L'ANALISI
25 Marzo 2026 - 17:54
CREMA - Un progetto pionieristico, che ha ormai preso piede, decuplicando la partecipazione in meno di dieci anni, grazie anche a richieste che arrivano da fuori territorio.
Fondazione Alba Anffas registra un sempre maggiore successo nelle proprie iniziative dedicate ai bisogni degli adolescenti con disabilità, per aiutarli a costruirsi un futuro, in particolare a trovare un lavoro una volta concluse le superiori, o a scegliere comunque un percorso di formazione e studio post diploma.
L’iniziativa aveva mosso i primi passi nel 2017, con sei-sette ragazzi e ragazze che avevano iniziato a partecipare ai laboratori sperimentali. Oggi si è passati a 60.
«Ci siamo adeguati alle richieste, in questo caso gli adolescenti, per prepararli al mondo del lavoro e della vita adulta — sottolinea Fabrizio Carrera coordinatore per l’età evolutiva di Fondazione Alba Anffas Crema —: abbiamo gruppi di ragazzi e ragazze che lavorano insieme, in base alle abilità, anticipiamo l’emersione delle loro capacità. I ragazzi godono della relazione tra pari, della spontaneità di questa situazione, inoltre riusciamo a supportare le famiglie nel passaggio tra i vari livelli scolastici, innanzitutto dalle medie alle superiori, poi nella transizione verso l’età adulta. Creiamo una rete nelle scuole e con il territorio. Tra le varie finalità lavoriamo anche sull’autodeterminazione. C’è un gruppo, ad esempio, che si chiama ‘Tutti inclusi’. Nato nel 2025, è misto, ci sono cinque persone con disabilità e tre normodotati.»
Per ogni partecipante si elabora un percorso individualizzato. Di base i progetti prevedono che il ragazzo vada a scuola e poi raggiunga i centri della fondazione nel pomeriggio, ma ci sono diversi casi che alternano frequenza scolastica a presenza in laboratorio. Le sedi sono in via Colbert per il progetto denominato ‘Zoom’ – visitato l’anno scorso anche dalla ministra per la Disabilità Alessandra Locatelli – e nella frazione di Santo Stefano.
A seconda dei soggetti coinvolti c’è chi frequenta tre giorni la settimana, chi un giorno solo. Si tratta di attività prevalentemente socio-occupazionali.
Ad esempio i laboratori in via Colbert dove i partecipanti lavorano nel pomeriggio per produrre marmellate, sali aromatizzati per le pietanze. Lo scorso Natale era stata introdotta la produzione di zuccheri particolari. Tutti prodotti che vengono venduti poi all’esterno. Senza dimenticare proposte come il confezionamento di bomboniere o la creazione di idee regalo. Quindi le uscite sul territorio, imparando a stare all’interno della città.
«A Santo Stefano le attività sulle autonomie vengono organizzate sempre tra adolescenti — conclude Carrera — un progetto indirizzato in particolare a ragazzi con autismo con bisogni assistenziali elevati. Negli anni, la fascia di età è sempre stata più coinvolta, così da accompagnare questi giovani nella scelta del loro percorso di vita dopo la scuola. Supportandoli in questo modo, riusciamo ad accompagnarli nell’età della transizione in maniera adeguata. In passato, queste opportunità le avevano dopo i vent’anni, ma per loro significava perdere del tempo prezioso».
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