L'ANALISI
25 Marzo 2026 - 11:42
CREMA - L’esperienza maturata in corsia, al Maggiore, messa al servizio dei Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano-Cortina.
Archiviate le giornate trascorse sullo scenario internazionale, per la squadra cremasca, schierata dall’Azienda sociosanitaria in occasione delle competizioni, è arrivato il momento di tracciare il bilancio.
Ne hanno fatto parte il medico rianimatore Paolo Moscato, ma anche Jacopo Palmitessa, infermiere del Pronto soccorso, esattamente come Paola Cacciatori e Gabriele Pisanello, quindi i colleghi Simona Monorchio e Vincenzo Serina, i lettighieri Nadir Ferrari e Angelo Bottinelli e l’operatrice sociosanitaria Alice Oggionni.

Tutti distaccati, in virtù della convenzione siglata con l’ospedale metropolitano Niguarda.
Hanno garantito assistenza sui campi di gara, ma anche nei Policlinici olimpici, nelle Medical station, nonché a bordo delle ambulanze.
«Una partecipazione — sintetizza il direttore generale dell’Asst Alessandro Cominelli — per noi motivo di grande orgoglio. Considerato che il lavoro dei nostri operatori ha contribuito al successo di un evento internazionale, garantendo sicurezza ad atleti, staff e pubblico e nel contempo ha rafforzato competenze e relazioni».
Il rianimatore Moscato, in particolare, è stato presente sia al Livigno Snowpark sia all’Assago Skating Arena: «Siamo stati formati con corsi specifici per lavorare sul ghiaccio — spiega —: è stato un privilegio operare in un contesto simile. Nell’ambito dell’Emergenza-urgenza, intervenire poco significa che tutto sta funzionando: ci sono stati casi, certo, ma sempre con esito positivo. Ed è stata un’esperienza, che ci ha permesso di confrontarci con colleghi provenienti da Giappone, Stati Uniti e Germania».
Monorchio ha invece prestato servizio al Santa Giulia di Milano, durante le sfide di hockey: «Ciò che mi ha colpito maggiormente è stata l’eccellenza dell’organizzazione. I briefing di fine giornata sono state vere e proprie occasioni di crescita».
Una valutazione condivisa dalla collega Cacciatori: «Ho accettato con entusiasmo, consapevole dell’opportunità, che mi ha permesso di lavorare in un team multidisciplinare altamente qualificato. Durante le competizioni, certo, l’adrenalina era sempre in circolo: ogni situazione richiedeva prontezza, per garantire la migliore assistenza. È difficile racchiudere tutto in poche parole, ma posso dire che lo rifarei».
E pure il lettighiere Ferrari non fa mistero dell’emozione, nello specifico vissuta alla Milano Rho Skating Arena: «Mi occupavo della logistica; spostamenti, attrezzature e gestione dei presidi per le barelle. Sentirsi parte di qualcosa di così grande è stato incredibile».
Mentre l’infermiere Palmitessa e l’Oss Oggionni sono stati destinati a Livigno. «Ho seguito la fase di allestimento del Policlinico olimpico — spiega il primo — mi sono confrontato con colleghi italiani e internazionali: uno scambio che porterò sempre con me».
«Mi sono occupata dell’allestimento dell’Olympic Center — aggiunge Oggionni — dalla preparazione delle attrezzature, all’accoglienza dei pazienti. E tutto ha funzionato come fosse un’orchestra perfettamente coordinata».
La missione — tengono a sottolineare dalla direzione del Maggiore — ha «rafforzato competenze organizzative, capacità di intervento in contesti ad alta complessità e integrazione tra i vari professionisti».
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