L'ANALISI
BOTTA E RISPOSTA
26 Marzo 2026 - 12:35
Nel riquadro Romano La Russa
MILANO - «E’ un piacere per me rispondere agli amici assessori alla sicurezza di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova, amministratori che oltre alla delega hanno in comune, stranamente, anche il colore politico. Ma non voglio pensare male e quindi preferisco entrare nel merito degli argomenti» afferma l’assessore regionale alla Sicurezza Romano La Russa.
«Regione Lombardia è certamente una delle regioni italiane che fa di più per la polizia locale sia da un punto di vista economico che organizzativo – aggiunge-. Infatti, nonostante la funzione di polizia locale, comprese la formazione e i costi dell’esercizio della funzione, siano per legge in capo agli enti locali stessi, Regione Lombardia ha deciso da anni di supportare fortemente le polizie locali».
Continua l’assessore La Russa: «Entriamo nel dettaglio e partiamo dalla formazione. Premesso che nulla vieta ai Comuni di organizzare in proprio i corsi rivolti alle polizie locali, Regione Lombardia quest’anno ha azzerato le liste d’attesa organizzando 7 corsi di formazione di base, 2 per i comandanti e 1 per gli ufficiali in modo da soddisfare tutte le richieste. Lo avevamo annunciato lo scorso anno durante il tavolo sulla sicurezza e lo abbiamo fatto. Trovo, inoltre, ridicolo parlare di ‘classi pollaio’ quando i corsi hanno avuto un riscontro positivo da parte degli agenti. Per quanto riguarda le illusorie pretese di un bilancio con risorse per la sicurezza cristallizzate nel tempo, anche un amministratore di condominio saprebbe che si tratta di una richiesta irrealizzabile. Non mi sembra che i bilanci degli assessorati, nei Comuni, siano granitici».
E poi: «Voglio, tra l’altro, ricordare che quest’anno abbiamo aumentato il budget dei bandi per le dotazioni strumentali delle polizie locali favorendo, come prescritto dalla legge regionale, i Comuni che si sono riuniti in associazione e passando da uno stanziamento di 2,5 a 4,3 milioni di euro. Ricordo che lo scorso anno, con ulteriori risorse aggiunte in assestamento, abbiamo soddisfatto tutte le 293 richieste pervenute relative a più di 500 Comuni».
E infine: «Per quanto riguarda l’introduzione dello street tutor, attualmente nelle commissioni competenti del consiglio regionale è in discussione un progetto di legge. Ho delle perplessità su queste figure che non hanno alcuna definizione giuridica e che dovrebbero essere anche finanziate da Regione. Lasciamo che il progetto di legge segua il suo corso e vedremo l’esito. Le richieste di accesso alla banca dati SDI e di regolamentazione degli strumenti di autotutela sono di competenza ministeriale e non regionale e questo gli assessori lo sanno molto bene. Si tratta di criticità già da noi segnalate e al vaglio del Sottosegretario Molteni».
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