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LA STORIA

Rene al marito per vivere in tandem

Pizzighettone: nel borgo arriverà la testimonianza dei coniugi testimonial dell’Aido

Elisa Calamari

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21 Marzo 2026 - 05:10

Rene al marito per vivere in tandem

PIZZIGHETTONE - Il loro è un potente esempio di dono, condivisione, coraggio e rinascita: Giovanna Cursi e Maurizio Vanucci saranno nel borgo per portare l’esperienza di ‘Due cuori un tandem’. La coppia, 54 anni lui e 49 lei, è l’incarnazione della promessa all’altare «Nella buona e nella cattiva sorte»: in seguito alla malattia degenerativa ai reni che ha colpito il marito, la moglie ha deciso di donargli un organo sano e un anno dopo il trapianto hanno iniziato a pedalare su e giù per l’Italia, appunto in tandem, per raccogliere fondi sulla sensibilizzazione e la ricerca. Ad invitarli a Pizzighettone sono state le sezioni locali di Aido, Avis, Croce Rossa, Admo: venerdì 27 marzo 2026 alle ore 21, nel salone del centro culturale di via Garibaldi, la testimonianza dei coniugi spiegherà l’importanza del dono per dare speranza di guarigione.

«Ho avuto una malattia ereditaria che si chiama reni policistici, che porta all’insufficienza renale cronica – ha raccontato Vanucci –. Per tanti anni ho vissuto con l’incubo della dialisi e non ho mai raccontato a nessuno della malattia, ma quando ho conosciuto Giovanna è stata la prima cosa che le ho detto». La donna ha risposto che sarebbe stata lei, nel caso, a donargli un rene. Non era un’affermazione campata in aria, perché nel 2021 quando i valori di Maurizio hanno iniziato a peggiorare è iniziato l’iter per il trapianto, avvenuto il 27 settembre 2022. «Magari il prossimo anno saremo stanchi: possiamo unire le forze e pedalare in tandem», si sono detti. Da lì è partito il progetto ‘Due cuori un tandem’, in sinergia con l’Aido, proprio allo scopo di raccogliere fondi da destinare a ricerca e sensibilizzazione. Così Maurizio e Giovanna hanno pedalato attraverso Marche, Abruzzo, Molise, Lazio, Toscana… e non si sono più fermati.

«Mia moglie mi ha donato un rene – racconta il romagnolo nel video che apre la pagina Instagram @duecuoriuntandem –, da quel giorno ho capito che la vita non si corre da soli: è come andare in tandem, se uno rallenta l’altro spinge. Per questo viaggiamo per incontrare, aiutare e ricordarci ogni giorno quanto siamo fortunati».

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