L'ANALISI
21 Marzo 2026 - 17:25
CREMONA - Due esposti, uno uno all’Autorità Nazionale Anticorruzione, l’altro alla Corte dei Conti, per chiedere «di effettuare verifiche autonome su una serie di profili emersi nel corso dell’attività consiliare» sull’affidamento dei servizio rifiuto ad Aprica. Li hanno depositati i consiglieri comunali Alessandro Portesani e Cristiano Beltrami (Novità a Cremona), Andrea Carassai (Forza Italia), Marco Olzi, Chiara Capelletti, Luca Fedeli, Matteo Carotti, Carlalberto Ghidotti, Rosaria Compagnone (Fratelli d’Italia) e Paola Tacchini (Movimento 5 Stelle - Cremona Cambia Musica).
«L’iniziativa – è scritto nella nota congiunta degli stessi consiglieri - arriva al termine di mesi di approfondimenti istituzionali, tra accessi agli atti, lavori della Commissione di Vigilanza, interrogazioni e analisi della documentazione». Un percorso che, secondo i firmatari, «non ha trovato risposte pienamente soddisfacenti da parte dell’amministrazione comunale su alcuni punti ritenuti rilevanti». Da qui, «la decisione di rimettere la questione a organismi terzi, con l’obiettivo di ottenere una valutazione tecnica e indipendente».
Prosegue la nota: «Nel dettaglio, l’esposto trasmesso all’Autorità nazionale anticorruzione riguarda i profili legati alla correttezza delle procedure, alla trasparenza amministrativa e al rispetto dei principi che regolano l’azione pubblica. Il riferimento all’Autorità, organismo preposto alla prevenzione della corruzione, evidenzia la rilevanza del tema sotto il profilo dell’integrità amministrativa». «Parallelamente, l’esposto inviato alla Corte dei Conti è finalizzato a consentire le verifiche di competenza in ordine agli aspetti contabili e alla gestione delle risorse pubbliche».
«I consiglieri – specifica la nota - sottolineano come il ricorso a queste sedi non rappresenti un atto di accusa, ma una richiesta di chiarimento nelle forme più appropriate, su una materia che riguarda un servizio essenziale per la città e l’impiego di risorse pubbliche significative». «L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’attività di controllo politico-amministrativo svolta in Consiglio comunale, che trova proprio nelle autorità indipendenti il naturale punto di approdo quando emergono questioni che richiedono valutazioni esterne e qualificate».
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