del cremonese Pierfrancesco Pisani è quello del produttore che si immagina una lunga tournée anche in tempo di Covid e distanziamento sociale.

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28 Settembre 2020