L'ANALISI
23 Marzo 2026 - 05:15
Gussola, Torricella e Martignana: l’incontro con le tre comunità ha chiuso, dopo sette anni, la visita del vescovo nelle 221 parrocchie della Diocesi
GUSSOLA - Si è conclusa con una celebrazione solenne e partecipatissima la visita pastorale del vescovo Antonio Napolioni alle comunità di Gussola, Martignana di Po e Torricella del Pizzo, un evento che ha segnato un momento storico per la Diocesi di Cremona: dopo sette anni di cammino, questa tappa ha infatti suggellato la fine del tour del Presule tra le 221 parrocchie del territorio.
La messa finale a Gussola ha visto una chiesa gremita di fedeli, con una presenza vibrante di famiglie, numerosi bambini e i rappresentanti delle amministrazioni comunali e delle forze dell’ordine, il tutto accompagnato dal canto della corale parrocchiale che ha reso l'atmosfera ancora più suggestiva.

Durante l'omelia, monsignor Napolioni ha toccato corde profonde, partendo dalle atrocità delle guerre attuali per interrogarsi su come sia possibile credere oggi alla Risurrezione. «Dovremmo vedere i risorti per strada», ha esortato il vescovo, sottolineando come la vera vittoria sulla morte non sia solo quella fisica, ma quella dell'anima che si libera da tristezza, rabbia e violenza.
Con parole decise, ha denunciato la logica dei ‘grandi’ che parlano di ‘ammazzare i cattivi’, definendoli «bambini del peggio» e richiamando i cristiani al dovere di uscire dai propri bunker individualisti per disarmarsi e riscoprire la gioia della collettività e della misericordia. «Gesù è venuto per i peccatori, per tirarci fuori dalle tenebre che congelano il cuore», ha ricordato Napolioni, invitando la comunità a essere «disordine» vitale contro l'immobilismo delle «mummie spirituali».

Questo spirito di rinnovamento e unità è stato ripreso anche dal sindaco di Gussola, Stefano Belli Franzini, che, riflettendo sul significato della visita, ha sottolineato l'importanza per le piccole amministrazioni locali di unire le forze: «Siamo troppo piccoli per guardare al futuro da soli; dobbiamo mettere al centro i servizi per la collettività», superando i singoli poteri decisionali per valorizzare ciò che abbiamo insieme.
La visita, iniziata venerdì con l'incontro nelle scuole e con i malati, è stata definita dallo stesso vescovo Napolioni, in un'intervista a margine, come «un'occasione semplicissima e meravigliosa di condivisione della vita reale», finalizzata non tanto all'organizzazione pratica, quanto a una conversione dello sguardo che sappia alimentare in tutti una speranza autentica, capace di trasformare la quotidianità delle parrocchie in realtà vive, aperte e in cammino.
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