L'ANALISI
CREMONA. L'INTERVISTA
26 Marzo 2026 - 19:04
CREMONA - Sulla scrivania, il romanzo di Nando dalla Chiesa ‘La ragazza di Vicolo Pandolfini’, un mazzo di fiori e una pianta. Giovedì 26 marzo 2026: il giorno del suo 70esimo compleanno coincide con il suo ultimo giorno di lavoro. «Oggi sono pienamente in funzione, ho già fatto un sacco di cose». In magistratura da quasi 45 anni (vi è entrata il 12 novembre del 1981) da 7 anni e mezzo presidente del Tribunale di Cremona, Anna di Martino, napoletana di nascita, bresciana di adozione, domani lascia la toga per la pensione.
«Credo di lasciare un Tribunale in buone condizioni, seppure, come è risaputo, permangono le storiche, croniche carenze di organico nel settore dei dipendenti amministrativi. E nonostante le varie promesse che sono venute nel tempo dal ministero, di fatto non è arrivato nessuno, quantomeno dei dipendenti a tempo indeterminato. C’è la prospettiva di stabilizzare i cosiddetti precari della giustizia, cioè i funzionari dell’Ufficio del processo, che sono in prevalenza dei giovani. Il decreto è uscito, ovviamente dovranno fare una selezione. Tuttavia, dev’essere chiaro che di quelli che sono in pianta, 21, noi ne abbiamo solo 12. Rimane questa carenza. Per non parlare delle figure medio-apicali, gli amministrativi». A Cremona, dall’8 novembre del 2020 manca il dirigente amministrativo. «Da quel momento in poi, io mi sono dovuta occupare di tutto e di più».
«Su un organico in pianta di 12 funzionari giudiziari, ne abbiamo solo 4, di cui uno, peraltro, è storicamente da noi applicato, perché è un dipendente del Comune di Castelleone. Non va meglio nella categoria ‘direttori amministrativi’. Dovrebbero essere 5, ne abbiamo 2, di cui uno è applicato ormai da tempo, per un certo periodo del mese, all’Ufficio di Sorveglianza di Mantova. Ma — al di là di queste note, quasi una lamentazione liturgica, ciò nonostante — sottolinea il presidente di Martino — l’Ufficio ha retto, è andato avanti sia per la collaborazione completa del personale e a mio merito, forse, di aver dato un’organizzazione che spacchettando i servizi, ha comunque assicurato che andassero avanti quantomeno quelli con carattere di priorità». Come il settore recupero crediti, «settore importante, perché se non si recuperano i crediti, si fa danno all’Erario. Quindi, l’Ufficio regge con una buona organizzazione a cui credo di aver sicuramente contribuito».
«Già adesso il Tribunale registra una sola scopertura, ma, di fatto, già riempita, perché a giugno di quest’anno prenderà possesso una giovane magistrata che sta facendo il tirocinio presso gli Uffici di Bologna ed è già destinata al civile».
«Rimangono le scoperture. Su un organico di 14, ne ho 9. Però, siccome erano tutti magistrati onorari assunti ante 15 agosto 2017, sono stati tutti stabilizzati con la legge 55/2025, e hanno quasi tutti scelto il regime di esclusività: significa che, di fatto, fanno solo il lavoro che gli viene dato in ufficio secondo le competenze proprie dei profili di ciascuno. La scopertura è stata ovviata da questo impegno quantitativamente maggiore di tempo che garantiscono questi magistrati onorari stabilizzati».
«Sono un po’ la mia preoccupazione. A Cremona, su un organico di 5 magistrati onorari, ne vede attualmente tre, quindi c’è una certa difficoltà. Però, siccome sono esclusivisti, sono tre giudici che garantiscono un buon livello di produzione di provvedimenti a livello sia quantitativo che qualitativo. Per Cremona, il tema cronico è quello del personale amministrativo. Su un organico che prevede un funzionario, un cancelliere, due assistenti e un operatore, di fatto, in servizio al Giudice di pace di Cremona ci sono 2 assistenti. È un problema, so di non essere sola. La tematica del Giudice di pace vale un po’ per tutta la geografia giudiziaria. A Crema che, per paradosso, era l’Ufficio con maggiori scoperture di organico di magistrati onorari, sempre su un organico di 5, sono presenti 2 magistrati stabili, di 'nuovo conio', assunti dopo il 15 agosto 2017 e abbiamo due assistenti. Manca il funzionario. Il presidente provvede, mettendoci la pezza. Ma «nonostante i buchi, i due Uffici si sono abbastanza assestati, tutto sommato reggono e vanno avanti in maniera abbastanza soddisfacente».
