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Due cuori e un rene: «Questo si chiama amore»

La moglie ha donato l'organo al marito e ora in tandem girano l’Italia come testimonial dell’Aido

Elisa Calamari

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29 Marzo 2026 - 05:20

Due cuori e un rene: «Questo si chiama amore»

Maurizio e Giovanna insieme ai volontari e ai rappresentanti di Aido, Avis, Croce Rossa e Admo

PIZZIGHETTONE - Maurizio Vanucci e Giovanna Cursi, coniugi romagnoli che insieme hanno creato il progetto DueCuoriUnTandem, sono stati protagonisti venerdì sera nella sala culturale di via Garibaldi: hanno portato la loro testimonianza, di rinascita e coraggio, su iniziativa di Aido, Avis, Croce Rossa e Admo. Maurizio, affetto da malattia ai reni, ha ricevuto un organo sano dalla moglie Giovanna. E da allora pedalano in coppia su e giù per l’Italia, per sensibilizzare sull’importanza della donazione di organi. Ad invitarli a Pizzighettone è stato in particolare Giancarlo Bissolotti, presidente di Aido che ha introdotto il loro racconto.

Maurizio ha spiegato con lucidità il peso di una diagnosi arrivata troppo presto: rene policistico, scoperto a soli 19 anni, con una prospettiva purtroppo chiara e inevitabile, quella della dialisi. «Sapevo cosa mi aspettava – ha spiegato – perché lo avevo già visto in famiglia». A Giovanna non ha mai nascosto il suo problema. E lei non si è certo spaventata: «Ho scelto lui, e tutto ciò che faceva parte della sua vita». Parole semplici, ma profonde e reali. A dargli un’opportunità di rinascita e una speranza di vita differente è stata proprio lei.

Dopo il trapianto, per entrambi è cominciata una seconda vita, ancora più intensa e bella di quella vissuta precedentemente. Ed è per questo che si sentono quasi in dovere di raccontare ed esortare al dono. Hanno scelto di farlo con il tandem perché per pedalare in due contemporaneamente «bisogna capirsi, aiutarsi, trovare equilibrio e condividere la stessa direzione».

Hanno percorso oltre 1.500 chilometri ed è già in cantiere un nuovo viaggio: «Siamo stati contattati dal presidente di Aido Lombardia che ci ha chiesto, in settembre, di pedalare lungo Friuli, Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna – ha spiegato Maurizio -. Dobbiamo solo decidere da dove partire. In maggio invece apriremo una raccolta fondi per l’ospedale di Cesena, che è anche centro grandi ustionati». I presenti hanno auspicato che, nell’ambito di questi progetti, possa esserci anche una tappa (stavolta proprio in tandem) a Pizzighettone.

All’incontro di venerdì hanno preso parte anche il presidente di Avis Pizzighettone, Stefano Fedeli, e il presidente della sezione locale della Croce Rossa, Parvesh Singh. Per l’Aido oltre a Bissolotti c’era il presidente provinciale Francesco Pietrogrande, che ha sottolineato come la cultura del dono debba essere alimentata quotidianamente. Perché circa ottomila persone in Italia sono ancora in attesa di trapianto. A Pizzighettone si registra una percentuale di adesione alla donazione di organi e tessuti (esprimibile in sede di rinnovo della carta d’identità) attorno al 63%.

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