L'ANALISI
28 Marzo 2026 - 18:28
Alessandra Sacchi, Ilaria Iannuzzi e Pia Gerevini durante l’incontro
CREMONA - «Il diritto non è scontato». Non lo è per l’avvocata Pia Gerevini, presidente del Comitato Pari opportunità all’interno dell’Ordine degli avvocati. «Ciò che abbiamo è frutto di lotte portate avanti nel corso dei secoli dalle donne». Come le 15 donne raccontate da Ilaria Iannuzzi nel suo libro ‘Storie di giuriste che hanno cambiato il mondo’ (edizioni Le Lucerne). «Un libro che ci dà gli strumenti», ha detto la presidente Gerevini nel presentare Iannuzzi, venerdì pomeriggio all’incontro che si è tenuto nella sala della Fondazione Città di Cremona (hanno portato i loro saluti Giuseppe Foderaro, presidente della Fondazione, e Alessio Romanelli, presidente dell’Ordine degli Avvocati).
«Per secoli alle donne è stato chiesto di tacere. Eppure, in momenti decisivi della storia, alcune hanno osato fare la cosa più sovversiva di tutte: prendere la parola davanti alla legge. ‘Storie di giuriste che hanno cambiato il mondo’ — ha spiegato Iannuzzi — nasce dall’idea di espandere l’orizzonte rispetto al libro precedente, che raccontava l’Italia dell’800 attraverso la storia di Lidia Poet, una delle prime donne a laurearsi in Giurisprudenza e la prima avvocata d’Italia».
«Ho scoperto, facendo più ricerche, che ci sono state molte altre Lidie, altre pioniere, donne che hanno lottato per i diritti femminili, ma anche per le minoranze, per i diritti civili. Questo libro nasce come una passeggiata nel tempo e nello spazio, alla scoperta di tutte queste figure che vanno dall’antica Roma sino ai giorni nostri, attraversando il Medioevo, il Rinascimento, l’epoca della Rivoluzione francese, avvicinandoci alle grandi battaglie civili del Novecento».

Si parte da Ortensia, che nel Foro Romano affrontò i triumviri, per poi incontrare Giustina Rocca, secondo la tradizione la prima avvocata in Italia, una delle figure che più hanno affascinato la scrittrice. Nata a Trani nella seconda metà del XV secolo, «in realtà — racconta Iannuzzi — la figura di Giustina Rocca è più legata a quella di giudice, perché ha emesso una sentenza arbitrale, tra l’altro, in volgare, perché tutti la potessero comprendere».
Dopo Rocca, nel libro si incontra Olympe de Gouges, autrice durante la Rivoluzione francese della prima dichiarazione dei diritti delle donne, sino ad arrivare alle grandi protagoniste dell’età contemporanea, come, in Italia, Tina Lagostena Bassi, che negli anni Settanta costrinse la legge a confrontarsi con la violenza di genere. O come Shirin Ebadi, Premio Nobel per la Pace, la cui battaglia per i diritti umani continua ancora oggi.
Molti passi in avanti sono stati fatti dalle donne. A che punto siamo? «Nel nostro mondo occidentale — ha detto Iannuzzi — siamo al punto che non notiamo più barriere di accesso grazie a molte altre donne che, invece, hanno dovuto lottare per farsi spazio in contesti che erano loro preclusi. In altri Paesi, invece, le barriere di accesso sono ancora presenti. Penso, per esempio, all’Iran, dove le donne sono ormai escluse dalla magistratura dagli anni Settanta. Ci sono barriere che riguardano più i pregiudizi sociali: alcuni diritti formalmente sulla carta sono riconosciuti, ma non si riconoscono poi al lato pratico».
Leggere le vite di queste quindici donne «non è un esercizio di archeologia forense. È un atto urgente. Viviamo in un tempo in cui i diritti acquisiti appaiono spesso come dati di fatto naturali, solidi come montagne. Ma ciò che viene scritto può essere cancellato; ciò che viene conquistato può essere perduto».
Copyright La Provincia di Cremona © 2012 Tutti i diritti riservati
P.Iva 00111740197 - via delle Industrie, 2 - 26100 Cremona
Testata registrata presso il Tribunale di Cremona n. 469 - 23/02/2012
Server Provider: OVH s.r.l. Capo redattore responsabile: Paolo Gualandris