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Sabato 17 Agosto 2019

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Diritto di critica, le recensioni degli studenti di Parsons Dance

Diritto di critica, le recensioni degli studenti di Parsons Dance

CREMONA - Parsons Dance al Ponchielli. Ecco le recensioni dei ragazzi che hanno partecipato a ‘Diritto di critica’. Scegli quella che preferisci [VOTA]: le votazioni restano aperte fino a giovedì 7 febbraio.

BATTISTA ROCCO WALTER - Il 25 gennaio ’19 è andato in scena il primo spettacolo della 31’ edizione della rassegna dedicata alla danza del Teatro Amilcare Ponchielli, il pubblico era molto numeroso, formato soprattutto da ragazzi e allievi provenienti dalle scuole di danza della provincia cremonese. I primi a rompere il ghiaccio sono stati i ballerini della rinomata compagnia “Parsons Dance” fondata dal coreografo David Parsons e il direttore delle luci Howell Binkley. i ballerini: Zoey Anderson, Justus Whitfield, Deidre Rogan, Shawn Lesniak, Henry Steele, Joan Rodriguez, Katie Garcia e Sasha Alvarez hanno ballato su 5 coreografie dal repertorio immenso della compagnia , tra cui alcune anche in anteprima mondiale ed europea. Purtroppo prima dell’inizio dello spettacolo è stata annullata la coreografia “Whirlaway” a causa dell’ infortunio di un ballerino. Si parte con “Round My World”, coreografia molto semplice nella struttura dove i ballerini hanno intepretato tracce elettroniche accompagnate da violoncelli composte da Zoe Keating, le quali hanno contribuito alla creazione di un’atmosfera ipnotizzante per lo spettatore, evidenziando il lavoro impeccabile fatto nelle scelte musicali per tutte le coreografie. A seguire “Hand Dance” coreografia (quasi) interamente al buio, eccetto le mani, le quali al ritmo di una musica incalzante, danzavano protagoniste come se avessero un corpo tutto loro, creando visioni suggestive. Nella terza coreografia, in anteprima europea, “Microbust”, i ballerini hanno ballato su una musica indiana, che ha evidenziato la loro bravura ed energica espressività. Nota positiva anche per i costumi disegnati da Barbara Delo. Penultima coreografia e forse migliore della serata “Caught”, dove la ballerina Zoey Anderson si è esibita in un assolo, accompagnata dai synth del brano “1984” di Robert Fripp. I suoi movimenti venivano percepiti come fotogrammi di un film grazie all’effetto delle luci stroboscopiche. Ultima coreografia dello spettacolo è “Eight Woman”, tributo alla cantante soul deceduta quest’anno Aretha Franklin, che ha coinvolto emotivamente tutto il pubblico nel teatro. Un buon modo per iniziare questa stagione di spettacoli, con la Parsons Dance che ha regalato uno spettacolo emozionante e coinvolgente.

PARMA MADDALENA - La stagione di danza al Teatro Ponchielli apre con lo spettacolo della celebre compagnia Parsons. La serata si è svolta venerdì 25 Gennaio. La compagnia ha messo in scena Round my World, Hand dance, Eight Women, Microburst e Caught rinunciando a Whirlaway, a causa di un infortunio tra il corpo di ballo. Il corpo di ballo includeva Zoey Anderson, Justus Whitfield, Deidre Rogan, Shawn Lesniak, Henry Steele, Joan Rodriguez, Katie Garcia e Sasha Alvarez. Coreografie di David Parsons e luci di Howell Binkley, i cofondatori della compagnia newyorchese. Parsons crea un connubio tra coreografie ispirate a tradizioni antiche, come Microbrust su musica classica indiana, e estrema modernità grazie a dinamismo e giochi di luce, come in Caught. Quest’ultimo pezzo è stato eseguito egregiamente da Zoey Anderson, con un’espressività e una forza estremamente coinvolgenti, riuscendo a stupire il pubblico, il quale ha particolarmente apprezzato questa performance. Qui il lavoro tecnico sulle luci, ad opera sia di Parsons che di Binkley, gioca un ruolo fondamentale, creando un effetto di sospensione, grazie alla luce stroboscopica. Le luci risultano estremamente efficaci e creative anche in Hand Dance, dove il palco completamente buio viene attraversato da un fascio di luce che illumina soltanto le mani dei ballerini. L’intera coreografia è svolta esclusivamente dalle mani, intrecciate, sinuose, energiche e ammalianti, dimostrando che spesso il minimalismo, portato all’estremo in questa coreografia, può essere stupefacente. Lo spettacolo è stato aperto da Round my World, coreografia ideata sul concetto di “cerchio”, figura costante e protagonista nella coreografia. La musica composta da Zoe Keating trasmette efficacemente la grande emotività del pezzo, ricercata da Parsons. Questa coreografia infatti vuole rappresentare la connessione di una generazione globalizzata, secondo quanto dice lo stesso coreografo. Lo spettacolo si è concluso con l’anteprima mondiale Eight Women. Sulla musica di Aretha Franklin il coreografo Trey McIntyre gioca eliminando il ruolo maschile e femminile, scambiando posizioni nelle prese, e creando un’atmosfera divertente. Coreografia caratterizzata da vivacità, dinamismo, forza e velocità. Anche quest’ultimo brano è stato apprezzato dal pubblico, tanto da spingere gli artisti a divertirsi tutti insieme a fine spettacolo, sugli applausi degli spettatori, lanciandosi in salti acrobatici e pirouettes.

