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Martedì 25 Giugno 2019

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MUSICA

Torresani, il bassista cremonese a San Siro con Vasco

Il concerto milanese del rocker di Zocca infiamma i fans, Andrea con lui sul palco

Torresani, il bassista cremonese a San Siro con Vasco

CREMONA (2 giugno 2019) - Primo bagno di folla a San Siro con Vasco Rossi, sabato sera, per Andrea Torresani, il musicista cremonese che anche quest’anno, dopo l’esordio al fianco del rocker di Zocca nel 2018, è stato chiamato a fare parte del gruppo del cantante per il tour estivo, Vasco Non Stop Live 2019. A darne l’annuncio, sulla sua pagina Facebook, era stato lo stesso Vasco, che aveva scritto: «Confermato Il Gallo al basso (al secolo Claudio Golinelli) che si alternerà sul palco con il ‘Torre’ Andrea Torresani, musicista di sostanza che già abbiamo ammirato lo scorso anno. Per il resto tutti confermati!». 

Per quanto riguarda il concerto, al quale hanno partecipato centinaia di cremonesi, è stato uno spettacolo clamoroso. Chi era allo stadio San Siro per la prima delle sei date milanesi del Vasco Non Stop Live 2019 condivide un segreto con migliaia di fedeli del rock, pellegrini arrivati da tutta Italia per urlare col Komandante. Lui inizia puntuale, appare sul gigantesco palco in una nuvola di fumo e luci alla Blade Runner, arriva da un altro tempo. Qui si fa la storia è il titolo della prima traccia e la promessa per le successive due ore e mezza. Per i primi minuti sembra di precipitare da un palazzo alto 11 piani, come il palco, Vasco spara in sequenza Mi si escludeva, 'Buoni o cattivi, La verità. Con Quante volte si riprende fiato ma dura un attimo, ci pensano Cosa succede in città e Cosa vuoi da me a far tremare i polsi. Vasco non è un reduce del rock, detta ancora la linea.

«Io sto male e te lo voglio urlare» grida in Vivere o niente, poi ruggisce nel microfono e sui maxischermo arriva il fuoco a sottolineare Fegato spappolato. Asilo Republic e La fine del millennio scivolano veloci seguendo il tono punk-rock assicurato in conferenza stampa. In un attimo si è al primo interludio, il pubblico da sold out (58mila persone) accoglie la voce di Beatrice Antolini (una polistrumentista che in postazione ha più braccia della dea Kali) e il lungo assolo di chitarra di Steve Burns che dialoga con le tastiere di Alberto Rocchetti.

Si ricomincia con Portatemi Dio e gli Spari sopra, il light designer Giovani Pinna sceglie il rosso per sottolineare il momento, mentre la regia di Pepsy Romanoff accompagna il Blasco con una narrazione per immagini che non supera mai (per fortuna) le sue parole. «Io no, non ti lascerò mai» canta rivolto al suo pubblico e al momento di Rewind scoppiano reggiseni come i fuochi d’artificio della chiusura. Qualcuno arriva sul palco, Vasco ne afferra uno, lo bacia e lo rilancia indietro ringraziando.

Vivere è una preghiera, Vasco si appoggia all’asta come in raccoglimento, è il suo inginocchiatoio. Il silenzio è interrotto solo dalla voce del venditore sugli spalti: «2 euro acqua». La nostra relazione, Tango (della gelosia), Senza parole gonfiano i cuori. Sally li scioglie tutti. Con Siamo solo noi appare sullo schermo un Vasco in versione 'Quarto stato del rock', lui in testa a guidare la sua gente come nel capolavoro di Pellizza da Volpedo. Canzone si fonde con una Vita spericolata piano e voce quasi sussurrata dopo il pugno allo stomaco dei decibel pompati da Frank Nemola (fiati), Andrea Torresani (basso), l’americano Matt Laug (batteria), Vince Pastano (chitarra e arrangiamenti) e il mitico Claudio 'Gallo' Golinelli (basso guest-star). «In bocca al lupo a tutti, ce la farete tutti» è la benedizione di Vasco ai fan e poi saluta chi si è goduto lo spettacolo dall’alto: Massimo Riva, suo amico e chitarrista scomparso proprio 20 anni. «Ciao Massimo, sei sempre con noi». Chiude Albachiara e stavolta perfino i venditori egiziani si fermano per cantare. Non c'è bis, non occorre, nessuno si lamenta. Vasco non ha dimenticato nulla.

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02 Giugno 2019