L'ANALISI
29 Marzo 2026 - 09:20
CREMA - Purtroppo, l’albero della vita è sempre più rinsecchito. Una metafora che rende l’idea di quanto le nascite siano sempre meno frequenti anche in città: 185 i bambini venuti al mondo nel 2025, erano stati 211 nel 2024, 216 due anni prima, 255 nel 2022 e 278 nell’annata post Covid. Insomma, in 60 mesi si sono persi 100 bimbi, testimonianza di una crisi che ha tra le cause ragioni sociali, ma anche economiche, come il vertiginoso incremento del costo della vita dell’ultimo quinquennio.
Basti pensare alle rette degli asili nido, a fronte di stipendi che faticano a prendere quota.
L’anno in corso non lascia presagire un’inversione di tendenza: a gennaio sono nati solo nove bambini da mamme residenti in città.
Nonostante questo inverno demografico sempre più gelido, l’entusiasmo per i nuovi arrivi non viene meno e ieri mattina si è celebrata l’ormai tradizionale ricorrenza dell’albero della vita, promossa dal Comune, con il Parco del Serio e il Movimento per la vita.
Da alcuni anni la cerimonia simbolica, che prevede la piantumazione di un giovane fusto, in questa occasione un Ginkgo biloba, si svolge nell’area verde di via IV Novembre, a fianco della passerella ciclo-pedonale Bettinelli.
Presente un buon numero dei 185 bimbi classe 2025, molti accompagnati da entrambi i genitori e anche da qualche nonno.
Il sindaco Fabio Bergamaschi, con gli assessori Giorgio Cardile, Franco Bordo ed Emanuela Nichetti, ha accolto i partecipanti, insieme al presidente del parco del Serio Basilio Monaci.
Con loro anche alcuni studenti e docenti dell’istituto Stanga di Crema e i rappresentanti del Movimento.
L’area della passerella è ormai diventata il simbolo delle nuove generazioni cremasche e l’invito rivolto ovviamente ai genitori è quello a portare periodicamente i loro figli nel parco lungo il Serio: «Così potranno vedere di persona i giovani alberi crescere con loro e quando saranno più grandicelli verranno poi a trovarci alla Festa dell’albero in piazza Duomo», ha aggiunto Monaci.
Il sindaco ha ricordato «il compito delle istituzioni di fornire i servizi necessari, per agevolare le coppie ad avere figli, in una fase storica dove cambiamenti sociali e condizione economica stanno rendendo più difficile formare una famiglia rispetto al passato».
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