PASQUETTI SOFIA - Il 25 gennaio si è svolto al Teatro Ponchielli lo spettacolo “Parsons Dance” nell’ambito della rassegna di danza 2019, che ha registrato il sold-out. “Parsons Dance” è una compagnia fondata e diretta da David Parsons, coreografo noto in tutto il mondo, che è riuscito a portare sul palco energia e positività, grazie anche alle capacità tecniche del corpo di ballo, formato da Zoey Anderson, Justus Whitfield, Deidre Rogan, Shawn Lesniak, Henry Steele, Joan Rodriguez, Katie Garcia e Sasha Alvarez, che hanno reso possibile la rappresentazione di uno spettacolo ricco di effetti scenografici curati dal lighting designer Howell Binkley. Il direttore artistico ha deciso di non introdurre nello spettacolo alcuna scenografia, per dare maggior risalto alle capacità dei ballerini, che si sono dimostrati molto concentrati e consapevoli in ciò che facevano. Ad aprire la rappresentazione è stata “Round my world” interpretata da sei ballerini che hanno trasmesso grande dinamismo nei movimenti con coreografie ipnotiche. A seguire “Hand dance”, divertente performance che ha visto come protagoniste le mani dei ballerini che, nel buio del palco, hanno creato suggestive immagini accompagnate da musiche di Kenji Bunch. La terza coreografia portata sotto i riflettori del Teatro è stata “Microburst”, un’anteprima europea eseguita da 4 ballerini su musiche tribali, caratterizzata da forza e disciplina. Molto applaudita è stata poi “Caught”, una delle coreografie che meglio esprimono il mood della compagnia, in cui vi è l’immagine di una perfetta sincronia tra luce e movimento: la ballerina esegue volteggi investita da rapidi flash di luci stroboscopiche che dando l’idea di un corpo completamente fermo in aria, in posizioni distanti nello spazio. A chiudere il primo spettacolo della stagione è stato “Eight Women” che, accompagnato dalle travolgenti canzoni di Aretha Franklin, ha suscitato grande entusiasmo e coinvolgimento del pubblico. Non è stato però possibile assistere a “Whirlaway”, coreografia realizzata su una base jazz, a causa dell’imprevisto infortunio di un ballerino. Ciò che Parsons Dance comunica è un mix di emozioni che lascia lo spettatore con il fiato sospeso, trasportandolo in un viaggio attraverso universi vari. 

