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CREMONA. CONCERTO-SPETTACOLO

Paolo Fresu e la favola tragica di Chet Baker

Il teatro Ponchielli veste i panni di un fumoso jazz club mentre parole e musica tessono la storia di un mito

foto: Zovadelli

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dduchi@laprovinciacr.it

24 Gennaio 2020 - 13:37

Paolo Fresu e la favola tragica di Chet Baker

CREMONA (24 gennaio 2020) - Dal bancone di un locale che sfoggia l’intera iconografia fumosa e a insegne luminose dei vecchi jazz club, prende il via la favola splendida e tragica di Chet Baker. Tempo di Chet, lo spettacolo che vede un trio capitanato da Paolo Fresu suonare per due ore mentre un gruppo di attori mette in scena la parabola umana e artistica di uno dei più iconici musicisti del Novecento, è andato in scena ieri sera al teatro Ponchielli. Il testo di Leo Muscato e Laura Perini fornisce agli attori del Teatro Stabile di Bolzano una lunga narrazione, che dai jazz club di Los Angeles, verina di talenti consacrati alla storia della musica (dove quel Salta su, James Dean!, urlato come un guanto di sfida dal palco a quel ragazzo del pubblico, si trasformò in uno spazio fisso settimanale per lo straordinario talento del giovane Chet) fino alla rovinosa caduta, fisica, prima ancora che metaforica, da una finestra di un hotel di Amsterdam nel 1988: la morte biologica e artistica di Baker. Stazioni di una vita fatta di maremoti esistenziali, straordinaria creatività e alcol, trionfi sui palchi di tutto il mondo e droghe. Dino Rubino al piano e Marco Bardoscia al contrabbasso, insieme alla tromba di Fresu tessono una trama che si fa scansione temporale, commento musicale che di Chet riprende alcuni dei più grandi classici ma regala anche musiche originali composte ad hoc per questo spettacolo. E talvolta – quando la tromba rimane sola – diventa bacchetta magica per spostare avanti e indietro le lancette del tempo. Al bancone, accanto a Baker, compaiono come fantasmi altri coprotagonisti dell’epopea jazz.

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