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Domenica 08 Dicembre 2019

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PIADENA

'La vita con una food blogger? Non sono solo rose e fiori...

Ecco il menù di Pasqua di Paola Collenghi, quasi mezzo milione di like su Facebook e autrice del blog Zenzero e Limone

'La vita con una food blogger? Non sono solo rose e fiori...

PIADENA (20 aprile 2019) - «Quando c’è una torta sul tavolo, mio marito e i miei figli non devono azzardarsi a toccarla. Magari fino al giorno dopo. Le preparazioni non vanno assaggiate, prima bisogna fotografarle. E se un piatto piace, i miei famigliari sanno già che difficilmente lo mangeranno ancora, perché amo sperimentare sempre ricette nuove». La vita con una food blogger, racconta con il sorriso Paola Collenghi, piadenese, insegnante, autrice di Zenzero e Limone (quasi mezzo milione di like su Facebook), «non è tutta rose e fiori come si pensa nell’immaginario collettivo».

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Abbiamo capito che bisogna avere un po’ di pazienza. «Anche gli amici lo fanno, quando porto un dolce in tavola sanno che ci sarà una fetta già tagliata. Ma non si lamentano. Anch’io faccio sacrifici. Per esempio, se preparo la pasta, prima la servo a loro. Io fotografo con calma la mia porzione che diventa fredda».

Sacrifici per modo di dire, naturalmente, perché stiamo parlando di una grande passione. Quando è nata? «Ho incominciato nel 2012, in maggio. All’inizio per gioco e senza grandi competenze informatiche. Mi sono iscritta sulla piattaforma di Giallo Zafferano (un sito specializzato molto popolare), ho ricevuto un supporto estremamente professionale e il blog ha subito avuto successo».

Quella della cucina è una passione che ha sempre avuto o è un interesse nato nel tempo? «Prima di sposarmi non avevo praticamente mai cucinato. Forse nemmeno un uovo sodo. La necessità mi ha portato in cucina. Compravo riviste, chiedevo a mia mamma le ricette di famiglia. Ho visto che mi piaceva cimentarmi ai fornelli, volevo sempre provare ricette nuove. Nel cercare continuamente spunti per preparare piatti diversi, ho pensato di poter creare qualcosa io ed è nato Zenzero e Limone».
Quanto tempo dedica al blog? «Molto. Con il passare degli anni ho chiesto il part time nella scuola in cui insegno per poter gestire tutto».

Non ci si improvvisa food blogger, come si potrebbe pensare. «All’inizio era un hobby, ma ormai è diventato un secondo lavoro. Non basta cucinare. Anzi, quell’aspetto è forse la fase che mi richiede meno tempo. Capita di impiegare anche un paio d’ore nel costruire una fotografia. Bisogna tenere presente che le persone non possono assaggiare, diciamo che mangiano con gli occhi. Se quello che preparo non ha un aspetto invitante, nessuno clicca. Bisogna anche dire che lo staff di Giallo Zafferano è eccezionale nel seguire i blogger. Non ci fossero loro, sarebbe necessario essere ancora più sul pezzo anche per quanto riguarda aspetti tecnici e normativi».

Quanto sono importanti i social? «Fondamentali. Dal punto di vista della mia attività, nell’ordine, il più importante è Facebook, seguito da Pinterest e Instagram. Ho anche un profilo Twitter, ma è marginale. Per quanto mi riguarda conta molto anche il traffico che si definisce organico, ovvero chi arriva direttamente sul sito senza passare dai social. Si impara quindi a realizzare contenuti ben indicizzati, sempre aggiornati, in modo da comparire sempre nelle prime posizioni nei motori di ricerca».
Il nome del blog è una scelta strategica, legata alla moda che vuole lo zenzero presente ovunque? «No, nel 2012 non era così di moda. Lo zenzero mi è sempre piaciuto moltissimo. In cucina è spesso associato al limone e così ho scelto il nome del blog. Diciamo che il fatto che lo zenzero sia diventato così popolare ha aiutato ad incrementare il successo del blog».

20 Aprile 2019