RAIMONDI BENEDETTA - È una sfida alla gravità che si serve di corpi e luce quella lanciata dallo spettacolo “Parsons Dance” dell’omonima compagnia lo scorso venerdì 25 gennaio al Teatro Ponchielli. E non è un caso che la compagnia nasca dal connubio tra la creatività del coreografo David Parsons e le visioni del lighting designer Howell Binkley, tessitori di una trama che si dirama secondo le parole d’ordine “corpo” e “luce”, appunto. Lo spettacolo ha proposto una serie di coreografie di repertorio, a cui si sono aggiunte creazioni in anteprima come Microburst e Eight Women. Questo mix è stato certamente causa della numerosa affluenza in teatro, che ha visto un pubblico entusiasta e partecipe, complice anche la breve durata: 70 minuti, formula vincente per mantenere un elevato coinvolgimento sino alla conclusione. I giochi si sono aperti con Round My World, coreografia sospesa, la cui fluidità si deve alla ricerca continua della figura del cerchio, perseguita attraverso corpi che si intrecciano utilizzando principalmente la parte superiore del busto, con braccia sempre in movimento e quasi malleabili, costantemente proiettate verso l’alto, oltre la gravità. Molto presto la coreografia si trasforma in una danza ancestrale le cui sonorità convergono ad accentuare un gioco di doppi che sgorga dalle ombre proiettate dai corpi in movimento sul fondale del palcoscenico. Ma questa vita che mostra la sua energia giunge al parossismo con l’arrivo del richiestissimo pezzo Caught, in cui la danzatrice rimane sospesa in aria grazie allo spettacolare utilizzo di luci stroboscopiche: il movimento è catturato e dissezionato come nelle prime immagini cronofotografiche, in una lotta tra la vita e la morte in cui la stasi e il moto si dimostrano vicendevolmente necessari per rendersi visibili. Lo spettacolo si perde nel finale, le cui coreografie sulle musiche di Aretha Franklin sono sicuramente accattivanti per il pubblico, ma di ben minore creatività e di stampo quasi scolastico, non reggendo le aspettative che la prima parte aveva creato. Sarebbe stata probabilmente necessaria la chiusura originariamente prevista, che non ha potuto essere eseguita a causa dell’infortunio di un danzatore; forse più degno coronamento di questo inno alla vita, in cui il movimento vince sulla stasi, e il corpo sul buio, annunciando con energia il suo personale “ex tenebris vita”.

REGONASCHI GAIA - Al Teatro Ponchielli, il 25 Gennaio, è andato in scena il primo spettacolo della stagione di danza. Questo inizio ha riscosso immediatamente il favore del pubblico che ha partecipato numeroso. Ad esibirsi la compagnia Parsons Dance, nata nel 1985, per opera del grandioso coreografo David Parsons e del creativo lighting designer Howell Binkley. Sul palco Zoey Anderson, Justus Whitfield, Deidre Rogan, Shawn Lesniak, Henry Steele, Joan Rodriguez, Katie Garcia e Sasha Alvarez, ballerini atleti eccezionali dotati di grande virtuosismo. Le musiche di Zoe Keating, Kenji Bunch, Avirodh Sharma-Tabla, Robert Fripp e Aretha Franklin di diversa ispirazione hanno proiettato lo spettatore da atmosfere classiche eseguite da archi a quelle più esotiche derivanti dalla cultura indiana. Scenografie semplici che spaziavano dal completamente nero alla proiezione delle ombre degli interpreti hanno permesso così al pubblico di concentrarsi esclusivamente sulla coreografia. Lo spettacolo molto piacevole ha trasmesso gioia e vivacità con un pubblico, che ha reagito entusiasta e sorpreso dalle evoluzione degli atleti. Con il primo balletto salta agli occhi la grande coordinazione e la fisicità dei ballerini esaltata da costumi minimali, disegnati da Emily DeAngelis. Subito dopo il pubblico si è divertito con Hand Dance, un’ esibizione caratterizzata dalle sole mani dei ballerini, messe in risalto da un fascio di luce calda: le mani “danzavano” sulla musica frenetica di Kenji Bunch. Un’atmosfera completamente sconosciuta piomba sul pubblico durante Microburst (anteprima europea), una danza indiana realizzata con movimenti scattanti e posture tipicamente orientali. Nella performance Caught, richiestissima e creata per lo stesso Parsons nel 1982, la danzatrice solo sul palco appare sempre sospeso in aria grazie ad un eccezionale gioco di luci. Il pubblico è rimasto a bocca aperta ed ha applaudito ininterrottamente per vari minuti. Gran finale sulle note dell’eccezionale brano “You Make Me Feel” di Aretha Franklin, durante il quale gli atleti hanno eseguito delle vere e proprie acrobazie mettendo in mostra le loro capacità. Il pubblico non ha mancato di manifestare la propria approvazione. Spettacolo straordinario, e siamo solo all’inizio! Prossimo appuntamento il 26 Febbraio con i Chicos Mambo.

