Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

INIZIATIVE

#DIRITTO DI CRITICA, le recensioni degli studenti de Il pipistrello

Daniele Duchi

Email:

dduchi@laprovinciacr.it

01 Gennaio 2020 - 18:06

#DIRITTODICRITICA, le recensioni degli studenti de Il pipistrello

CREMONA - Ecco le recensioni de 'Il pipistrello' degli studenti che hanno partecipato a ‘Diritto di critica’. Scegli quella che preferisci [VOTA]: le votazioni restano aperte fino a mercoledì 8 gennaio.

QUATTRONE ALICE (3 LICEO VIDA) - A sipario ancora chiuso le note dell'ouverture ci trascinano con la musica di Johann Strauss j. nello spirito di una delle operette più famose e rappresentate al mondo: "Il pipistrello", in scena al teatro Ponchielli nel giorno di Santo Stefano. I violini, splendidamente diretti dal maestro Fiorini, tracciano la melodia di un valzer che ci accompagnerà per tutta la rappresentazione e che ci immette subito nell'atmosfera della Vienna di fine '800. Piume, gioielli scintillanti e costumi dai colori sgargianti fanno da cornice a una vicenda in cui ognuno si presenta come altro da sé, nascosto dietro una maschera che solo nell'atto finale dell'opera verrà tolta. Così Gabriel Von Eisenstein nasconde i tradimenti nei confronti della moglie sotto la falsa identità di Marchese Renard e Adele sfugge alla sua misera condizione di cameriera assumendo il ruolo di un'artista di varietà. Si creano quindi equivoci, fraintendimenti e momenti comici, che culminano con la presenza iconica in scena di Corrado Abbati, nel ruolo del carceriere Frosch. Ottima la prova dei cantanti, a cominciare da Federico Bonghi che, nei panni di Alfred, amante di Rosalinde, ci propone in chiave ironica arie dalle più celebri opere, quali Turandot, Traviata e Boheme. Voce limpida e brillante quella di Mariska Bordoni nel ruolo di Adele, la cameriera, in particolare nell'aria dell'atto conclusivo. A dispetto di una trama forse un po' scarna, la compagnia di Abbati con la sua vivacità è riuscita a coinvolgere il pubblico cremonese: cantanti e ballerini sono scesi in platea invitando gli spettatori a danzare e a brindare con loro. L'interpretazione corale dell'aria dello champagne ha portato un messaggio di leggerezza e spensieratezza, che è caratteristica saliente dell'operetta e al quale il pubblico ha risposto con calore ed entusiasmo, anche a distanza di centocinquant'anni da quando "Il pipistrello" è stato composto.

RUSSO SILVIA ANDREA (4 LICEO MANIN) - Un Santo Stefano in compagnia di Johan Strauss, quello trascorso dal pubblico cremonese nella sala di un gremito Teatro Ponchielli. Affidato alla storica compagnia Corrado Abbati, Il Pipistrello, certamente la più celebre operetta del compositore austriaco, viene magicamente rievocato, con la propria brillantezza, in un allestimento che coniuga fasto e freschezza ad un’eterna dose di ottimismo. All’interno del vivace intreccio tipico della commedia degli equivoci, ricco di comiche incomprensioni ed accenni al metateatro, si snodano le avventure dei protagonisti: un signor Eisenstein vittima di una spiritosa vendetta, una Rosalinde alle prese con capricci amorosi ed una Adele in bilico tra frivolezza e sottile astuzia. Personaggi che, nella loro irrevocabile sottomissione alla filosofia mondana che li caratterizza, rasentano, a volte, la caricatura. Se il tono dell’intero spettacolo, in linea con il clima dell’assurdo, è volutamente sopra le righe, l’equilibrio tra verosimiglianza recitativa e finizione ha talvolta ceduto in favore di una poca credibilità, probabilmente indicazione di regia. La rottura della quarta parete, che ha trovato la sua più evidente manifestazione con la piacevole interazione tra pubblico ed attori in platea, ha rafforzato la brillantezza della messa in scena, contribuendo ad affievolire, tuttavia, l’illusione teatrale. Ammirevole l’agilità tecnica canora di Giovanna Iacobellis (Rosalinde) e Mariska Bordoni (Adele), affiancate da un Davide Zaccherini (Eisenstein) vocalmente meritevole, forse a tratti poco vero nella recitazione. Le incantevoli musiche di Strauss, rianimate e rinvigorite dall’ Orchestra Città di Ferrara, con la direzione di Marco Fiorini, sono colonna sonora dell’intero spettacolo, sottofondo alle performance canore ed alle esibizioni dell’ensemble del Corpo di Ballo Il Balletto di Parma. Indubbiamente, cuore della messa in scena è il re dell’operetta Corrado Abbati che, oltre a vestire i panni di regista, presta voce e volto al brillo carceriere Frosch. Di una viva e vera comicità sono le scene finali che lo vedono protagonista assoluto, quasi fossero una breve digressione che, per contenuto e tono meno esasperato, esulano dall’intreccio della vicenda. Leggero e piacevole, Il Pipistrello, forte di una spiritosa frizzantezza e di un’inaspettata attualità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400