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CREMONA. IL DIGIUNO

Ramadan finito, i musulmani in festa

Palestra di Cavatigozzi affollata per la preghiera collettiva, poi lo scambio di auguri

Andrea Fiori

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redazione@laprovinciacr.it

20 Marzo 2026 - 21:30

Ramadan finito, i musulmani in festa

CREMONA - «Il Ramadan è un mese di prova dove si impara a gestire l’autocontrollo: non mangiamo e non beviamo per resistere alle tentazioni del corpo, ma impariamo soprattutto a resistere a quelle dell’animo, cercando un ideale che sia musulmano ma anche, e soprattutto, umano». Si è celebrato oggi l’Eid al-Fitr, la ricorrenza che questa mattina ha visto la comunità islamica cremonese riunirsi presso la palestra di Cavatigozzi per concludere il mese sacro del digiuno.

Una comunità in crescita, come dimostrato dai numeri: «Un tempo non riuscivamo a riempire del tutto la palestra – spiega un giovane presente – mentre oggi la folla arrivava fin fuori dalle porte». L’atmosfera era quella delle grandi occasioni: l’usanza vuole infatti che ci si vesta in modo elegante e tipico, rispettando le tradizioni dei diversi paesi d’origine.

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La comunità islamica, infatti, è un mosaico differenziato, che unisce storie che partono da lontano, dal Nord Africa, dai Balcani, ma anche dall’Italia, per convergere tutte nella stessa palestra.

La preghiera collettiva della mattina ha rappresentato il culmine di un percorso di riflessione che mira a un 'nuovo inizio', una ripartenza consapevole dopo trenta giorni di sacrificio. Terminata la funzione a Cavatigozzi, la festa si è spostata nell’intimità delle case. «Si torna dai familiari, si fa colazione insieme e si riabbracciano i parenti, anche quelli che arrivano da lontano. È il momento della condivisione, in cui si ringrazia Dio per averci dato l’opportunità di migliorare noi stessi».

L’Eid Mubarak non è dunque solo la fine di una privazione alimentare, ma l’affermazione di un’identità che cerca il dialogo attraverso l’esempio. In una Cremona sempre più multiculturale, la disciplina del Ramadan e la gioia della festa finale rappresentano un contributo al tessuto sociale basato sul rispetto e sul rigore interiore. La giornata si è conclusa con il tradizionale scambio di auguri: un ‘buon Eid’ rivolto a ogni fedele, con l’auspicio che i frutti spirituali raccolti in questo mese possano tradursi in azioni concrete di bene per tutta la cittadinanza.

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