«Lascio un ufficio dove mi sono trovata molto bene. È stata un’avventura, una galoppata. Non mi pare vero che siano passati sette anni e mezzo. Un ambiente di lavoro veramente sereno. Ho coltivato con i colleghi rapporti di assoluta amicizia. Credo che abbiano sentito la mia vicinanza e io la loro. È un Ufficio dove ci sono tanti giovani magistrati, taluni dei quali, pur non provenendo da questa città o da città vicine, hanno scelto di radicarsi. Il che significa che hanno trovato un’accoglienza, un clima di lavoro che ti consente di dire: ‘Faccio una quasi scelta di vita’. E questo deriva anche certamente da un’accoglienza della città, perché oltre al lavoro, c’è la vita personale. Questo è importante, perché il Tribunale di Cremona, come tutti i piccoli Tribunali, geograficamente decentrato, è sempre stato un Tribunale con un viavai continuo di magistrati. C’è nucleo storico che ormai si è assestato e credo che rimarrà ancora per gli anni a venire qui a Cremona».
«Ottimo è stato il rapporto con il Foro, con il quale abbiamo collaborato per tante iniziative, convenzioni, protocolli. Anche questo ha sempre fatto parte della mia cultura, del mio atteggiamento: di cercare sempre delle soluzioni condivise con gli avvocati, ognuno nel rispetto dei proprio ruoli. Prima che io venissi qui, mi era stato detto che il Foro di Cremona aveva questo atteggiamento collaborativo. Abbiamo sempre discusso e trovato le soluzioni. Io sono sempre stata aperta a sentire gli avvocati quando c’erano problemi, li abbiamo risolti assieme».
«Nel lasciare la magistratura dopo gli esiti del referendum di domenica e lunedì, vado via più serena, perché davvero mi sarebbe molto dispiaciuto, per non dire intristita e incupita, lasciare la magistratura con la riforma approvata con legge costituzionale. L’esito referendario mi ha rasserenata, perché davvero avrei lasciato la magistratura con la prospettiva dell’applicazione di questa riforma con grande preoccupazione».
«Al di là della fisiologica e giusta esultanza che c’è stata per la vittoria del no, tuttavia da oggi in poi bisogna voltare pagina e lasciarsi anche alle spalle quelle scorie che ci sono state nel dibattito tossico in questa campagna elettorale. Il messaggio sbagliato che hanno dato è che ‘hanno vinto i magistrati, che ci siamo impegnati a spiegare alle persone i contenuti di questa riforma per difendere la casta’. Assolutamente no. A noi personalmente non cambiava niente. È stata una vittoria della democrazia, a difesa dei valori della Costituzione. Al di là della felice ondata di partecipazione, nessuno si aspettava che ci fosse questa quantità di persone che è andata a votare e questo dà il segno di un recupero di credibilità della magistratura, un conferimento di fiducia da parte dei cittadini che noi dobbiamo impegnarci a mantenere e a rispettare, con sobrietà, con indipendenza, andando ognuno ad occuparsi di quello che è il proprio settore con l’equilibrio, la professionalità e l’indipendenza che caratterizzano quel lavoro giudiziario. Taluni durante la campagna elettorale hanno instillato una cosa pericolosa, eversiva: far pensare al cittadino che ogni decisione che magari non si condivide — legittimamente si può criticare, ma mai con l’attacco personale — era ed è viziata dal bagaglio personale, culturale, ideologico del giudice. Questo lo trovo pericoloso. Il giorno dell’esultanza era giusto che ci fosse e c’è stato, però da martedì scorso in poi bisogna voltare pagina: si ritorna a fare il lavoro che si è sempre fatto con l’equilibrio di cui sempre si è tenuto conto».
Persona di raffinata cultura (teatro, cinema, libri) Anna di Martino ha un sogno nel cassetto, ha un progetto: aprire una libreria di nicchia con caffè letterario.
Copyright La Provincia di Cremona © 2012 Tutti i diritti riservati
P.Iva 00111740197 - via delle Industrie, 2 - 26100 Cremona
Testata registrata presso il Tribunale di Cremona n. 469 - 23/02/2012
Server Provider: OVH s.r.l. Capo redattore responsabile: Paolo Gualandris