L'ANALISI
23 Marzo 2026 - 19:49
Giuseppe Botta
SORESINA - I romani lo sapevano che, per rendere felice il popolo, ‘panem et circensem’, il pane e le feste. Ecco perché non stupisce che il volto di Giuseppe Botta, per tutti i soresinesi e non solo, sia associato a tutto ciò che di bello ci poteva essere in una giornata.
La città saluta commossa un pezzo di storia reale. Non il titolare della panetteria, ma l’uomo de La Casa del Pane. Fa differenza. Simbolo forse prima che commerciante, Botta se n’è andato a 76 anni fra l’abbraccio dei suoi cari e lascia l’amata Zina e il figlio Luca. Il percorso umano indissolubilmente legato a quello del bancone e del Rione, com’è per tutti J’Ernani di San Francesco. Era il punto di riferimento di un quartiere, la bussola degli amici, la boa per chi aveva bisogno. Generosità, umiltà e disponibilità le sue bandiere.
Mercoledì 25, alle tre del pomeriggio nella parrocchiale di San Siro, l’ultima occasione per dirsi arrivederci. La processione parte da via Montegrappa.
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