L'ANALISI
21 Marzo 2026 - 19:57
Lavori sul ponte del Po. Nel riquadro, Luciano Zanchi
CASTELVETRO - Per quattro mesi, dal 15 maggio, a separare la Bassa Piacentina dalla città del Torrazzo non saranno più cinque minuti di auto: il senso unico alternato legato al cantiere sul ponte rischia di aumentare di parecchio i tempi di percorrenza e, di conseguenza, gli esercenti temono un drastico calo dei clienti. Spostarsi da una parte all’altra del fiume per mangiare una pizza o fare colazione, potrebbe diventare complicato. Anche se dovesse essere ottenuto il pedaggio autostradale gratuito, visto che i caselli A21 non sono proprio vicinissimi ai centri abitati. A farsi portavoce di questa preoccupazione è Luciano Zanchi, presidente nazionale di Assointrattenimento-Confindustria nonché titolare di diversi locali da una parte e dall’altra del ponte di Po.
«Ho appreso delle modalità del cantiere dalla stampa – dice innanzitutto –. Già due anni fa avevo chiesto agli enti superiori, a partire dalla Provincia di Piacenza che gestisce il cantiere, una convocazione delle categorie economiche. La sto ancora aspettando. E sempre dalla stampa ho appreso che i cantieri di manutenzione in programma sono in realtà due: quello provinciale che partirà il 15 maggio e quello di Anas sul quale ben poco si sa. Ho parlato con la sindaca di Castelvetro ma mi ha confermato che, ad oggi, non ci sono certezze sul secondo cantiere. Lo trovo inconcepibile.»
Zanchi, unendosi alla richiesta già espressa a più voci dai politici del territorio, chiede che «i due enti si parlino e trovino il modo di minimizzare il danno: siamo tutti d’accordo sul fatto che serve una manutenzione al ponte, ma la si faccia in contemporanea e coordinandosi». E rincara subito la dose: «Se non si troverà il modo di unire i due progetti, andremo noi sul ponte… a protestare. Perché già quattro mesi di senso unico alternato sono un colpo durissimo per la categoria, che mette a rischio il capitale. Senza contare che abbiamo dipendenti da pagare. Probabilmente chi lavora in questi enti e non rischia lo stipendio non ci pensa, ma noi ci rimetteremo soldi. Anni fa, quando già si parlava di questo intervento di manutenzione – ricorda Zanchi –, avevamo chiesto di farci sapere per tempo, per consentirci di programmare le attività ed eventualmente anche di programmare chiusure per ferie. E invece non abbiamo ricevuto neppure una telefonata informativa.»
Mentre si alzano le voci di protesta non tanto per i lavori – da tutti ritenuti indispensabili – quanto per la programmazione, abbiamo provato a girare gli interrogativi emersi in questi giorni ad Anas. Chiedendo a che punto è la progettazione del secondo intervento da 8,5 milioni di euro e se c’è un’ipotesi sulle tempistiche, così come sulla programmazione. Siamo in attesa di un riscontro, così come lo sono il Comune di Castelvetro e Cremona che auspicano appunto un’esecuzione in simultanea dei lavori. Per concentrare il più possibile i disagi. Che, è stato riferito dai rappresentanti della Provincia di Piacenza, sono stati spostati al periodo estivo per evitare problematiche agli studenti. In base a quanto è stato possibile apprendere, inoltre, i quattro mesi annunciati sarebbero ‘abbondanti’ e dunque la speranza è di terminare prima.
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