L'ANALISI
28 Marzo 2026 - 18:51
SONCINO - Sarà pure, fino a un certo punto, l’ ‘underdog’ antipartitico, però le sue idee sono riconoscibilissime e la squadra fa una miscela per nulla ingenua di nomi importanti e novità interessanti. Infatti, a cinque minuti dalle porte aperte, non ci si poteva più sedere. Roberto Grazioli, il docente rottamatore che vuole spaccare gli equilibri politici di Soncino, comincia frantumando l’etichetta e presenta la squadra quasi due mesi prima della chiamata alle urne.

Insomma, dai social a Largo Cattaneo lo stile non si è addolcito e resta coerentissimo. Il team antisistema, d’altro canto, colpisce e rapisce per la sua varietà: imprenditori, studenti e studiosi, giovanissimi e pensionati, commercianti, professionisti e vecchie volpi della macchina amministrativa. Andrò come andrà ma la promessa, sulla carta l’ha mantenuta: «Raccontano che fuori dai partiti non c’è competenza. La differenza è che noi Soncino la conosciamo e sappiamo cosa c’è da sistemare...».

Il sistemare è un tema ricorsivo che è tornato nella serata da red carpet e che è nero su bianco sul programma squisitamente ‘grazioliano’. Infatti ha giusto sei punti quasi urlati: partecipazione, sicurezza, riqualificazione delle elementari, manutenzione, sprint su turismo e cultura e più servizi tra sanitario e sociale con l’ospedale e le associazioni. Dietro c’è altro, però sulle priorità nessun compromesso.

Grazioli e la sua compagine, intanto, hanno inanellato tre vittorie che non dipendono dalle schede: perché chi è passato in filanda aspettandosi AnnoZero dal vivo non è rimasto deluso; chi cercava di capire se è una lista di destra o di sinistra non ce l’ha fatta (per i candidati, missione dichiarata e compiuta) e soprattutto il team è riuscito a dimostrare che essere civici non vuol dire essere naif.
Perché si può parlare del bagno scassato e aprire una parentesi sull’affettività a scuola, si può dire che la rocca è coperta dalle erbacce ma anche discutere di come riprogettare i parcheggi in centro, si può ammettere che ‘siamo’ più sicuri di altri ma che i vandali esistono senza dimenticare i problemi di chi deve andare in bici o portare il cane a spasso. Alla fine, si sapeva. Una scommessa. Ma non a vuoto.
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