L'ANALISI
26 Marzo 2026 - 21:13
CAGLIARI - Sarà effettuata domani mattina all’Istituto di medicina legale di Cagliari la perizia medica sulla salma di Simone Bacchiega, conosciuto come ‘Cimo’, il paracadutista cremonese di 51 anni, morto ieri durante un lancio al campo volo di Is Paulis, a Serdiana, in provincia di Cagliari. La effettuerà Roberto Demontis, non tanto per accertare le cause della morte — l’uomo è precipitato da circa 40 metri — quanto per verificare se nella tragedia abbia avuto un ruolo qualche problema fisico.
Intanto i carabinieri della compagnia di Dolianova, competenti per territorio, stanno portando a termine gli accertamenti per conto del pm, Gilberto Ganassi, per stabilire l’esatta dinamica di quanto accaduto intorno alle 13 di ieri quando Bacchiega si è schiantato al suolo col suo paracadute.
All’origine della tragedia potrebbe esserci una virata al comando della vela a 40 metri dal suolo, che avrebbe fatto perdere il controllo della situazione allo sfortunato paracadutista, che è caduto mortalmente al suolo.
Bacchiega, infatti, aveva effettuato il salto da un’altezza di 4mila metri, una manovra di routine per lui che aveva ben 600 lanci all’attivo e un ottimo bagaglio di esperienza. Ma proprio la manovra di virata lo avrebbe tradito.
Chi lo ha visto lanciarsi parla di un vento trasversale che potrebbe aver influito. Chi lo conosceva da anni, frequentava lo SkyTeam di Cremona, racconta di come Bacchiega fosse un paracadutista prudentissimo oltre che esperto. «Lo schianto — aveva raccontato uno degli istruttori del campo di Is Paulis — è stato terribile. In pochi minuti l’ambulanza era qui ed hanno iniziato subito con le manovre di massaggio cardiaco. Purtroppo però non c’era più nulla da fare».
In tutti i casi per stabilire le cause con certezza farà fede il termine delle indagini effettuate dagli uomini dell’Arma.
Oggi intanto è arrivata in Sardegna la sorella dello sfortunato paracadutista. Sorella che aveva avuto la notizia del decesso di Simone, da uno degli amici anche loro di Cremona giunti con lui in Sardegna ieri mattina. «Non riesco a capacitarmi di quanto accaduto», ha detto la donna visibilmente commossa.
«Era molto appassionato di paracadutismo e aveva deciso di raggiungere Serdiana viste le condizioni del tempo favorevoli».
Molto probabilmente, la vittima era arrivata nel campo volo di Is Paulis per provare una nuova vela. Per lui si è trattato dell’ultimo volo.
E sono tanti i ricordi e le manifestazioni di affetto affidate a messaggi e social per il 51enne titolare di un’impresa artigiana che si occupa di ‘pronto casa’, piccole manutenzioni e lavori edilizi.
Era solito frequentare lo SkyTeam Cremona al Migliaro, «un amico non solo un tesserato», nei fine settimana a volte seguito anche dai figli che condividevano il tempo con lui tra un lancio e un altro.
Oltre al paracadute, Cimo aveva indossato anche i guantoni, divenendo istruttore di boxe e lasciando un bel ricordo anche in quel campo.
E Lodovico Orsini, amico e pugile, gli rende omaggio così: «Un giorno mi ringrazierete. Lo dicevi ad ogni allenamento, con quella passione e quella determinazione che ti hanno sempre contraddistinto. Tu, che con il tuo amore per la boxe sei riuscito a trasmetterla a tutti noi, facendoci innamorare di uno sport che per te era vita. Oggi, con una tristezza immensa, devo ammettere che mi hai sferrato il colpo più duro, il diretto più forte che un pugile possa incassare. Un giorno mi ringrazierete, dicevi, e forse quel giorno è arrivato. O forse non basterà mai per dirti davvero grazie per tutto quello che sei stato».
E da Casalmaggiore un gruppo Facebook ricorda le sue origini: «Sebbene da oltre trent’anni risiedesse a Cremona, Simone è sempre rimasto parte integrante della nostra comunità. Le sue radici, il legame con il territorio e il ricordo condiviso non si sono mai affievoliti nel tempo».
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