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CREMONA. IN CATTEDRALE

Jazz e note sacre, la bellezza sa essere spiazzante

La tromba di Bosso, l’organo di Caporali e il Coro di don Ghisolfi uniti in un dialogo a tre voci. La musica ha un volto allo stesso tempo familiare e disorientante, frutto di un «incrocio di mondi»

Daniele Duchi

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dduchi@laprovinciacr.it

04 Gennaio 2020 - 10:15

Jazz e note sacre, la bellezza sa essere spiazzante

Fabrizio Bosso durante il Concerto in Cattedrale

CREMONA (4 gennaio 2020) - Risuonano alte le note di una tromba dall’inconfondibile fraseggio jazz lungo la navata centrale della Cattedrale. Ed è da subito uno spaesamento stupefacente, capace di far incontrare atmosfere e mondi abitualmente lontani, stavolta miracolosamente tenuti insieme dai bassi profondi di un organo. Si è rivelato un felicissimo esperimento quello tentato dall’organista Fausto Caporali, dal Coro della Cattedrale diretto da don Graziano Ghisolfi con la complice collaborazione di Fabrizio Bosso, uno dei musicisti jazz italiani più blasonati a livello internazionale. Progettata da tempo e finalmente realizzata ieri sera, all’interno del ciclo di concerti natalizi ospitati in Duomo, la commistione fra musica jazz e musica sacra ha preso forma attorno a poco più di una decina di brani coincidenti con un viaggio dalla tradizione della musica nera, fino ai classici natalizi, qui riletti da un coro e una tromba spesso in diretto dialogo e costantemente abbracciati dalle voluminose note dell’organo della Cattedrale.

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