L'ANALISI
25 Marzo 2026 - 05:25
Il presidente della Camera di Commercio Gian Domenico Auricchio
CREMONA - Si chiude con volumi in espansione il 2025 per l’interscambio commerciale della provincia di Cremona, sebbene con dinamiche a due velocità che incidono sulla bilancia commerciale. Al 31 dicembre 2025, le esportazioni cremonesi hanno superato la quota di 6,1 miliardi di euro, registrando una ripresa del +1,1% rispetto all’anno precedente.
Più marcata, invece, l’accelerazione sul fronte delle importazioni, che segnano un balzo del +9,3% toccando gli oltre 7,1 miliardi di euro. Questa forbice porta il s saldo commerciale in territorio negativo, attestandosi a oltre -1.004 milioni di euro. L’analisi delle dinamiche dell’interscambio commerciale 2025 è stata curata dal Servizio Promozione e Informazione Economica della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia.

Analizzando i comparti produttivi, l’export cremonese trova la sua forza in settori strategici. Spiccano le ottime performance dei mezzi di trasporto (+14,5%), e dei prodotti alimentari, bevande e tabacco (+6,8%). Positivi anche i segnali che arrivano dai prodotti chimici (+3,9%), dai metalli e prodotti in metallo (+2,1%) e dai prodotti in legno (+0,8%). Rallentano, di contro, i comparti legati alla tecnologia e ai macchinari: le esportazioni di apparecchi elettronici e ottici (-11,1%) segnano un calo, seguiti da apparecchi elettrici (-10,9%), macchinari (-9,3%) e dal settore tessile e abbigliamento (-5,6%).
Sul fronte delle importazioni, a trainare l’aumento complessivo è la forte domanda di materie prime e beni strumentali: balzano gli acquisti dall’estero di metalli (+22,2%), macchinari (+21,1%), articoli farmaceutici (+16,9%) e prodotti alimentari (+11,8%). L’assetto geografico delle esportazioni cremonesi mostra una generale ripresa verso i principali partner continentali, con tassi di crescita a doppia cifra verso Romania (+15,3%), Spagna (+13,7%) e Paesi Bassi (+11,6%). Bene anche Regno Unito (+5,6%), Repubblica Ceca (+2,1%) e Polonia (+0,5%).
Si registra, tuttavia, una contrazione fisiologica verso mercati storici come la Germania (-3,1%), la Francia (-0,9%) e il Belgio (-12,2%), a cui si aggiunge il segno meno degli Stati Uniti (-2,5%). Guardando ai mercati di approvvigionamento, aumentano a doppia cifra le importazioni da Austria (+15,5%) e Francia (+14,5%), con crescite rilevanti anche da Belgio (+9,8%), Paesi Bassi e Spagna. Guardando fuori dall’Europa, si fa notare una consistente crescita dell’import dalla Cina e dalla Repubblica Democratica del Congo. In netta frenata, infine, gli acquisti dalla Polonia (-23,4%), dalla Germania (-2,6%), dalla Russia (-24,7%) e dagli Stati Uniti (-5,5%).

«I dati relativi all’intero anno 2025 — sottolinea il presidente della Camera di Commercio Gian Domenico Auricchio — confermano la tenuta complessiva delle esportazioni, nonostante l’attuale quadro macroeconomico globale complesso, segnato da incertezze geopolitiche e da difficoltà economiche globali. A livello territoriale, Mantova, Cremona e Pavia consolidano le proprie posizioni internazionali con una crescita trasversale delle esportazioni. Mentre Mantova si distingue per il maggior dinamismo e un solido avanzo, Pavia e Cremona registrano riprese dell’export più contenute, scontando una perdurante dipendenza strutturale dalle importazioni».
«L’incertezza internazionale continua a pesare sul commercio - prosegue Auricchio -, con volatilità dei tassi di cambio e possibili ripercussioni dovute alle nuove escalation geopolitiche. In questo scenario, le imprese dovranno confermare l’impegno in innovazione, diversificazione dei mercati e miglioramento dell’efficienza, strumenti fondamentali per affrontare un panorama internazionale sempre più imprevedibile. È inoltre essenziale che le politiche pubbliche continuino a sostenere il sistema produttivo con misure stabili e mirate, capaci di rafforzare la resilienza delle imprese e di consentire loro di competere efficacemente sui mercati globali».
A livello aggregato, le esportazioni dell’area vasta registrano una crescita tendenziale del +3,4% rispetto all'anno precedente, raggiungendo un volume complessivo di circa 19,8 miliardi di euro. Parallelamente, si osserva un incremento fisiologico anche sul fronte delle importazioni (+2,7%), che si attestano a 25,15 miliardi di euro. Tale dinamica determina un saldo della bilancia commerciale di segno negativo, pari a -5,37 miliardi di euro.
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