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PIEVE D'OLMI. IL CASO

«La maggioranza è ridotta al lumicino»

Controreplica su buche (e non solo) del gruppo Zabert al sindaco Guastalla

Antonella Bodini

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21 Marzo 2026 - 05:15

«La maggioranza è ridotta al lumicino»

PIEVE D'OLMI - Il botta e risposta tra il primo cittadino di Pieve d’Olmi Stefano Guastalla ed il gruppo di minoranza guidato dall’ex sindaco Attilio Zabert non accenna proprio a placarsi, anzi. Dalla questione buche della strada di Bardella, la querelle si è accesa su vecchie ruggini e dopo le parole, e accuse più o meno velate, di Guastalla, la minoranza non ci sta e risponde punto su punto.

«Spiace che l’attuale sindaco non risponda puntualmente agli argomenti, ma faccia solo propaganda cercando di distrarre i cittadini. Non potendo negare i 400mila euro di investimenti stradali documentati dalla nostra amministrazione, Guastalla tenta di usare il progetto di fusione con San Daniele Po come un’arma di distrazione di massa. È un tentativo maldestro definire ‘scellerata’ una scelta che avrebbe portato nelle casse del Comune risorse senza precedenti, ma comunque i cittadini, attraverso il referendum hanno deciso, e questo fa ormai parte della storia. La verità è che sono stati persi 1,5 milioni di euro’.

Zabert puntualizza che «se il progetto di fusione fosse partito nel 2024, come previsto, oggi Pieve d’Olmi avrebbe già beneficiato di 1 milione di euro in più (tra contributi statali di 400mila euro/anno e risparmi di gestione per 100mila euro/anno). Con il 2026, saremmo a 1,5 milioni di euro di risorse extra

Una scelta secondo la minoranza tutt’altro che scellerata. «Con quei fondi non avremmo oggi una ‘strada groviera’, ma un piano di asfaltature completo per tutto il territorio, senza gravare sulle tasche dei cittadini. La vera ‘scelleratezza’ è aver rinunciato a questi investimenti per inseguire un campanilismo che oggi ci lascia con le casse vuote, come più volte dichiarato dall’attuale maggioranza, e le strade a pezzi».

Ma la questione buche non è certo l’unico motivo di dissapori. «Capiamo perché il sindaco preferisce parlare di passato: deve nascondere un presente di precarietà politica mai vista dal dopoguerra a oggi. Con le fuoriuscite dell’ex vice sindaco Somenzi e della consigliera Arini e le dimissioni dell’altra consigliera Arisi (sostituita da Andrusiani), la sua maggioranza è ridotta al lumicino. È bene che i cittadini sappiano la verità: se la consigliera Arisi non si fosse dimessa, ma fosse passata al gruppo di minoranza con Arini e Somenzi, oggi il sindaco sarebbe già ufficialmente in minoranza. Guastalla è ‘appeso a un filo’ e questa instabilità si riflette sull’immobilismo totale dell’ente’.

Poi la stoccata finale. «Noi torniamo a chiedere risposte per i cittadini. Perché, nonostante le promesse di febbraio 2025, non c’è traccia dei lavori in via Normale? Come può il vicesindaco ammettere che non esistano progetti di fattibilità per partecipare ai bandi dopo quasi due anni che stanno amministrando? Come pensa di gestire questa crisi politica senza precedenti che penalizza il paese? I cittadini non cadono nelle ‘buche’ della propaganda; cadono in quelle, reali e pericolose, che questa amministrazione non sa più come riparare e sarà costretta, a breve, ad accendere un mutuo per far fronte alle situazioni più contingenti. È emblematica la voragine che ormai da mesi impone una deviazione in centro paese, in prossimità del semaforo. Meno specchietti per le allodole, più competenza».

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