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RIFORMA DELLA GIUSTIZIA: LE REAZIONI

Referendum, Pizzetti: «I principi di fondo erano buoni»

Il presidente del Consiglio comunale schierato per il Sì: «Come nel 2016 ha prevalso una ragion politica sul merito»

La Provincia Redazione

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23 Marzo 2026 - 20:15

Referendum, Pizzetti: «I principi di fondo erano buoni»

Luciano Pizzetti

CREMONA - «Il referendum è stato una contesa politica che, proprio come nel 2016, ha emarginato il merito». L’analogia porta la firma del presidente del Consiglio comunale, Luciano Pizzetti, schierato per il alla riforma.

«Il Governo ne esce sconfitto. Purtroppo esce indebolita anche l’opportunità, meglio il diritto, delle persone che entrano in un’aula di giustizia ad avere un processo più equo perché fondato su una più netta e dichiarata imparzialità dei giudici. La cosa che mi turba è l’inversione delle parti. Un centrodestra prevalentemente non libertario che, anche strumentalmente, promuove una riforma liberale e una sinistra libertaria che in passato ha sostenuto quei principi, opporvisi ora in nome della ragion politica».

Nella necessità della riforma, guardando al merito della questione, Pizzetti non ha dubbi mentre non risparmia critiche sul metodo adottato dal Governo: «Io penso fosse una giusta riforma, certamente il Governo doveva accompagnarla con ben altra cura istituzionale e molta meno protervia. Al di là della contingenza, poiché i principi di quella riforma sono buoni, credo e spero che la sinistra libertaria li riprenderà cammin facendo.

Per il resto, tra non molto ci saranno le elezioni politiche e, anche in forza dell’effetto politico referendario che con evidenza c’è, mi auguro che il centrosinistra si attrezzi per l’alternativa di governo più di quanto fatto sin qui. Per quanto riguarda la Lombardia il risultato è in controtendenza rispetto al dato nazionale, unica regione insieme al Veneto e Friuli. Nella nostra provincia, dove la partecipazione è stata elevata, molto di più visto che il sì prevale in tutti i comuni e spesso di gran lunga. Anche su ciò sarà necessario riflettere politicamente bene da parte nostra, visti gli appuntamenti che ci attendono».

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