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Domenica 08 Dicembre 2019

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GIALLO A PALAZZO

"Scrivere di Pepe è come fare un giro in Ferrari"

Carlos Zanón primo applaudito ospite ieri a palazzo Vidoni della seconda edizione della rassegna. A intervistare lo scrittore spagnolo Regina e Gualandris. Organizzano ConfCommercio e La Provincia

"Scrivere di Pepe è come fare un giro in Ferrari"

Il pubblico ieri all’Ascom

CREMONA (19 novembre 2019) - Come è stato tornare a scrivere di Pepe Carvalho, l’iconico detective creato e reso celebre da Manuel Vázquez Montalbán? Come se qualcuno mi avesse bussato alla porta chiedendo se avevo voglia di fare il giro dell’isolato con una Ferrari». Carlos Zanón, ieri sera primo ospite a palazzo Vidoni della nuova edizione della rassegna Giallo a Palazzo, organizzata da ConfCommercio in collaborazione con il quotidiano La Provincia, risponde così agli intervistatori Paolo Regina e Paolo Gualandris parlando del suo romanzo Carvalho – Problemi di Identità (pubblicato in Italia da SEM). Non volevo scrivere un libro come Montalbán – ha raccontato lo scrittore, affiancato dal suo editore italiano Riccardo Cavallero – e questa era un’occasione unica per lavorare con un grande personaggio. Non volevo scrivere copie o cloni di quei libri, in altre parole volevo ci fossero i miei fantasmi nel mio libro e non quelli di Montalbán: la gente se ne sarebbe accorta. Non ho studiato niente su di lui, non ho letto saggistica, ma mi sono limitato a leggere tutti i libri scritti da Montalbán, respirando quella atmosfera e capendo i suoi personaggi. La struttura del romanzo invece andava rispettata. La costante ricerca della verità, per esempio, che però nel suo rivelarsi è sempre una costante delusione: tutto questo si trova nei libri di Montalbán». Una scrittura vivida e sonante, quella di Zanón, che infatti conferma senza troppi giri di parole: «Per me la letteratura è musica. Chi legge un libro ascolta le parole scelte da uno scrittore, e il ritmo, e il suono che lui ha voluto mettere in quelle pagine». Da giallista dei nostri giorni, Zanón non ha dubbi sulla funzione del giallo nel ventunesimo secolo: «Credo che il giallo, o il noir se preferite, siano oggi la scusa per raccontare come viviamo e il mondo. Se leggiamo Markaris per esempio (altro autore di passaggio a Cremona solo un paio di settimane fa, ndr) leggeremo libri con la struttura di un giallo ma capaci di raccontare cosa sta accadendo in Grecia. Allo stesso modo leggendo Camilleri scopriamo come si vive in Sicilia. Per questo motivo in un giallo è molto più importante capire perché qualcuno ha ucciso piuttosto che scoprire come qualcuno ha ucciso». E poi c’è Barcellona, una Barcellona spesso sfigurata dal turismo e narrata in modo magistrale nel libro di Zanón: «Oggi Barcellona è una città più sicura. I catalani sono perdenti storici, abbiamo perso tutte le guerre. È una città più arrogante e classista di in tempo. Si respira aria di impotenza e disperazione, ma come la vivono i catalani, un popolo pacifico ma distaccato dal mondo, da quello che accade attorno a loro». Zanón e Montalbán si incontrarono una volta sola: Montalbán scriveva sul Pais, e Zanón lo volle incontrare per chiedere una recensione delle poesie che al tempo scriveva. 

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19 Novembre 2019