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Lunedì 13 Luglio 2020

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IL COMPLEANNO

Gli ottant'anni di Mina: E allora sono tornata! Detenute si ispirano alla Tigre

Il regista Tindaro Granata sta allestendo uno spettacolo nel carcere di Messina: «Le sue canzoni parlano di libertà'

Gli ottant'anni di Mina:  E allora sono tornata! Detenute si ispirano alla Tigre

CREMONA (26 marzo 2020) - E allora sono tornata! - titolo liberamente tratto dall’ultimo album di Mina/Fossati – potrebbe esprimere il sogno dell’improbabile ritorno sulle scene della Tigre di Cremona, in occasione del suo ottantesimo compleanno. E allora sono tornata! è quanto vorrebbero sentire dire da Mina le detenute del carcere di Messina nel teatro Piccolo Shakespeare quando sarà possibile mettere in scena lo spettacolo dedicato alla grande cantante cremonese. Perché Mina ritorna per tutti ogni volta che la sua voce libera inonda i corridoi del carcere. E forse quel titolo potrebbe essere declinato al plurale: e allora siamo tornati in scena dopo lo stop da Coronavirus.

«Dalle colonne del giornale della città di Mina le detenute del carcere di Messina vorrebbero fare arrivare il loro augurio alla grande Mina, sperando in un suo messaggio per lo spettacolo che metteranno in scena al Piccolo Shakespeare, l’auditorium all’interno del carcere». È quanto racconta Tindaro Granata, attore e drammaturgo che, coadiuvato dall’aiuto regista Antonio Previti, con una decina di detenute ha lavorato sull’essere donna all’interno della realtà carceraria. Nel carcere messinese è stata creata La libera Compagnia del Teatro per Sognare, grazie ad un progetto sostenuto dalla Caritas diocesana di Messina con l’arcivescovo Giovanni Accolla che segue le detenute nel loro percorso di riscatto, con padre Nino Basile, direttore della Caritas, e che trova quotidianamente il supporto della direttrice dell’istituto Angela Sciavicco, del comandante della Polizia Penitenziaria Antonella Machì, e del presidente del Tribunale di sorveglianza Nicola Mazzamuto.

«È per realizzare un sogno che le mie attrici chiedono l’aiuto de La Provincia per fare gli auguri a Mina e regalarle lo spettacolo E allora sono tornata! – continua Tindaro -. Lo spettacolo è nato da un’idea: recuperare la femminilità, il fascino, l’essere donna. È una condizione che rischia di perdersi nel tempo senza tempo, nello spazio sempre uguale del carcere. Da qui l’idea di riproporre l’ultimo concerto di Mina alla Bussola nell’agosto 1978. Sono partito dalla scaletta di quel concerto per costruire insieme alle ragazze uno spettacolo in playback in cui i corpi delle attrici/detenute traducono con la propria mimica, trucco e parrucco, le emozioni, i gesti, la seduzione e la malinconia suggeriti dalla voce di Mina. Abbiamo realizzato un racconto emotivo in cui la voce inconfondibile della Tigre di Cremona trova corpo, nuovi corpi nelle detenute/attrici della compagnia.
«Il titolo E allora sono tornata! è rivolto anche a tutti i detenuti che frequentano il Piccolo Shakespeare, perché è un teatro vero e non sembra di stare in carcere, qui gli attori ritornano a sognare, a sperare, grazie anche ad una bella squadra artistica, formata dall’aiuto regia Antonio Previti, dall’attore Pippo Venuto, dalla coreografa Giorgia Di Giovanni, dalle detenute che si occupano anche delle luci e del suono, dalla costumista Francesca Cannavò con l’aiuto anche dell’istituto d’arte Basil e con il trucco affidato a Jo Rizzo e il parrucco di Carmelo D’Arrigo», spiega Daniela Ursino, ideatrice di tutto il progetto con l’Associazione D’aRteventi e direttrice artistica del teatro Piccolo Shakespeare.

«In E allora sono tornata! le attrici hanno un’età che va dai 24 ai 60 anni, ma per tutte Mina rappresenta un modello, un simbolo - sostiene Granata - .Vestire la voce di Mina con i loro corpi ha trasformato le mie attrici messinesi in vere dive, ha permesso loro di recuperare il loro essere donne. Per questo il titolo dello spettacolo e del laboratorio non è solo un omaggio alla Tigre di Cremona ma è un ritorno vivo, autentico del rapporto di ognuna di loro con la propria femminilità».
«Giorno dopo giorno il lavoro di Tindaro Granata e lo spettacolo E allora sono tornata! si sono arricchiti dell’anima di queste donne dal vissuto duro e impegnativo, intriso di conflitti enormi – afferma Daniela Ursino, -. Le protagoniste sono donne giovani, belle, desiderose di riscatto, desiderose di dimostrare che non sono quello che si presume possano essere, se pur con gli errori fatti, sono donne dai grandi sentimenti, sono madri private dei loro figli,lontane dai loro affetti, donne che lì dentro, non ricordano i gesti più semplici e quotidiani che facevano, e, oggi, con noi, in teatro e attraverso la voce e le emozioni che riesce a trasmettere un gigante di Donna e Artista come Mina, vogliono urlare .... E allora sono tornata!. Tindaro ha voluto vederle Dive a tutto tondo, truccate, luccicanti, con i tacchi, che in carcere non mettono mai, raccontare se stesse attraverso l’interpretazione in playback dei testi cantati da Mina. I testi delle canzoni sono stati scelti dalle detenute, ognuna di loro si è ritrovata in una canzone e da lì non è immaginabile cosa sia venuto fuori».

«Buon compleanno Mina», è l’augurio delle detenute attrici del carcere di Messina per l’ottantesimo compleanno della Tigre di Cremona, come inno alla femminilità riconquistata, tornata a vestirsi della voce della grande cantante per dire: «Siamo tornate, siamo donne, anche dietro le sbarre».

26 Marzo 2020