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LE STORIE DI GIGIO

Nella terra di Montalbano come nella vecchia Cremona

Giò e Annina, 74 e 73 anni, cremonesi, vivono sei mesi all’anno a Scicli, il paese del commissario: «Qui abbiamo ritrovato le atmosfere amate della nostra città, quella che adesso non c’è più»

Gilberto Bazoli

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redazione@laprovinciacr.it

23 Marzo 2026 - 05:30

Nella terra di Montalbano come nella vecchia Cremona

Scicli vista dall’alto: lì si sono trasferiti per sei mesi all’anno i cremonesi Giò e Annina 74 e 73 anni

CREMONA - Per il cielo, l'aria leggera, i profumi, la bellezza intorno. Un angolo di paradiso nel Mediterraneo. «Ma anche per la gente, ospitale, meravigliosa». Sono le ragioni che hanno spinto Giò e Annina, 74 e 73 anni, appassionata d'arte lei, collezionista di Tex lui, a voltare pagina e andare a vivere in Sicilia. A Scicli, in provincia di Ragusa, il paese del commissario Montalbano.

«Può sembrare strano, incredibile, ma lì abbiamo ritrovato le atmosfere della Cremona che adesso non c'è più». E quello era il desiderio: «Una volta in pensione, volevo trasferirmi al mare, il più lontano possibile ma non all'estero, dove ci fosse un clima diverso dal nostro», racconta lei.

Uno scorcio di Scicli e sotto l’abitazione della coppia cremonese

La coppia ha girato in lungo e in largo la Sicilia: «Dal 2003, bene o male, ci siamo tornati quasi ogni anno. Eravamo indecisi fra il Trapanese e la zona del Barocco. Nel 2012 abbiamo trascorso l'inverno a San Vito Lo Capo, dove in quel periodo non c'era nessun turista a parte noi, e il mese di settembre a Donnalucata, la frazione di Scicli che mi è rimasta nel cuore per il suo lungomare, con le sue case d'epoca e nient'altro».

Alla fine hanno optato per spostarsi verso l'interno, a sei chilometri da Donnalucata. «La scelta è caduta su Scicli perché rimane vivo in tutte le stagioni. Ci siamo innamorati dei suoi palazzi barocchi, degli interni affrescati e della sua pietra chiara, così particolare. Un gioiellino, sembra davvero una bomboniera, curato e migliorato nel tempo: quando ci abbiamo messo piede per la prima volta, il centro storico era attraversato dalle auto, ora invece è chiuso al traffico».

Cesare Bocci, il vice commissario Mimi Augello

Nel 2018 l'acquisto della casa, in via Barone La Rocca. «Mi sono presa una settimana per concentrare gli appuntamenti e visitarne cinque una dopo l'altra, che mi erano state mostrate prima in fotografia, ma nessuna mi piaceva. A un certo punto Giulia, l'impiegata dell'agenzia immobiliare, ha detto che proprio quel mattino le erano state consegnate le chiavi di una nuova casa. Ci siamo recate a vederla, sono entrata, ho esclamato: è lei, con le piastrelle anni '70, con la mansarda che in precedenza era una soffitta. L'abbiamo presa e ristrutturata».

Per poi venderla nel 2023 a una coppia di olandesi — «Un'occasione che non potevamo lasciarci sfuggire — e spostarsi in un'altra abitazione. Già dal 2019 Annina ha portato la residenza a Scicli. Negli ultimi due anni lei e il marito trascorrono sei mesi a Cremona, in un appartamento in affitto pieno di quadri e libri, e sei in Sicilia. La casa dei loro sogni è là. Possono sembrare fortunati, privilegiati. E probabilmente lo sono.

Ma è anche vero che per cambiare vita radicalmente, compiere un passo così, occorre una buona dose di coraggio: «Partivamo da zero, non conoscevamo nessuno, neanche un contatto. Ma siamo stati accolti benissimo e adesso abbiamo un sacco di amici, compresi i titolari e i dipendenti di tutti i negozi del centro: l'edicola e il macellaio, i baristi e la fiorista».

Poi è arrivato, ha fatto irruzione, Salvo Montalbano. «Precisiamo: quando sono cominciate le riprese noi eravamo già là». Il municipio di Scicli è diventato il commissariato di Vigata; l'ufficio del sindaco, al primo piano del palazzo comunale, è stato trasformato in quello del questore di Montelusa; piazza Busacca con i suoi monumenti appare in tutti gli episodi della fiction a partire dalla sigla. Ai due cremonesi è capitato di imbattersi nel set. «Un giorno ci siamo ritrovati faccia a faccia con l'agente Catarella. Angelo Russo, l'attore che interpreta quel ruolo, abita vicino a Scicli, bazzica spesso il mercatino dell'antiquariato perché è un appassionato».

Luca Zingaretti, il commissario Montalbano, sul set a Scicli

Hanno visto, al lavoro o durante le pause, Luca Zingaretti e Cesare Bocci, alias il vice commissario Mimì Augello. «Gentile e alla mano», interviene Giò. La moglie (sono sue le fotografie pubblicate in pagina) ha immortalato i protagonisti della serie. Il suo successo è tale da aver creato l' effetto-Montalbano, che ancora continua nel tempo.

«Ci sono gruppi che vengono appositamente per visitare, con tanto di guide, i luoghi del commissario. Ma non si tratta di un turismo di massa, il paese non è stato stravolto, nemmeno intaccato. Anzi, Scicli ne ha guadagnato e ora è conosciuto in tutto il mondo. Il centro storico è diventato ancora più gradevole, i palazzi sono stati ripuliti. Gli sciclitani sono contenti e sperano che un giorno vengano girate nuove puntate, circolano certe voci...».

Al Sud i due coniugi hanno trovato la qualità di vita che cercavano. «Un luogo bello, un clima perfetto, ma anche gente meravigliosa — aggiunge il marito —. Quello che non ti aspetti, quello che da noi è andato perduto. Quando ero bambino abitavo in campagna, c'era la voglia di aiutarsi l'un l'altro perché eravamo tutti poveri e chi aveva qualcosa in più lo dava a chi aveva meno».

La moglie, invece, è cresciuta in città, a porta Romana, ma i ricordi sono simili: «La mia abitazione ospitava cinque famiglie ma era come se fossimo una sola. Oltre ad essere vicini di casa, ci si voleva bene. A Scicli abbiamo respirato le atmosfere della vecchia Cremona che non c'è più».

L'esperto di fumetti esemplifica: «Se ti metti in piazza Busacca e ti giri un paio di volte per capire dove devi andare e non dici niente, si avvicinerà qualcuno del posto chiedendo: ha bisogno di qualche indicazione? E può capitare che ti accompagni. Ho imparato la lezione al bar: per evitare che siano sempre gli altri a pagare il caffè, gioco d'anticipo. Sono persone che dimostrano il loro affetto senza domandare nulla in cambio. Non hanno tornaconti, sono generosi così». Gente di cuore. Nella terra di Montalbano.

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