VILLA SOFIA - E’ stato un evento esaltante la performance andato in scena nel gremito Teatro Ponchielli la sera del 25 Gennaio dalla compagnia americana “Parsons Dance”. Il cast è composto da ballerini cubani e americani: Zoey Anderson,Yustus Whitfield, Deidre Rogan, Shawn Lesniak, Henry Steele, John Rodriguez, Kate Garcia, Sasha Alvarez. La nascita della compagnia è opera dell’esperienza del coreografo David Parsons. Il primo balletto introduce pacatamente la danza tra ballerini che si muovono su un sottofondo musicale lineare e delicato per poi condurre lo spettatore in un crescendo incalzante e continuo. Lo spettacolo prosegue con “Caught”, rappresentazione sempre attuale e coinvolgente, su musiche di Robert Fripp, dove, grazie ad un effetto di luci strobo si ottiene un’ alternanza di terra e aria che coincide con momenti di buio e di luce. Il corpo del ballerino sembra sospeso nell’aria nei momenti di luce, per poi sparire nel buio. Questa particolare tecnica crea tra il pubblico un’atmosfera magica e coinvolgente a tal punto da essere trascinato all’interno del balletto stesso, quasi convincendosi di poter imitarlo. Stupefacente e di grande intensità è stato il balletto “Hands dance” ovvero la danza delle mani. Per ottenere questa coreografia i ballerini, vestiti di nero, scompaiono in un fondale scuro, dove solo le mani sono illuminate e prendono vita. La performance è accompagnata da una musica vivace e articolata e le sole mani interpretano un movimento ondulatorio, a scatti e rotatorio. Tutto ciò crea un gioco in cui le mani sono le uniche interpreti della musica fino a diventare ballerine. “Microburst”, in anteprima europa, non affascina per una scenografia fastosa e ricca, ma per il minimalismo dei costumi, simili sia per l’uomo che per la donna, ma bensì per l’armonia, la flessuosità e la drammatizzazione dei corpi che esprimono sentimenti. Le percussioni e i tamburi utilizzati per scandire i movimenti dei ballerini in una danza che potrebbe essere tribale, basata su movimenti liberatori, ma interpretata in un modo del tutto personale, che comunicano allo spettatore l’eco di una cultura diversa dalla nostra, portandolo in un universo solo apparentemente lontano. La musica di Aretha Franklin è stata il leitmotiv del balletto “Eight women” in cui è esplosa trascinando i ballerini in una danza piena di pathos ed articolata in movimenti veloci ma dolci e ricchi di poesia.

ZAVA MARTINA - Venerdì 25 gennaio, presso il Teatro Amilcare Ponchielli, è andato in scena lo spettacolo della compagnia newyorkese Parsons Dance. L’esibizione presentata dà inizio al progetto “Rassegna Danza 2018/2019” e inoltre è il primo spettacolo dell’Italy Tour 2019 della compagnia. La presenza del pubblico era prettamente femminile, è stato necessario aprire anche la galleria data l’alta richiesta di partecipazione. Il nome della compagnia nasce dal suo coreografo David Parsons, affiancato da Trey McIntyre per la coreografia “Eight Women”; Howell Binkley ha cura degli effetti scenografici e luci. A causa di un infortunio di uno dei ballerini, la scaletta ha visto l’esecuzione di 5 balletti invece che 6, i danzatori sono: Zoey Anderson, Justus Whitfield, Daidre Rogan, Shawn Lesniak, Henry Steele, Katie Garcia. I costumisti in ordine di balletto sono: Emily DeAngelis, David Parsons, Sylvie Rood, Barbara Delo e Judy Wirkula. Lo spettacolo presentato è stato mozzafiato, 1 ora e 40 minuti sono passati in modo talmente veloce da sembrare solamente 10. Le coreografie, tra loro molto diverse, hanno mosso nello spettatore diverse emezioni: allegria, stupore e incredulità. Il tributo ad Aretha Franklin ha fatto ballare con gli occhi anche il pubblico che lo stava guardando, che visibilmente alla fine di ogni balletto si apriva in un boato di applausi. L’esibizione presentata è stata un crescendo di energia, linee e passi apparentemente semplici si sono trasformati poi in balletti sempre più complessi, ritmati ed energici come “Microburst” e “Eight Women” dove le luci e colori si sono alternati per creare un’esperienza unica per lo spettatore, qualcosa di innaturale e mai visto prima. “Hand Dance” è un balletto unico nel suo genere, dove chi guarda si aspetta l’apparizione di uno dei ballerini, ma interamente formato dai movimenti delle mani dei danzatori. Precisi e in sincronia tra loro per rendere l’esibizione divertente, leggera e sorprendente. La precisione dei movimenti risulta lampante: attraverso la loro precisione si avvertono le ore intense di studio e dedizione che questi danzatori hanno dedicato per far sì che l’esibizione risultasse un vero e proprio capolavoro, e così è stato. Infine lo spettacolo è stato un vero successo, il feedback del pubblico è stato positivo e nonostante l’assenza di un balletto, l’esibizione è risultata magica.

30 Gennaio 2019