L'ANALISI
28 Marzo 2026 - 19:30
CREMONA - Cosa ci rende umani? È una domanda antica quanto l’uomo stesso, e attorno a questa riflessione cruciale il Liceo Manin di Cremona ha costruito la XII edizione della ‘Notte nazionale del Liceo Classico’. Venerdì sera, l’istituto di via Cavallotti ha aperto le sue porte per una manifestazione ormai diventata una tradizione primaverile per la città, trasformandosi in un vivace palcoscenico dove il concetto di ‘Humanitas’ – ispirato al celebre adagio terenziano ‘Homo sum, humani nihil a me alienum puto’ – è stato declinato in tutte le sue molteplici sfaccettature.

Non si è trattato solo di un evento accademico, ma di una vera festa della bellezza e della cultura, come l’ha definita la dirigente scolastica Maria Grazia Nolli. «Questa è una festa che veicola gioia, passione per l’antichità classica, ma anche la gioia di vivere – ha spiegato – perché parliamo di Humanitas, il cui concetto cardine è la dignità della vita umana». E i ragazzi hanno risposto con entusiasmo, animando corridoi e aule in orari insoliti, dalle 17.30 fino alle 23, accogliendo non solo i compagni ma anche adulti, ex allievi e semplici cittadini.

I docenti, insieme agli studenti divisi in gruppi di lavoro, hanno orchestrato una serie di appuntamenti che hanno spaziato dalla letteratura alla storia, dal teatro alla riflessione civile. Saccheggiando il repertorio letterario antico in un florilegio di testi, la serata ha anche riscoperto il legame speciale con un giovane Pier Paolo Pasolini, che fu allievo del Manin negli anni ’30.

A rendere l’evento ancora più partecipato, le testimonianze dirette dei ragazzi sui laboratori culturali del progetto ‘Piccolo Caffè Torriani’ e sul toccante ’Treno della Memoria 2026’ a Dachau, Monaco e Norimberga, a dimostrazione di come lo studio dei classici possa dialogare con la storia più recente e con l’impegno civile.

«Una serata speciale per vivere il classico… fuori dall’orario scolastico». Letture, performance, musica e momenti condivisi hanno accompagnato l’apertura serale del Liceo Vida alla cittadinanza. L’invito, aperto a studenti, famiglie, docenti e curiosi, è stato pensato come momento per «far scoprire quanto il classico sia ancora vivo, attuale e capace di parlare a tutti».

L’obiettivo era duplice: da un lato, valorizzare un indirizzo di studi spesso considerato ‘antico’ ma in realtà più vivo che mai, capace di offrire strumenti critici per leggere la complessità del mondo contemporaneo; dall’altro, aprire le porte della scuola alla comunità, creando un ponte tra generazioni e restituendo alla cultura un ruolo centrale nella vita collettiva. Tra letture, musiche, rappresentazioni teatrali e momenti di confronto, la notte nazionale del Liceo Classico si conferma così un’occasione preziosa per riscoprire il valore della conoscenza e il senso profondo dell’humanitas.

A partire dalle 18.30 si sono aperte le porte dell’istituto privato di via Milano, per accogliere i docenti Marco Baroni e Stefano Frati, che hanno intrattenuto gli ospiti con la lezione conclusiva degli itinerari nel mondo classico, un viaggio tra lingua e letteratura greca. Nelle aule scolastiche, intanto, gli studenti, riuniti in gruppi, hanno messo in campo una serie di attività ludico-didattiche per coinvolgere coetanei e visitatori nello spirito delle attività scolastiche, con riflessioni sulla cultura umanistica e il laboratorio interattivo 'Che poeta sei?'. Dopo le riflessioni degli studenti sul collegamento tra filantropia greca e humanitas rinascimentale, la serata si è conclusa con la lettura del 'Notturno, terzo inno orfico'.
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