L'ANALISI
29 Marzo 2026 - 09:15
Nel riquadro il prefetto Antonio Giannelli
CREMA - Di numeri preferisce non parlare, almeno per il momento, rinviando la statistica alla sede istituzionale. Ossia il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza.
Ma il messaggio è chiaro, forse più di una fredda percentuale. Anche perché la valutazione arriva da un alto funzionario, che ha ormai abituato a non abbandonarsi a facili entusiasmi.
«L’attenzione al contrasto dei furti, nell’area di Crema, sta producendo risultati positivi». Vale a dire quelli sperati elaborando il ‘giro di vite’, attuato sin dall’autunno.
«Positivi», certo; ma Antonio Giannelli, dal settembre del 2024 prefetto di Cremona, non sembra aver nessuna intenzione di cullarsi sugli allori.
«Da parte nostra, dobbiamo comunque proseguire; mentre, per quanto riguarda i cremaschi, l’invito è sempre lo stesso: segnalare al numero d’emergenza 112 qualsiasi movimento sospetto». Insomma, non «abbassare la guardia».
E se l’ultima rilevazione diffusa dagli uffici cremonesi del governo, a settembre, attestava in riva al Serio una contrazione del 3% dei reati rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, i beninformati assicurano che i primi tre mesi del 2026 abbiano fatto registrate un trend ancora più confortante e in particolare sul versante delle contromisure alle incursioni delle bande che, calando dalle province limitrofe (Milanese in testa), saccheggiano ville e appartamenti.
Vero è che i servizi mirati, sia da parte della polizia sia sul fronte dei carabinieri (questi ultimi hanno assestato una lunga serie di colpi alle gang nelle ultime settimane), hanno eretto una sorta di barriera.
Se infatti il comprensorio si è protetto da tempo attraverso l’installazione dei cosiddetti varchi elettronici, le 155 videocamere che, annualmente, vegliano sul transito di una media di 195 milioni di veicoli lungo le principali strade cremasche, generando non meno di 14mila allarmi giornalieri.
Per alert s’intendono le segnalazioni in tempo reale dei passaggi di auto rubate, il mezzo prediletto, in passato, da chi sconfinava per mettere a segno le razzie.
I professionisti delle chiavi false sono di recente ricorsi a nuovi stratagemmi. In particolare, all’impiego di vetture a noleggio, così da ‘bucare’ il sistema di sicurezza durante le incursioni.
Tanto, che pure le pattuglie hanno modificato le strategie d’intervento, concentrandosi proprio sui veicoli intestati a società di car rental.
E giusto a bordo di auto di questo tipo, fermate nel corso dei controlli intensificati non solo dopo il tramonto, gli equipaggi della Compagnia di Crema hanno recuperato veri e propri kit da scassinatore.
Nel contempo, a dar manforte alle investigazioni, sui saccheggi ormai compiuti, provvedono anche le immagini fornite dalle 500 telecamere comunali, disseminate nel Cremasco e che la società partecipata dalle amministrazioni locali, Consorzio.It, ha ormai censito con l’obiettivo di metterne in rete le potenzialità, così da rendere la vita ancora più complessa a chi scelga la provincia come terreno di caccia ai contanti lasciati nei cassetti delle scrivanie di casa, o ai gioielli di famiglia.
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